sabato 17 ottobre 2026

Carpinianum e Munianum..., la storia dei due antichi centri con le rispettive chiese, a cura di Nicola del Core

Carpignano

Per eseguire la datazione dell’antico casale di Carpinianum (Carpignano) e della chiesa in esso presente, si fa riferimento a alcuni documenti risalenti tra il X° secolo e il XIII° secolo, quindi tra l'epoca ducale e quella in piena dominazione sveva, nei quali รจ attestata la presenza della ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐๐ข ๐’๐š๐ง ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข ๐š ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ ๐ง๐š๐ง๐จ. Questi documenti sono scritti, in parte in latino e in parte in italiano antico. La piรน antica testimonianza risale all'anno 979 d.C. ed รจ contenuta nell'opera: “Monumenta ad Neapolitani Ducatus Historiam Pertinentia”, scritta dal grande storico Bartolommeo Capasso. Tra  le fonti storiche successive, si evidenzia quella datata il 28 marzo 1205, nella quale รจ citata la chiesa di San Giovanni. Ripercorrendoli in ordine cronologico, queste preziose fonti ci illustrano la storia della Villa Carpinianum, con alcune curiositร , come, ad esempio, le ricorrenti menzioni degli antichi abitanti del posto, che in tanti avevano il nome di Giovanni. Il documento rogato nel 1205 sancisce lo scambio di un appezzamento di terreno avvenuto tra ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐ง๐ฎ๐ฌ ๐‚๐š๐œ๐š๐ฉ๐ข๐œ๐ž, l'๐š๐›๐š๐ญ๐ž ๐. ๐๐š๐ซ๐ญ๐จ๐ฅ๐จ๐ฆ๐ž๐จ del ๐ฆ๐จ๐ง๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐จ ๐๐ข ๐’๐š๐ง ๐’๐ž๐›๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐จ e un certo Cacapice. Nell’atto viene stabilito che l'abate avesse la quarta parte di un terreno, chiamato ๐‚๐ข๐ซ๐š๐ฌ๐จ๐ฅ๐š ๐š ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ง๐ข๐š๐ง๐ฎ๐ฆ. In cambio di questo terreno, Cacapece ottenne un altro pezzo di terreno, chiamato ๐๐ข๐œ๐ณ๐จ๐ง๐ž, ๐ฌ๐ข๐ญ๐ฎ๐š๐ญ๐จ ๐š ๐Œ๐š๐ซ๐š๐ง๐ฎ๐ฆ (l’odierna Marano). Tutta la restante parte del terreno, ovvero tre quarti dell’estensione originaria, rimase indiviso e conteneva al suo interno la ๐œ๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐๐ข ๐’๐š๐ง ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐จ๐ง๐ญ๐š๐ง๐š (cosรฌ in quell’epoca era menzionata la chiesa), di proprietร  del ๐ฆ๐จ๐ง๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐จ ๐๐ข ๐’๐š๐ง ๐๐ข๐ž๐ญ๐ซ๐จ ๐š๐ฅ ๐‚๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ. Questo monastero cera situato sull'isoletta del Salvatore, l’odierna ๐‚๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ’๐Ž๐ฏ๐จ, che all’epoca dei fatti era abitato da monaci ๐›๐š๐ฌ๐ข๐ฅ๐ข๐š๐งi.
Quindi il Cacapice, probabilmente antico membro della famiglia mugnanese dei Capece Minutolo, cedette un terreno a Carpignano e acquisรฌ un altro terreno a Marano. La Chiesa di San Giovanni apparteneva al monastero del Salvatore di Napoli ed aveva in vicinanza ๐ฎ๐ง๐š ๐Ÿ๐จ๐ง๐ญ๐š๐ง๐š, purtroppo oggi non piรน presente. Il fatto che la chiesa sia stata menzionata in questo documento dimostra che รจ di piรน antica fondazione, ma purtroppo non abbiamo altri documenti antichi che ne dimostrano l’origine. Dalla narrazione si evince che la presenza della vicina fontana, a cui erano attribuiti poteri di guarigione, รจ riconducibile alla storia evangelica di San Giovanni Battista.
