lunedì 30 settembre 2013

Una stazione per convento....al Frullone!

Il convento di carrozze ferroviarie dei Frati Minori Riformati del "Frullone"


Il convento dei frati è raggiungibile tramite una stradina di campagna e sorge nella zona denominata Viscariello (dalla vecchia strada che un tempo era detta del "Boscariello"), situata nella località omonima appartenente al quartiere di Piscinola. La zona è molto vicina al bosco di Capodimonte. Circondato da una verdeggiante pineta, il convento sorge in un luogo così tranquillo da far dimenticare al visitatore di trovarsi a due passi dalla caotica città, presentandosi accogliente a chi vuole pregare e meditare... Appena fuori dal cancello, riportante in rilievo la sigla FMR - Francescani Minori Riformati, gli sguardi vengono rapiti da una bella carrozza “Centoporte” a tre assi, che fa bella mostra di sé in un piccolo cortile prospiciente l'ingresso. 
Il convento ospita una comunità di francescani appartenenti al ramo dei "Minori Rinnovati". Questi fraticelli vivono in piena povertà, seguendo rigidamente la regola redatta da San Francesco d'Assisi, alloggiati in fredde e nude carrozze ferroviare, in inverno appena riscaldate da qualche stufetta a legna. Tra i frati ci sono molti giovani, provenienti da diverse parti d'Italia. Spesso alcuni di essi si incontrano anche per strada, quando si recano a officiare messa o a cantare e suonare nelle chiese vicine del territorio; quello che colpisce di loro è la costante allegria, la loro semplicità e poi anche il loro abito essenziale: camminano spesso scalzi, senza sandali!
Per risalire alla storia di questo singolare convento e di come esso fu costruito, dobbiamo risalire alla metà degli anni '70, quando un vecchio possidente della zona acquistò dalle Ferrovie dello Stato una decina di carrozze ferroviarie, chiamate "Centoporte", che erano destinate alla rottamazione e così decise di donarle ai frati. Nel contempo, un altro benefattore, sempre della zona, concesse l’uso del suolo e, così facendo, intorno al 1975, nacque il convento come lo vediamo oggi.
Forse è l'unico esempio di architettura sacra del suo genere esistente in Italia, realizzata utilizzando dei vecchi carrozzoni ferroviari. E' anche un bel esempio di riutilizzo/riciclo di componenti destinati alla rottamazione, risolvendo anche diversi problemi di carattere ecologico e ambientale.
All'ingresso del convento si può osservare una  “Centoporte”, ben conservata, sistemata su un breve tronco di rotaie, come se fosse in procinto di partire per un bel viaggio...!! La carrozza, trasformata in parlatoio, si presenta ben tenuta, dipinta in livrea tutta castana nell'esterno e un bianco avorio negli interni. Gli ambienti sono arredati in stile sobrio, con riutilizzo di alcune panche preesistenti. Nello scompartimento, diviso con pareti in legno o in blocchi lapidei, sono state ricavate tre stanzette: una destinata alle confessioni, una come sala di attesa e una sala più grande sistemata con un lungo tavolo e sedie. Un corridoio laterale in legno e una scaletta, permette l’agevole accesso alla struttura. 
Una piccola curiosità è la presenza sulla livrea della vettura di un vecchio tubicino di servizio (forse dell’aria compressa) che è stato riutilizzato per alimentare gli ambienti con l’acqua potabile.
Su una bacheca posta all'esterno della carrozza sono esposte delle vecchie e sbiadite foto che riprendono il resto del convento, con altre vetture “centoporte”. Il convento non è interamente visitabile al pubblico, poiché i frati vivono in piena clausura.
Molto suggestiva e semplice è la cappella del convento, dedicata al Santissimo Sacramento, realizzata a forma di un capanno, come se fosse una parte di un presepe... Sull’altare sono riportate alcune frasi di San Francesco, che invitano all’adorazione del Sacramento.
Pace e… treni!
Salvatore Fioretto 
(Tutti i diritti per la pubblicazione dei testi del blog sono riservati all'autore, ai sensi della legislazione vigente)

La foto inserite in questo post sono state scattate da Massimiliano Verde, in agosto 2009.

 

La cappella del convento


3 commenti:

  1. Al cospetto di tale bellezza, semplicità e umiltà mi sovviene il dolcissimo canto di Francesco:
    1 Dolce è sentire come nel mio cuore
    ora umilmente sta nascendo amore.
    Dolce è capire che non son più solo
    ma che son parte di una immensa vita
    che generosa risplende intorno a me,
    Dono di Lui, del suo immenso amore.
    2 Ci ha dato il cielo e le chiare stelle,
    fratello sole e sorella luna,
    la madre terra con frutti, prati e fiori,
    il fuoco e il vento l’aria e l’acqua pura,
    fonte di vita per le sue creature.
    Dono di Lui, del suo immenso amore.
    3 Sia laudato, nostro Signore
    che ha creato l’universo intero;
    sia laudato, nostro Signore,
    noi tutti siamo sue creature.
    Dono di lui, del suo immenso amor.
    Beato chi lo serve in umiltà.

    RispondiElimina
  2. Signore li assista e attraverso loro assista noi.

    RispondiElimina
  3. Il Signore viene benedica

    RispondiElimina