In questo post pubblico il discorso da
me letto nel Consiglio della VIII Municipalità di Napoli (Piscinola, Marianella, Chiaiano, Scampia), nella seduta del 15 gennaio
2009, con la proposta di una musealizzazione dell’elettromotrice "E2" della ferrovia "Napoli Piedimonte d'Alife", nel piazzale della stazione Metrò di Piscinola, presentata dall'Associazione G.A.F.A. (Gruppo Amici della
Ferrovia Alifana).
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"Spettabile
presidente, spettabili assessori e consiglieri della VIII Municipalità di
Napoli, mi chiamo
Salvatore Fioretto, sono di Piscinola e sono socio dell’associazione GAFA:
Gruppo amici della Ferrovia Alifana.
Vi
trasmetto, innanzitutto, i saluti ed i ringraziamenti del presidente e del
segretario dell’Associazione, che per improcrastinabili impegni lavorativi, non
sono presenti questa mattina. Essi, quindi, mi hanno delegato ad illustrarvi la
proposta di progetto, che Vi è stata trasmessa dalla nostra associazione alcuni
mesi fa.
L’associazione,
di cui faccio parte, si è costituita alcuni anni fa con sede a Piedimonte
Matese, non ha finalità politiche e non ha scopo di lucro e, come si evince dal
suo nome, oltre al sentimento dell’amicizia, ha un unico comune denominatore
che lega tra loro i numerosi soci, cioè la passione e l’amore per la ferrovia
Napoli Piedimonte D’Alife, detta anche Alifana.
I numerosi
soci che compongono l’associazione sono residenti nei diversi comuni “toccati”
dal vecchio percorso della ferrovia, da Napoli fino a Piedimonte Matese, ma
registriamo soci anche al di fuori della nostra regione.
La ferrovia,
ancora funzionante nella tratta alta, tra SMCV e Piedimonte, ha invece smesso
il suo esercizio nella tratta bassa, tra Napoli e Santa Maria Capua Vetere nel
lontano febbraio 1976.
Essa ancora
oggi, a distanza di 32 anni e passa, costituisce come “una rotaia virtuale” che
ci unisce e continua ad allietarci con i suoi fasti, le sue rare foto e la sua
bella storia.
La
Piedimonte, infatti, vive ancora nei nostri ricordi ed è oggetto di nostri
continui studi, di ricerche di cimeli e di iniziative culturali (come mostre),
mirati fondamentalmente a diffondere la sua conoscenza verso tutti quelli che
non hanno avuto la fortuna di vederla funzionare, come i giovani.
Ci
entusiasma, soprattutto, far conoscere le bellezze e gli avvenimenti legati
agli anni più belli del suo esercizio, quando la vita era più semplice e
genuina e i territori attraversati, come Piscinola, Secondigliano, Mugnano,
Marano, Aversa, S.M.C.V. e tanti altri piccoli comuni, componevano un paesaggio
bello e incantevole, ormai del tutto scomparso e la ferrovia era come
un’arteria che alimentava tutti questi centri con il suo via vai quotidiano.
Io sono al
momento l’unico socio che abita in questo quartiere, e ricordo con commozione
questa ferrovia, perche ho trascorso la mia infanzia praticamente a contatto
con i suoi treni, dato che la linea attraversava interamente la mia campagna di
Piscinola.
Nel mese di
Luglio scorso quest’associazione ha ben pensato di presentare a questa
Municipalità, una proposta di recupero ai fini museali della vecchia
elettromotrice.
La scelta di
questa Municipalità è stata dettata da vari fattori concomitanti: innanzitutto,
perché abbiamo notato una grande disponibilità da parte dell’assessorato alla
cultura ad incoraggiare questi tipi
di progettualità culturale e poi, perché su questo territorio sta nascendo uno dei
nodi ferroviari più importanti del sistema metropolitana regionale, proprio
sulla vecchia sede della stazione di Piscinola.
Cosicché, la
stazione rappresenta al momento l’unico luogo antico della “Piedimonte” ad
essere riutilizzato come sede di stazione della nuova ferrovia MCNE.
Tale
importanza è stata evidenziata anche dai progettisti delle varie opere di
riqualificazione dell’ex aree di sedime dell’Alifana, anticipandoci
nell’ipotizzare in questa zona, tra le varie soluzioni progettuali possibili, la
realizzazione di un contenitore museale sulla storia del sistema di trasporto
campano, con annesso archivio storico ferroviario.