Considerato che nel periodo svevo la chiesa era attiva e funzionante, pensiamo che il tempietto dovesse avere la conformazione e le decorazioni in stile romanico.
La “Villa” di Carpinianum (il termine "Villa" sta a indicare un centro antico abitato, in seguito si tramuterร  in ๐‚๐š๐ฌ๐š๐ฅ๐ž) all’epoca era molto ricca ed estesa ed era situata tra i territori di ๐Œ๐ž๐ฅ๐ข๐ญ๐จ ๐ž di ๐Œ๐š๐ซ๐š๐ง๐จ. A seguito del terribile terremoto del 5 giugno 1688, la chiesa subรฌ ingenti danni; infatti in una relazione del ๐Ÿ6๐Ÿ—๐Ÿ– l'edificio viene descritto come se fosse ridotto allo stato di rudere...
Nell’immagine riportata all'inizio di questa descrizione abbiamo immaginato come potesse apparire la chiesa di San Giovanni a Carpignano ai tempi del periodo romanico, seguendo alcuni nostri indizi e aiutandoci nell’ispirazione con le tecniche dell’AI, abbiamo elaborato il disegno; come pure abbiamo ipotizzato come potesse essere l’immagine sacra che era presente all’interno della chiesa, prendendo ad esempio un mosaico che mostra San Giovanni Battista che battezza Gesรน, presente in una chiesa di Ravenna (vedi foto inserita). 
Per descrivere la chiesa nei particolari riportiamo la testimonianza dello storico mugnanese Gargiulo, tratta dal suo libro: “๐Œ๐ฎ๐ ๐ง๐š๐ง๐จ ๐๐ข ๐๐š๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข: ๐Ÿ๐ซ๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ž ๐ญ๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข" nella quale risulta che, per un certo periodo, la chiesa sia stata probabilmente “suffraganea”, ovvero amministrata dalla chiesa del SS. Salvatore di Piscinola: la notizia รจ stata tratta dalla “Santa Visita” compiuta dal card. Gesualdo, nell’anno 1598. 
San Giovanni a Carpignano รจ ritenuta dalla tradizione la chiesetta piรน antica del paese, le cui origini si perdono nel tempo, anche se si รจ sempre ignorata la data della sua fondazione. Pare che sia stata la sede della rettoria, fino a quando rimase suffraganea di Piscinola per la cura delle anime, ma «di ciรฒ non vi sono titoli che convalidino tali notizie»¹. Strettamente legata a Carpignano, ne ha conservato il ricordo fino ad oggi. Coinvolta nelle vicende storiche di quel centro abitato fu esposta per secoli all’incuria ed all’abbandono. Situazione questa, che sembra si sia aggravata col sorgere della chiesetta di S. Maria e, specialmente con quella di S. Biagio, situate «dentro la villa» di Mugnano. Nel 1656 venne completamente restaurata per iniziativa degli scampati alla peste dell’Universitร  di Mugnano. Si ha motivo di ritenere che in quel luogo si dovette costruire una specie di lazzaretto, perchรฉ i morti di peste vennero sepolti «in un fosso che ivi si trovava». 
Come si รจ giร  detto, nel 1698 si presentava in condizioni disastrose con le pareti in buona parte diroccate, che raggiungevano appena l’altezza di 12 palmi, cioรจ 3 metri). Dalla relazione si apprende che era lunga palmi 65 (m. 16,30), larga palmi 23 (m. 5,75). A settentrione vi era un avvallamento del terreno lungo palmi 132 (m. 23) e largo palmi 60 (m. 15). A mezzogiorno vi era un altro avvallamento lungo palmi 221 (m. 16,25) e largo palmi 64 (m. 16)². Nel 1692 venne affidata ad un eremita, del quale non si conosce il nome. [...]”.

