domenica 28 maggio 2017

Termini e detti tipici della civiltà contadina nell'Area Nord di Napoli


Molte volte, nel parlato corrente di tutti i giorni, capita di confrontarci con persone e con amici e, sovente, con meraviglia, ci accorgiamo che alcune parole o termini, da noi adoperati, risultano sconosciuti dai nostri interlocutori, specie se essi sono originari del centro cittadino, di altre zone periferiche della città o anche della Provincia di Napoli. Senza avere la pretesa di svolgere una trattazione di glottologia o di etimologia, vogliamo nel presente post discorrere piacevolmente, illustrando alcuni termini che a nostro parere sono univoci della società antica, contadina in genere, con alcune particolarità che sembrano preesistenti e uniche dell'area a Nord di Napoli o addirittura dei quartieri di Piscinola, Marianella, Miano, Chiaiano e Secondigliano. Alcuni termini, poi, qui hanno un significato del tutto particolare rispetto alle altre zone vicine.
Moltissime parole appartengono alle pratiche contadine e alle attività un tempo svolte nelle masserie e nelle campagne, altre, invece, sono legate al mondo dei mestieri e delle attività artigianali. Sono termini e allocuzioni che nei secoli si sono evoluti, ma che forse sono originari dalla lingua greca, osco-latina oppure derivanti dall'italiano volgare. Non è da escludere influenze linguistiche apportate dalle varie dominazioni straniere, subite nei secoli dal nostro territorio, che, a differenza di altri luoghi, dove questi termini sono andati in disuso o sostituiti da altre parole, qui invece sono stati conservati e utilizzati nell'idioma corrente, almeno fino ad alcuni decenni fa.
Riporteremo i termini in dialetto e a lato la descrizione o il riferimento all'uso dell'oggetto o della pratica, che il termine identifica, per far comprendere al lettore il loro significato. 
L'elenco non ha la pretesa di essere esaustivo, anzi è solo una piccola dimostrazione della varietà dei termini presenti; essi sono esposti in modo casuale, senza seguire un ordine preciso, questo per non appesantire la trattazione e soprattutto per stimolare la curiosità del lettore...