La vettura
di cui parliamo, attualmente giace abbandonata in quello che fu il deposito
officina di S. Andrea, vicino alla stazione terminale della ferrovia.
L’elettromotrice è l’unica superstite di una serie cospicua di vetture che
componevano l’armamento della ferrovia, composto da diverse motrici e trainate.
Fu
amorevolmente restaurata dalle maestranze dell’officina, negli ultimi anni di
vita della ferrovia, quando questa già si avviava a cessare il suo servizio,
con l’intento di poterla salvare facendone un bel ricordo per le future
generazioni e poterla destinare, insieme ad una vettura trainata, per
l’esposizione nello storico museo ferroviario di Pietrarsa.
Tuttavia,
per una serie di motivazioni, non si riuscì a realizzare questo sogno, così
essa rimase abbandonata in quel luogo per molti decenni, fino a quando il
deposito non fu smantellato e abbandonato. Fu quindi esposta all’incuria del
tempo ed ai vandali.
Purtroppo,
dopo poco tempo il deposito divenne un accampamento di extracomunitari e le
vetture vennero vandalizzate e incendiate.
Da allora
sono ricoperte di uno strato di ruggine e sono abbandonate in mezzo alla vegetazione.
La vettura trainata è ora praticamente irrecuperabile, perché mancano diversi
elementi fondamentali. L’elettromotrice, invece, a parte i danni e la
corrosione, ha praticamente tutte le parti ancora presenti.
La proposta
di progetto che abbiamo presentato all’attenzione di questa assemblea consiste
innanzitutto nella messa in sicurezza della elettromotrice, affinché sia
arrestata l’azione distruttrice delle intemperie. A tal proposito, abbiamo
pensato, come luogo di ricovero temporaneo, il deposito MN di Marianella, che
risulterebbe anche attrezzato, per spazi, locali e per eventuale officina di
riparazione, per i successivi interventi di recupero/restauro. Occorrerà
realizzare un pianale gommato, con binari a scartamento ridotto per poterla trasportare
e contenere durante la sosta in deposito.
Se sarà
possibile fare il restauro nel deposito MN di Marianella, con le maestranze
locali, pensiamo che si avrebbe un notevole abbattimento dei costi incidenti.
Occorrerà
procedere alla sabbiatura delle parti metalliche, che sono lamiere e profilati
di acciaio e alla ricostruzione delle parti ammalorate o deformate. Poi,
successivamente, si procederà alla verniciatura generale e, infine, occorrerà
ricostruire i particolari esterni ed interni scomparsi. Gli ambienti interni
dovranno essere rifatti, almeno per quelle parti che interessano i fini
museali. Considerato che diventerà un contenitore statico, non sarà necessario
riportarla allo stato di funzionamento e questo sicuramente faciliterà le
operazioni di recupero in termini di contenimento dei costi e di fattibilità
tecnica del restauro.
Il progetto
di riutilizzo prevede di attrezzare la vettura restaurata e destinarla a sede
di un piccolo museo sulla “Piedimonte”. Si sfrutterebbe la divisione degli
ambienti già presente, ossia i due vecchi scompartimenti di destra e di
sinistra posti asimmetricamente rispetto all’ingresso intermedio della vettura.
L’ambiente
più piccolo sarebbe destinato a contenente una mostra fotografica sulla
Piedimonte, con molte foto d’epoca esposte in pannelli di legno e vetro e
didascalie di commento e con una tavola geografica contenente il percorso e le
stazioni della vecchia linea; mentre, l’ambiente più grande, dove occorrerà
ricostruire anche le panche di legno, sarebbe destinato a diventare un piccolo
auditourium per i visitatori, dove poter proiettare i filmati ed i
cortometraggi illustranti soprattutto la storia della ferrovia e del territorio
attraversato. Sarebbe bello poter inserire anche un cortometraggio con le foto
e con la narrativa che illustri ai visitatori la storia di Piscinola, sede
della stazione ferroviaria antica.
La
vettura/museo potrebbe essere “adottata” ogni anno da una scuola media
inferiore locale, durante le manifestazioni del “maggio dei monumenti”.
Questa
associazione non chiede fondi, non intende realizzare i lavori di restauro,
perché non ne ha le competenze, e non necessariamente vuole gestire il museo o
avere assegnati i piccoli locali di esso, anche se rimane disponibile a ogni
forma di collaborazione.