¹ A.S.D., Visita Card. A. Gesualdo, 1598, vol. VII, f. 183 v.

  

 

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Mugnano

Per quando riguarda le origini di Mugnano, andremo ad esaminare i documenti che descrivono l'abitato di "๐Œ๐ฎ๐ง๐ข๐š๐ง๐ฎ๐ฆ"; nella storia sono menzionate anche le comuni origini del culto religioso con gli abitanti di Carpignano. "M๐ฎ๐ง๐ข๐š๐ง๐ฎ๐ฆ" nacque nello stesso periodo di Carpignano (๐ข๐ง๐ข๐ณ๐ข ๐๐ž๐ฅ ๐— ๐ฌ๐ž๐œ๐จ๐ฅ๐จ ๐.C., il primo documento dove esso รจ menzionata risale a๐ฅ ๐Ÿ—๐Ÿ“๐Ÿ“ ๐.C. La chiesa che era presente al suo interno, era dedicata a ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š Assunta, ed era giร  attestata ๐ง๐ž๐ฅ ๐Ÿ—๐Ÿ“๐Ÿ— ๐.C. 
Fin dalla fondazione di Mugnano era venerata la ๐Œ๐š๐๐จ๐ง๐ง๐š ๐€๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ง๐ญ๐š (molto probabilmente il culto era collegato alla scadenza dei pagamenti degli affitti, fissati dopo il raccolto, il ๐Ÿ๐Ÿ“ ๐€๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ).
In un documento del 1137 ๐.C. purtroppo andato perduto, รจ attestato sia l’antica famiglia ๐Œ๐ข๐ง๐ฎ๐ฅ๐จ (in seguito famiglia ๐‚๐š๐ฉ๐ž๐œ๐ž-๐Œ๐ข๐ง๐ฎ๐ญ๐จ๐ฅ๐จ), sia la presenza dell'Ecclesia di Santa Marie ad Campensi; questa abitazione probabilmente si trovava nella localitร  denominata ๐ฌ๐š๐ง๐ญ'๐€๐ง๐ข๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ.
Nel ๐Ÿ๐Ÿ๐Ÿ—๐ŸŽ ๐.๐œ. giร  esisteva un chiesa dedicata al ๐ฆ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ซ๐ž ๐’๐š๐ง ๐๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ, che si trovava vicino a quella di ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š (di questa antica chiesa รจ rimasta solo la colonna esterna incastonata nella chiesa parrocchiale odierna). Giร  nel ๐Ÿ๐Ÿ๐Ÿ—๐Ÿ“ รจ accertato che il patrono di ๐Œ๐ฎ๐ง๐ข๐š๐ง๐ฎ๐ฆ era ๐’๐š๐ง ๐๐ฅ๐š๐ฌ๐ฌ๐ข (San Biagio vescovo).
Il Casale di ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ ๐ง๐š๐ง๐จ, fin dalla sua fondazione, non aveva una propria Chiesa, e gli abitanti per il loro culto si dovevano recare nella chiesa di ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š, che era la chiesa frequentata dagli abitanti del Casale di ๐Œ๐ฎ๐ง๐ข๐š๐ง๐ฎ๐ฆ, tuttavia gli abitanti di ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ ๐ง๐š๐ง๐จ veneravano ๐’๐š๐ง ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐š๐ญ๐ญ๐ข๐ฌ๐ญ๐š.
Verso la ๐Ÿ๐ข๐ง๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐—๐ˆ๐ˆ ๐ฌ๐ž๐œ๐จ๐ฅ๐จ la ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐๐ข ๐’๐š๐ง๐ญ๐š ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐š divenne piccola per i due centri, a quel punto i cittadini dei due Casali ne edificarono ciascuna una indipendente per il proprio utilizzo. A ๐Œ๐ฎ๐ง๐ข๐š๐ง๐ฎ๐ฆ fu eretta la prima ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐๐ข ๐๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ, mentre a ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ ๐ง๐š๐ง๐จ quella dedicata a ๐’๐š๐ง ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐š๐ญ๐ญ๐ข๐ฌ๐ญ๐š. 
Crediamo che nello stesso periodo della costruzione della ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐๐ข ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข, fu edificata anche la cappella privata di proprietร  di ๐‚๐š๐ฌ๐š ๐Œ๐ข๐ง๐ฎ๐ฅ๐จ, che fu intitolata a ๐’๐š๐ง๐ญ'๐€๐ง๐ข๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ed ad altri Santi. 
Nel ๐Ÿ๐Ÿ—๐Ÿ‘๐Ÿ la ๐‚๐š๐ฉ๐ฉ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐ข ๐’๐š๐ง๐ญ'๐€๐ง๐ข๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ, insieme al ๐๐š๐ฅ๐š๐ณ๐ณ๐จ ๐๐ž๐ข ๐‚๐š๐ฉ๐ž๐œ๐ž ๐Œ๐ข๐ง๐ฎ๐ญ๐จ๐ฅ๐จ (๐Ÿ๐ข๐ง๐ž ๐—๐•๐ˆ ๐ฌ๐ž๐œ๐จ๐ฅ๐จ) fu abbattuto per costruire la scuola statale “Gennaro Sequino” (di questo edificio purtroppo non non si conservano foto).