Cincurenza:   Forcone a cinque punte, per raccogliere la paglia (da "cinche riente": cinque denti);
Sàrrecchia:    Piccola falce usata per mietere l'erba o i foraggi;
Fàucione:      Grande falce usata per mietere l'erba o i foraggi;
Fùrchettone:  Forcone;
Pàndosche:    Zolle di terreno, particolarmente coese;
Màstrillo:       Trappola per catturare uccelli o topi;
Tàrpino:         Talpa;
Vàlerio:   Piccolo roditore abitante sui pioppi secolari;
Scàfoncia:     Piccolo invaso creatosi sulla cima dei pioppi secolari;
Lùcia luce:       Coccinelle;
Pùgna pùgne/llardiche:   Ortiche;
Céstune:         Tartarughe terrestri;
Màlaforbice: Coleottero, con due tentacoli, a forma di piccole lame;
Martellina:      Leverismo per azionare i freni a ceppi dei carri;
Annaquata:     Vino ottenuto da vinacce diluite con acqua;
Sférrazzuolo:  Vino ricavato dalla pigiatura di diverse varietà d'uva;
Fétiente:          Erba selvatica, dall'odore nauseante;
Acquarola:       Strada di Piscinola derivante dallo scolo dell'acqua;
Pélliccielli:      Erba selvatica;
Pìchiuchio:       Ferramenta;
Màruvizze:       Uccelli simili ai Tordi;
Céntrelle:         Creste di polli;
Vàrriale:           Tipo di botte;
Vùrpessa:   Uncino per recuperare i secchi da cisterne o piscine;
Màngano:        Attrezzo agricolo per dissodare terreni dopo aratura;
Manganiello:  Attrezzo utilizzato per sollevare i secchi dai pozzi;
Sbreglie:           Parte delle pannocchie di granoturco (graurinio);
Spùntone:    Utensile usato per sgranare le pannocchie di granoturco;
Tùdero:         Parte delle pannocchie di granoturco (graurinio), usato anche per indicare la fasciatura di neonati;
Lùtamma:         Escrementi di animali;
Lùtammaro:  Raccoglitore di Lutamma (operatore raccolta differenziata di un tempo);
Maschio:           Gelata;
Mastrillo:          Esca metallica, per uccelli o roditori;
Acquazza:         Brina mattutina;
Ammennula:     Seme di albicocca o di mandorla
Pampuglie:       Parte di fusto di legumi, separata nella bacchiatura
Cùlata:           Ammollo di biancheria in tini, con uso di cenere e saponi;
Féscena:      Cesto con manico, usato per raccogliere frutta, a forma di cono;
Ancilla/Ancire:Uncino di legno per appendere oggetti;
Frùngillo:        Fringuello, uccello;
Frùvone:         Pertica di castagno usato durante la bacchiatura delle noci ("scugnare");
Samenta: aggettivo dispregiativo, usato per offendere una persona;
Sémmentini:   Varietà di funghi, prodotti da alberi da frutta;
Ròciola:         Carrucola per pozzi o ruota di argano in genere;
Scànnecavalle: Erba selvatica;
Cùriune:         Erba selvatica;
Ugliata/ugliatella:  Erba selvatica;
Ràpestone:      Erba selvatica;
Pàlluottole:     Castagne lessate;
Pùca:              Marza per eseguire gli innesti; 
Pica:            Specie di "eco" ricorrente proveniente dalla laringe durante il respiro; 
Fìcucielli:        Fichi, ancora in fase di formazione;
Fùlana:       Asticella di Pioppo utilizzata come piccolo tudore/tirante, nella potatura delle viti;
Carruociolo: carrozzino per giochi, realizzato artigianalmente; 
Cassella: lanterna a olio;
Cientepelle:   Interiora bovina o suina, bollita e condita con sale e limone; 
Cucchiarotto/cucchiarone: grosso cucchiaio il legno;
Cùtolo:       Rametto di Pioppo o di Salice utilizzato come legaccio nella potatura delle viti;
Cuzzutiello: piccolo pezzo di pane, di solito l'estremità di una pagnotta;
Fìcajuolo:       Raccoglitore/venditore di fichi; 
Scàrdasse:       Attrezzo per lavorare la lana;
Càrresi:           Trasportatori di derrate con carri;
Vàrricchiali:    Trasportatori di vino con carri;
Tòrtona/tùrtella: Tralcio di vite utilizzato come legaccio/tudore nella potatura   delle viti;      
Tàppiatore:  Operatore per la riparazione dei terrazzamenti;
Tàppia;         Margine di un terrazzamento;
'Ncasaturo: Pertica di legno utilizzata per costipare il terreno nei rinvasi di piante;
Stìre:           Asse di legno utilizzato per impugnare gli utensili;
Sguìglio/schiuoppo:   Gemma in fase avanzata di crescita;
Spàlatrune: Fusto di Pioppo, utilizzato come sostegno delle viti;
Tàccole/tacche:  Avanzi del taglio di tronchi;
Ciambotta: minestra estiva di ortaggi;