Ha
presentato questa proposta solo per amore di questa ferrovia, con il solo
intento di sensibilizzare le istituzioni di questa municipalità per cercare di
recuperare questo simbolo della memoria collettiva e poterne fare un luogo di
aggregazione sociale e culturale, uno spazio aperto al quartiere. Un luogo dove
le diverse generazioni di ieri, oggi e domani possano incontrarsi, confrontarsi
e scambiarsi emozioni, ricordi e tramandare le proprie radici e le proprie
tradizioni.
La memoria
della Piedimonte è ancora viva più che mai in questo territorio, essa
rappresenta un motivo di orgoglio e di nostalgia, attraverso di essa i vecchi
abitanti di Piscinola, Chiaiano e Marianella ricordano la loro infanzia, i loro
cari che non ci sono più, tutto un “mondo” che è completamente scomparso. A tal
riguardo, abbiamo pensato di dedicare il piccolo museo, che si andrebbe a
costituire, a tutti i caduti della ferrovia, a tutte le manovalanze che hanno
lavorato per essa e a tutti i viaggiatori che l’hanno in sessanta e passa anni
di esercizio utilizzata nei loro viaggi quotidiani.
Quindi, il
treno restaurato, oltre a luogo di aggregazione, oltre a contenitore culturale
e museale, costituirebbe anche un monumento dedicato a una nobile causa. Poi
andrebbe posizionato in un luogo protetto, sorvegliato e ben visibile, in
un’area dedicata all’interno del nuovo nodo ferroviario di interscambio.
Questa
soluzione colmerebbe anche la grande lacuna che esiste nella stazione attuale.
Infatti, a differenze di tante stazioni storiche rifatte, manca in essa un
elemento di riferimento visibile che ricordi la precedente vecchia ferrovia ed
quindi il quartiere che la ospita.
In altre
località d’Italia, come Catania, Valdagno (VI), Roma-Centocelle, per fare un
esempio, si è restaurato un convoglio storico e lo si è esposto in un angolo
della stazione. Addirittura a Catania Borgo, hanno utilizzato proprio la locomotiva
vaporiera belga, detta “La Meuse”, che fu ceduta dalla nostra ferrovia Chemins
de Fer du Midi et du Italie, alla Circumetnea nel lontano 1926 ed è stata
musealizzata all’esterno della stazione. Ora, pare che i catanesi vogliono
addirittura rimetterla in esercizio per farne un treno storico per turisti.
Egr. signori
della Municipalità, permettetemi una mia considerazione da cittadino di questa
amministrazione municipale, il nostro quartiere ha una stazione della
metropolitana tra le più importanti di Napoli e lo sarà sempre di più, essa
sarà un luogo di elevato interscambio tra Napoli e l’area nord della Provincia
di Napoli e tra questa e la provincia di Caserta; eppure, nel territorio
attorno alla stazione non è stata effettuata nessuna opera di riqualificazione,
almeno fino adesso. In altre stazioni cittadine la metropolitana ha apportato
notevoli migliorie in termini di arredo urbano, di abbellimenti, e di monumenti
in tutto il quartiere che le ospita. La stazione di Piscinola sembra isolata dal
contesto circostante...non è integrata con esso, come dovrebbe essere, e non è
nemmeno un punto di aggregazione.
In altre stazioni ferroviarie di Napoli c’è
stata molta sensibilità nel realizzare opere d’arte e monumenti, specialmente
fuori dagli edifici delle stazioni, anche se poi queste opere non hanno un
legame forte con quel territorio…come invece avrebbe nel nostro progetto…
Quale regalo
più bello ad un quartiere che ha dato tanto per la realizzazione delle due
ferrovie, in termini di sacrificio di ettari di campagna, di disturbo ai
cittadini per la cantierizzazione delle opere e di sacrifici per il traffico,
quello di riportare in esso, dopo trent’anni, un bel simbolo che unisce le
diverse generazioni di questo territorio, passate e presenti!
Noi
dell’associazione GAFA ci crediamo e speriamo che questo sogno che abbiamo in
mente e nel cuore possa realizzarsi attraverso il vostro intervento, la vostra
sensibilizzazione e che possa finalmente realizzarsi il desiderio di quelle
antiche maestranze della Piedimonte, che nel lontano 1976 restauravano
amorevolmente gli ultimi convogli di un’elettromotrice ed una trainata, perché
rimanessero per sempre in ricordo alle future generazioni."
Gli sviluppi di questo progetto è una storia che è stata già descritta in questo blog. Ringrazio l'assessore alla cultura dell'epoca, che prese a cuore questa proposta e si adoperò per sensibilizzare questo progetto di recupero.
Salvatore Fioretto

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