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Trascrizione integnale dell'Atto del ๐Ÿ๐Ÿ–.๐Ÿ‘.๐Ÿ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ“, con traduzione:

Imperante domino nostro Frederico imp. anno 8 die 28 mensis martii, ind. VIII (an. 1205) Neapoli. ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐ง๐ฎ๐ฌ ๐‚๐š๐œ๐š๐ฉ๐ข๐œ๐ž comestabilis commutavit et dedit d. Bartholomeo ๐š๐›๐›๐š๐ญ๐ข ๐ฆ๐จ๐ง๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐ข๐ข ๐’. ๐’๐ž๐›๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐ข integram petiolam de terra suam quarte unius, positam in loco qui nominatur ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ง๐ข๐š๐ง๐ฎ๐ฆ e dicitur ad Cirasola quae est campese, una cum introitu suo, et omnibus sibi pertinentibus, et coheret sibi ab uno latere terra heredum q.d. Sergii de Syrento, de alio latere est terra ecclesie S. Anelli maioris, de uno capite est terra d. Gregorii Caraczulo, de alio capite est terra d. ๐ˆ๐จ๐ก๐š๐ง๐ง๐ข๐ฌ ๐๐จ๐ฅ๐š๐ง๐จ, habitatoris d. loci ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ง๐ข๐š๐ง๐ข; propter quam petiolam terre in commutatione datam prefato monasterio ut supra dictus ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐ง๐ฎ๐ฌ ๐‚๐š๐ฉ๐ข๐œ๐ž accepit ab eodem abbati S. Sebastiani integram terram monasterii de integra petiola de terra, quae dicitur Piczone, positam in loco qui nominatur Maranum, et dicitur ad illa de Sicule quae est campese, una cum introitu suo et omnibus sibi pertinentibus, quae adhuc indivisa, et in comuni cum reliquo exinde, quod est ๐ž๐œ๐œ๐ฅ๐ž๐ฌ๐ข๐ž ๐’. ๐ˆ๐จ๐ก๐š๐ง๐ง๐ข๐ฌ ๐š๐ ๐Ÿ๐จ๐ง๐ญ๐ž iuris Sancte neapolitane ecclesie, et ๐ฆ๐จ๐ง๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐ข๐ข ๐’. ๐๐ž๐ญ๐ซ๐ข ๐š๐ ๐‚๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ฅ๐ฅ๐ฎ๐ฆ et hos habet fines de uno capite est via pubblica, unde ibidem introitum ingredit, de alio capite est terra d. Bartolomei Falconaro, de uno latere in ex paste est via, seu et in ipso latere est fundus heredum q. Iohannis qui nominatur de Caesario habitatoris ipsius loci Marani, et de alio latere est terra heredum q. Iacobi Comite sicut exfinat; et st signatum tali signo CCCCLXXXXVIII - Summarium inst. S. Sebastiani fol. 216.

(Testo tratto da B. Capasso, Monumenta ad Neapolitani Ducatus Historiam Pertinentia).