Cìocche:  Tempia;
Còveta:       Raccolto;
Cùrtellaccio:  Macete a forma dritta, per tagliare tronchi;
Màrrezzola:    Macete uncinata per tagliare piccoli rami;
Mascariello: parti di agnello o capretto, bollite e condite con sale e limone. Generalmente indica parte del viso. 
Miccia/surfariello: piccolo cero a base di zolfo, utilizzato per sterilizzare le botti del vino dopo il lavaggio e l'asciugatura;
Ancire/ronca:  Falcetta uncinata sostenuta da lunga pertica;
Annizza/annizzata:    Frutta che inizia a marcire;
Tréppiero/treppetiello: Scala a tre piedi di castagno;
Scàlillo:        Scala per raggiungere alberi di elevata altezza o per raccogliere ciliege, noci, uva;
Soriciaro:  Operatore dedito alla cattura di roditori nei campi;
Velanza: bilancia;
Vàmmane/màmmane:   Levatrici domestiche; 
'Nnzulfatore:    Operatore per l'inzolfatura delle viti;
'Mpuosto:        Postazione, base per appoggiare botti o altri oggetti;
Spàccaturo:     Coltello per eseguire innesti;
Lavannarella: Lavandaia;
Lìmmo:       Strato melmoso che si forma sulla superficie dei liquidi o del terreno;
Lìsciva:          Soda caustica;
'Mmuniache:  Dolci a base di ammoniaca;
Murtorio:  funerale; 
Pandolfa: zolla di terreno coesa;
Pinto:   Pavone;
Pizzipaparo: boccale a punta o innaffiatoio;
Purucchiu/Puricchiuso: insetto oppure per indicare una persona avara; 
Crastula: pezzo di piatto di ceramica o di altro materiale;
Purucchiamma: cosa fatta per economicizzare;
Cùonsolo (cùonso):  Cena offerto dai vicini, dopo il funerale, ai parenti del defunto;
Zàrellara:   Venditrice di nastri, spille e bottoni
Zùlfaniello:  Candelotto di zolfo usato per sterilizzare le botti;
Rammaggio:  Danni, provocare danni alle colture;
Ràrogne:         Rane;
Rìroto:           Tipo di carro da trasporto di derrate;
Vèlanzola:     Traino di carro con tre animali da tiro (Di solito Bue, Mulo e Cavallo);
Vèlanza:        Arpione/asse in legno usato per appendere il maiale per le zampe, durante la macellazione;
Scàgliuozzoli: Tipo di frittura, a base di farina di mais;
Scàzzacaturo: Attrezzo utilizzato per spostare il pane del forno;
Stoppa:      Canapa, usata per sigillare oppure usata insieme all'albume per bloccare arti slogati;
Màtala (o Màttala): Contenitore in legno usato per impastare il pane; 
Mangiaguerra:  Varietà di uva autoctona; 
Pàstone:    Pasto per maiali;
Parasacca:  Varietà di uva autoctona; 
Paccarelle: Varietà di pesche tardive;
Pìripisso:       Basco alla francese;
Muccaturo/maccaturo:   Fazzoletto;
Varriale: botte;
Zappiello/zappelluccio: varietà di piccole zappe usate per le attività nei campi;
Zérretiello:  Brocca in creta smaltata usata per contenere il vino o l'acqua;
Pàpisso:         Farfalla di grandi dimensioni;
Papà:             Soffione, seme di Tassarico;
Pìmmicia:    Coleottero (Maggiolino), di colore verde, avente odore sgradevole, riferito anche alle ecchimosi alle dita o pulci;
Ancinetti:       Dolci locali;
Mìlocca:     Sostanza molle, comportamento scialbo (in senso dispregiativo);
Férrillo:         Aratro manuale;
Ferrareccia:     Ferramenta, venditore di ferro in filo;
Pàstanaturo:  Attrezzo in legno per piantare o seminare;
Pùcchiacchiello : Erba selvatica per formare insalate spesso con la Rucola (in ital. Portulanca);
Piedimonte: Treno della ferrovia "Napoli-Piedimonte d'Alife";
Màcennola:    Attrezzo per sfibrare la canapa dopo la macerazione;
Pìsciniello:    Piccola vasca nelle stalle, per raccogliere escrementi di animali;
Pàstone: Pasto per maiali, a base di avena, patate, avanzi di cucina;
Gràurinio:    Granoturco;
Rarillo: gradino; 
Casanduoglio: venditore di formaggi e latticini;
Sbàncula:      Pezzo di legno;
Scolla:      Benda usata sulla fronte per lenire l'emicrania o l'ecchimosi;
Scùgnatori:   Operatori per la bacchiatura delle noci; 
Scurriale:      Frusta per domare gli equini da traino; 
Sgaglie:  Lacerazioni ai lati della bocca, detto anche per le dicerie; 
Spiringuacchio: Segno di inchiostro stracciato su qualcosa; 
Spillone:    Grosso ago per cucire i materassi;
Sdanghe:      Assi dei carri;
Zipeppe/cantaro:  Vaso da notte;
Zàppuliato:   Leggera zappatura o risultato della lavorazione;
