Il culto e la venerazione della "Madonna del Carmelo” (detta più comunemente "Madonna del Carmine") è molto
antico ed è stato nei secoli scorsi molto diffuso a Napoli. Il baricentro principale
di questa devozione napoletana è concentrato, almeno da 7 secoli, nella storica
basilica del Carmine Maggiore, situata vicino alla Piazza Mercato.
Questo culto
mariano ebbe inizio in Palestina, nell'XI secolo, assieme alla fondazione dell'ordine dei monaci Carmelitani, sull'altura chiamata del "Monte Carmelo", e poi si radicò in Europa, a partire dal XIII secolo, quando ad
Aylesford (una cittadina inglese situata nella contea del Kent), la Madonna del Carmine apparve in visione a un
frate carmelitano inglese, poi divenuto santo, chiamato
Simone Stock, il 16 luglio del 1251. La Vergine gli apparve circondata da angeli e gli
consegnò lo "Scapolare" (detto anche "Abitino"), promettendo la
salvezza e la protezione eterna a chiunque lo avesse indossato. Alla Madonna
del Carmine era molto devoto anche il nostro concittadino Sant’Alfonso, che
indossò con fede lo “scapolare”, fino al momento della sua morte. Questo
scapolare fu recuperato intatto dopo l’esumazione del Santo e fu conservato nel
museo alfonsiano di Marianella, dove si trova tutt’oggi esposto ai visitatori.
Anche a Piscinola il culto della Madonna del Carmine è stato molto sentito
nei decenni scorsi e molte sono state le donne che portavano il nome di “Carmela”
(anche gli uomini, con la variante di “Carmine”).
In via Vecchia Miano e precisamente nel caseggiato con corte che veniva chiamato “‘A
Carrara” (termine che deriva da “passo carraio”, perché il vicolo era senza
uscita), fu eretta una cappellina, con dentro dipinta l’effige della Madonna del
Carmine.
![]() |
| La zona di "Abbascio Miano" presa da una mappa dell'800 |

Tutto questo rimase immutato fino alla metà degli anni ‘80, quando il "Programma di ricostruzione del dopoterremoto del 1980" mise in cantiere un intervento di ricostruzione e di riammodernamento edilizio radicale di tutto l’abitato compreso tra via Vecchia Miano, Via Napoli e Vico Operaio, includendo anche l’abbattimento del palazzo dove si trovava collocata la cappella della Madonna del Carmine. Fu grazie all’opera e alla sensibilità di un piscinolese che, accorrendo in tempo, riuscì a salvare la statua della Madonna dalla possibile distruzione o dispersione, prendendola poi in carico e conservandola in un locale della sua abitazione. Purtroppo a differenza di quando è avvenuto per la Madonna de Loreto, per la quale fu realizzata una nuova cappella nel vico Operaio, per la Madonna del Carmine di “Abbascio Miano” non è stata realizzata nessuna nuova cappella in sostituzione della precedente demolita.
Oggi, a distanza di oltre 40 anni da questo avvenimento, pochissimi ricordano ancora questa
statua della Madonna, perché, nel frattempo, almeno due generazioni si sono succedute e la
memoria storica si sta affievolendo inesorabilmente, man mano che passa il tempo... L’intento del nostro scritto è proprio quello di far riscoprire questa storia, affinché il ricordo di questo culto genuino legato alla statua della Madonna del Carmine non scompaia del tutto dalla memoria collettiva, lasciando una traccia indelebile per le future generazioni.
Salvatore Fioretto
p.s.: Prima che vengano intraprese delle iniziativa a favore del restauro della statua (lo speriamo vivamente e presto!), abbiamo deciso di non inserire alcuna immagine della Madonna di Piscinola.
![]() |
| La nuova strada che è stata realizzata al posto del vecchio vico della "Carrara". |