(traduzione)

Per ordine di nostro signore Federico, imper. anno 8, 28 marzo, ind. VIII (an. 1205) a Napoli. ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐ง๐ฎ๐ฌ ๐‚๐š๐œ๐š๐ฉ๐ข๐œ๐ž stabile scambiรฒ e diede d. Bartolomeo, ๐š๐›๐š๐ญ๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐ฆ๐จ๐ง๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐จ ๐๐ข ๐’๐š๐ง ๐’๐ž๐›๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐จ, ricevette in dono un'intera parte del suo terreno, un quarto di uno, situato in un luogo chiamato ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ง๐ข๐š๐ง๐ฎ๐ฆ e denominato Cirasola, che รจ pianeggiante, con il suo ingresso e tutto ciรฒ che vi appartiene, e confina da un lato con il terreno dell'erede di Sergio di Syrento, dall'altro lato con il terreno della chiesa di Sant'Anelli il Maggiore, da un lato con il terreno di Gregorio Caraczulo, dall'altro lato con il terreno di ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐จ๐ฅ๐š๐ง๐จ, abitante del luogo di ๐‚๐š๐ซ๐ฉ๐ข๐ง๐ข๐š๐ง๐ข; per il quale un pezzo di terra fu dato in cambio al suddetto monastero, come il suddetto ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐ง๐ฎ๐ฌ ๐‚๐š๐ฉ๐ข๐œ๐ž ricevette dallo stesso abate di San Sebastiano l'intero terreno del monastero dell'intero pezzo di terra, che รจ chiamato Piczone, situato in un luogo chiamato Maranum, e si dice che sia su quello di Sicilia che รจ pianeggiante, insieme al suo ingresso e tutto ciรฒ che gli appartiene, che รจ ancora indiviso, e in comune con il resto da lรฌ, che รจ la ๐œ๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐๐ข ๐’๐š๐ง ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐จ๐ง๐ญ๐ž della chiesa Santa Napoletana, e il ๐ฆ๐จ๐ง๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐จ ๐๐ข ๐’๐š๐ง ๐๐ข๐ž๐ญ๐ซ๐จ ๐š๐ฅ ๐‚๐š๐ฌ๐ญ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ e ha questi confini. Da una parte c'รจ la strada pubblica, da cui vi entra l'ingresso, dall'altra parte c'รจ il terreno di San Bartolomeo Falconaro, da un lato nel pascolo c'รจ la strada, o e da quel lato c'รจ la proprietร  degli eredi fu ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข che รจ chiamato da Cesareo, l'abitante dello stesso luogo, Marani, e dall'altro lato c'รจ il terreno degli eredi del Conte di Giacomo come รจ definito; ed รจ firmato con tale segno CCCCLXXXVIII (498).

Da una ricerca di Nicola del Core 


Ringraziamo Nicola del Core, bravo e appassionato ricercatore storico, per aver codiviso su Piscinolablog il frutto della sua interessante ricerca. 

S.F. 

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Le Fonti bibliografiche consultate sono:

-"Mugnano e Carpignano la storia attraverso i documenti" ๐‘๐ข๐œ๐ž๐ซ๐œ๐š ๐›๐ข๐›๐ฅ๐ข๐จ๐ ๐ซ๐š๐Ÿ๐ข๐œ๐š ๐ž ๐๐จ๐œ๐ฎ๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ซ๐ข๐š ๐๐ข ๐†๐ข๐ฎ๐ฌ๐ž๐ฉ๐ฉ๐ž ๐‚๐š๐ฉ๐š๐ฌ๐ฌ๐จ

-"๐Œ๐ฎ๐ ๐ง๐š๐ง๐จ ๐๐ข ๐๐š๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข: ๐Ÿ๐ซ๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ž ๐ญ๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข", ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ ๐๐š๐ฅ ๐ซ๐ž๐ฏ. ๐…๐ซ๐š๐ง๐œ๐ž๐ฌ๐œ๐จ ๐†๐š๐ซ๐ ๐ข๐ฎ๐ฅ๐จ.

-“Monumenta ad Neapolitani Ducatus Historiam Pertinentia”, di Bartolommeo Capasso.