Zanfrine:      Attrezzo per raccogliere o distribuire letame;
Ràsula:    Attrezzo per raccogliere i residui d'impasto nella mattala;
Ràsuliare:    Pulire i terreni da erbacce con la zappa;
Ruoto:         Pietanza prelibata cotta al forno, generalmente in una padella circolare che da essa prende il nome (es. Ruoto 'e patane, ruoto 'e stocco, ecc.);
Scùllare:    Operazione di alleggerimento di piante o frutta, per favorire lo sviluppo;
Zìppolo:       Cuneo;
Zuzullo/Zuzù:  Usato per chiamare o indicare un cane, specie ai bambini;
Vriala:          Rubinetto per botti, anche l'utensile per forare;
Vùttaro:        Riparatore di botti;
Tùmpagno:   Coperchio delle botti;
Tossa cùmmerziva: Tosse convulsa;
Vènacciaro:  Torchio per vinacce;
Vàrrile:         Tipo di botte;
Vàllenaro:     Pollaio;
Vòzzola:        Stomaco, riferito agli animali;
Appesa:         Salumi messi a stagionare;
Rivista:         Andare in cerca di noci bacchiate, nelle zone poco accessibili o impervie; 
Terramasco:  Strato di terreno formato da cenere vulcanica, particolarmente duro; 
Tùmmolo:    Tomolo, unità di misura del frumento e di altre derrate;
Tùfolo:          Residuo di granoturco;
Tùocco: Fare la conta:
Tùdariello 'e san Biase: Torroncino donato durante le feste patronali (Piscinola e Mugnano);
Trafagare:   Travasare il vino;
Trociola:  Carrucola;
Tàlle:           Parte di pianta di zucchino, da lessare;
Frustilli:      Residui della potatura di Pioppi o di alberi di frutto;
Taglia:         Solco nel terreno, usato in genere durante la zappatura;
Tàmmariello: Aggiustatore di piatti e terraglie in genere;
Tìano:    Pentola di rame, usato anche per indicare una pietanza in cottura; 
Tòrca, Torca maggiajola: Varietà di pesca;    
'Mmane 'e vite"Braccio" di vite nella sistemazione tipica, detta "a filare";      
Murtale: mortaio;             
Stùrchio:      Fusto della pianta di granoturco;
Stùmpagnare/Tùmpagnare: Operazione di apertura e chiusura delle botti;
Stùglia:        Involucro esterno della pannocchia di granoturco;
Bàsilese:     Varietà di pesca;
Brùsca e striglia:   Spazzole per pulire il mantello degli equini;
Bottamburro/minerva:    Piccoli pedardi
Spérone:             Breve tralcio di vite, lasciato per fruttificare;
Spùllecarielli (o Spùllechetielli):   Fagiolini;
Spàlatrappe:  Nastro adesivo (scotch in genere);
Spàtula:         Attrezzo utilizzato per pettinare la Canapa;
Sèrchia:         Piccola ferita alle mani, screpolatura del freddo;
Sèpe/sèparella: Terrazzanento del terreno, spesso indicata anche un margine di una cupa;
Sfasciacarrozza:    Riparatore di carri;
Còsta/cùstarella: Parte di superficie del lato inferiore di un terrazzamento;
Mezzana/mezzanella: Biglie in vetro per giochi, di dimensioni ridotte;
Nìppule:                Fiocco di cotone o lana attaccati agli indumenti;
Père:                      Albero, fusto;
Trìebbeto:              Treppiedi per sostenere pentole;                
Spreppa/steppone: Parte di un ortaggio o di pianta;
Spàramonaco:      Attrezzo in ferro curvato, usato per centrare  i coperchi delle botti nelle loro sedi;
Sòrca:                        Solco per semina;
Sévera:                      Selva, zona di terreno incolto, pieno di rovi e arbusti selvatici oppure terrazzamento; 
Severaiulo:                Lavoratore delle selve;
Scopa 'e bbrusco:      Scopa di saggina;
Scìurone:                   Fichi di primo raccolto;
Sciosciammosca:      Attrezzo usato per allontanare mosche;
Schìummare:             Stendere i panni sulle corde;
Scàrpesare:            Frollatura del mosto durante la fermentazione;
Scàtozza:                   Bulbo di rapa;
Scàrda:                      Coccio di terracotta o di ceramica;
Pàstora:                 Coccio di terracotta o di ceramica, sovente utilizzato per indicare il gioco detto "della campana";
Scànnaturo:               Coltello utilizzato per uccidere i maiali;
Ròtta/céllare:             Cantina, luogo interrato per conservare vini;
Vàvrille/ràrille:          Pergole per bacchiare i legumi o il grano;
Ràmpule:                    Ramo di albero;
Ràffia:                        Rafia usata per eseguire innesti;
Récca:                        Varietà di ciliege autoctone; 

Belledonne:                Varietà di pere;
Quartarulo:                Piccola botte;
Palummo:                   Conati di vomito;
Pùzzaro:                     Pulitore o riparatore di cisterne/piscine;
Minerva:                    Tipo di fiammifero oppure piccolo pedardo;
Mòntese:                    Cavatore di pietre di tufo;
Mònettine:                 Varietà di pesca precocissime; 
Molaforbice:             Arrotino;
Prussiano:                 Vomere, aratro;
Pùla:                          Residuo della bacchiatura;
Prùpana:                    Propaggine;
Pòrca:         Porzione di terreno per mettere a dimora  ortaggi;
Pullanghella: Spiga di granoturco lessa, anche per gallinella.
Ossacane:   Porzione di terreno per mettere a dimora semi di frutta;
Papute:       Incappucciati, membri della Congrega;
Pònteche:    Frutta acerba, tanninica;
Pigna mmolise:     Pino che produce pinoli;
Pigna pònteche:    Pino che non produce pinoli;
Pianella:     Vassoio di legno, con sponde, per far lievitare il pane;
Pésellera:    Residui secchi di piante di piselli;
Fàsolina:     Residui secchi di piante di fagioli;
Fàvara:        Residui secchi di piante di fave;
Pàtanara:     Residui secchi di piante di patate;
Vitecaglia:    Residui secchi di tralci di vite;
Pàstene:       Ampio appezzamento di terreno con alberi da frutta;
Ova 'ngallate:   Uova fecondate;
'Ncauzare:     Rincalzare ortaggi;
'Nzerta:          Fascio/mazzetto
Bandiera:    Quadro con immagine del santo patrono, addobbato con luci e appeso in luogo stabilito del quartiere, per annunciare i festeggiamenti patronali in programma;
Cannuccia:    Pezzi di canne per appendere il bucato;
Castagnara:   Varietà di uva da vino;
Cagliata:       Tipo di formaggio di produzione familiare; 
Cerasare:    Raccoglitore di ciliege; 
Cuòfene/cùfunature:  Recipienti per derrate;
Mùrtorio:      Funerale;
Mònte:           Cava di tufo o pozzolana, anche pozzo d'areazione;
Mezzaniello:  Fienile della stalla, soppalcato;
Màntice:        Attrezzo usato per inzolfare le viti;
Méta:              Covone di paglia in genere; 
Mezavotte:     Tipo di botte;
'Ngerare:        Formazione della spiga di grano o d'orzo;
'Nzertare/'Nzerto:  Innestare/innesto;
'Nzeccosa:  Frutta acerba, tanninica; 
'Nzeveruso: Frutta acerba;
Tùficchio:   Tappo inferiore della botte;
Màfero:      Tappo superiore della botte;
Lémmate:   Piccolo sentiero tra i campi, spesso nei confini (forse deriva dal latino: limites)
Lùmmata:    Luminarie per le feste patronali;
Legnasanta: Albero e frutti di cachi;
Iunco:          Giunto, legaccio, di origine vegetale;
Gùainella:   Gioco dei ragazzi, con lanci di pietre;
Fùnella/Trezza;:     Fune sottile, per stendere il bucato;
Fùmeta:       Fumo o ambiente poco nitido;
Fureste: Si dice di animale selvatico o di animale che mostra comportamenti poco domestici;
Fùrcina:       Pertica di legno terminante con una forcella;
Frùscella:    Piccoli contenitori in vimini, per la ricotta;
Ficchi ficchi: Tipo di fuoco pirotecnico;
Granata:      Melograno o tipo di bomba per fuoco pirotecnico;
Féccia:         Morchia depositata nella fermentazione del vino;
Féligna:       Fuliggine, ragnatela;
Dìana: Fuoco pirotecnico mattutino, per annunciare l'inizio della festa;
Cùparella:   Piccola cupa, stradina con margini in rilevato, anche con sviluppo in pendenza;
Cùfunatura:  Recipiente in legno adoperato per il bucato;
Cràstula:       Frammento di piatto o di mattonella in genere;
Còtre:       Telo ricamato, nero o viola, usato un tempo per i funerali;
Cùonso/Cònsuolo: Cena offerta ai parenti del defunto;
Cìambotta:    Minestrone estivo a base di ortaggi;
Chìaccune:    Tralci di vite, in formazione;
Chìerchia:     Cerchio delle botti;
Chìuppo o chìuppete: Pioppo;
Cérnetura:     Residuo della setacciatura di cereali o altre sostanze;
Cènneraturo: Telo  per coprire il bucato;
Càvicchio:      Piccolo tappo per botte
Càterozza:      Bulbo della rapa;
Càrrato/càrratiello: Tipo di botte grande;
Càrdone:        Cardo Mariano;
Càpezza:        Armamento in cuoio per equini;
Càuraturo/càurara: Pentolone in rame;
Càpizze:         Fusto della canapa;
Cànnaturo/ cànnaturizia: di cosa che stimola la golosità;
Cànnule:        Canapa;
Cànnito:         Canneto;
Càlatura:        Propaggine di vite;
Càmpata:        Stipendio, risorse per il sostentamento;
Càcecavuoglio: Portare sulle spalle, spesso indica un tipo di gioco;
Colostro:  Primo latte di mucca, conseguente a un parto;
Cùpiello:       Piccolo tino per contenere il vino o il pasto degli animali; 
Béllella:     Varietà di pesca;

Torca 'e Maricella: Varietà di pesca che prese il nome della selezionatrice, soprannominata "Maricella"; 
Pesca Mimì del FornoVarietà di pesca che prese il nome del selezionatore "Domenico Del Forno";

'Ntonio 'o riccio: Varietà di pesca;

Paccarelle:  Varierà di pesca, tardiva;
Belledonne:   Varietà di pera; 
Cosce 'e Firenze: Varietà di pera;
Mastanduone: Varietà di pera;
Bellelle: Varietà di pesca, tardiva:
Ciocche cardinale: Varietà di susina;
Pappagona: Varierà di prugna;
Pitulana:  Varietà di pesca gialla;
Bùverone:      Tipo di fondazione per muri;
Nataline: Varietà di fico;
Fiche 'e San Giuvanne: Varietà di fico, a due fruttificazioni;
Trojane: Varietà di fico;
Allardate: Varietà di fico;
Bùbbazza:    Intruglio di cose non specificate, spesso usato in senso dispregiativo;
Bùttone:            Gemma;
Brustulaturo:    Attrezzo usato per torrefare l'orzo o il caffè; 
Arilla:         Semi di uva; termine usato spesso per indicare vivacità oppure il grillo;
Arricettare/ricietto: Pulizia/pulire, spesso usato per indicare la morte di qualcuno;
Archetiello (festa dell'): Sagra celebrata a Miano, presso la chiesa della Madonna dell'Arco;
Anemella:          Interiora di animale
Aire:   Aia, piazzale interno alle masserie per eseguire lavorazioni;
Abbrustuliato:   Bruciato, tostato;
Anfolla:             Piccola anfora, per conservare l'acqua;
Abbascio:          Zona del territorio in depressione.

 
Speriamo che questa piccola trattazione stimoli la curiosità e l'interesse soprattutto delle giovani generazioni, attuali e future, auspicando che essi continuino e implementino il lavoro di ricerca svolto e, soprattutto, conservino queste tracce antropologiche del territorio, quale valore culturale appartenenti alla storia della loro terra di origine.

Salvatore Fioretto
 
(Tutti i diritti per la pubblicazione dei testi del blog sono riservati all'autore, ai sensi della legislazione vigente)

N.B.: Le foto riportate in questo post sono state liberamente ricavate da alcuni siti web, ove erano pubblicate. Esse sono state inserite in questa pagina di storia della città, unicamente per la libera divulgazione della cultura, senza alcun secondo fine o scopo di lucro.

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