domenica 12 aprile 2026

Sognando l'elettromotrice "E2" della Piedimonte d'Alife come sede di un piccolo museo... Proposta letta alla VIII Municipalità di Napoli, nel 2009

In questo post pubblico il discorso da me letto nel Consiglio della VIII Municipalità di Napoli (Piscinola, Marianella, Chiaiano, Scampia), nella seduta del 15 gennaio 2009, con la proposta di una musealizzazione dell’elettromotrice "E2" della ferrovia "Napoli Piedimonte d'Alife", nel piazzale della stazione Metrò di Piscinola, presentata dall'Associazione G.A.F.A. (Gruppo Amici della Ferrovia Alifana). 

------------------------------  o  O  o  ------------------------------ 

"Spettabile presidente, spettabili assessori e consiglieri della VIII Municipalità di Napoli, mi chiamo Salvatore Fioretto, sono di Piscinola e sono socio dell’associazione GAFA: Gruppo amici della Ferrovia Alifana.
Vi trasmetto, innanzitutto, i saluti ed i ringraziamenti del presidente e del segretario dell’Associazione, che per improcrastinabili impegni lavorativi, non sono presenti questa mattina. Essi, quindi, mi hanno delegato ad illustrarvi la proposta di progetto, che Vi è stata trasmessa dalla nostra associazione alcuni mesi fa.
L’associazione, di cui faccio parte, si è costituita alcuni anni fa con sede a Piedimonte Matese, non ha finalità politiche e non ha scopo di lucro e, come si evince dal suo nome, oltre al sentimento dell’amicizia, ha un unico comune denominatore che lega tra loro i numerosi soci, cioè la passione e l’amore per la ferrovia Napoli Piedimonte D’Alife, detta anche Alifana.
I numerosi soci che compongono l’associazione sono residenti nei diversi comuni “toccati” dal vecchio percorso della ferrovia, da Napoli fino a Piedimonte Matese, ma registriamo soci anche al di fuori della nostra regione.
La ferrovia, ancora funzionante nella tratta alta, tra SMCV e Piedimonte, ha invece smesso il suo esercizio nella tratta bassa, tra Napoli e Santa Maria Capua Vetere nel lontano febbraio 1976.
Essa ancora oggi, a distanza di 32 anni e passa, costituisce come “una rotaia virtuale” che ci unisce e continua ad allietarci con i suoi fasti, le sue rare foto e la sua bella storia.
La Piedimonte, infatti, vive ancora nei nostri ricordi ed è oggetto di nostri continui studi, di ricerche di cimeli e di iniziative culturali (come mostre), mirati fondamentalmente a diffondere la sua conoscenza verso tutti quelli che non hanno avuto la fortuna di vederla funzionare, come i giovani.
Ci entusiasma, soprattutto, far conoscere le bellezze e gli avvenimenti legati agli anni più belli del suo esercizio, quando la vita era più semplice e genuina e i territori attraversati, come Piscinola, Secondigliano, Mugnano, Marano, Aversa, S.M.C.V. e tanti altri piccoli comuni, componevano un paesaggio bello e incantevole, ormai del tutto scomparso e la ferrovia era come un’arteria che alimentava tutti questi centri con il suo via vai quotidiano.
Io sono al momento l’unico socio che abita in questo quartiere, e ricordo con commozione questa ferrovia, perche ho trascorso la mia infanzia praticamente a contatto con i suoi treni, dato che la linea attraversava interamente la mia campagna di Piscinola.
Nel mese di Luglio scorso quest’associazione ha ben pensato di presentare a questa Municipalità, una proposta di recupero ai fini museali della vecchia elettromotrice.
La scelta di questa Municipalità è stata dettata da vari fattori concomitanti: innanzitutto, perché abbiamo notato una grande disponibilità da parte dell’assessorato alla cultura ad incoraggiare questi tipi di progettualità culturale e poi, perché su questo territorio sta nascendo uno dei nodi ferroviari più importanti del sistema metropolitana regionale, proprio sulla vecchia sede della stazione di Piscinola.
Cosicché, la stazione rappresenta al momento l’unico luogo antico della “Piedimonte” ad essere riutilizzato come sede di stazione della nuova ferrovia MCNE.
Tale importanza è stata evidenziata anche dai progettisti delle varie opere di riqualificazione dell’ex aree di sedime dell’Alifana, anticipandoci nell’ipotizzare in questa zona, tra le varie soluzioni progettuali possibili, la realizzazione di un contenitore museale sulla storia del sistema di trasporto campano, con annesso archivio storico ferroviario.
La vettura di cui parliamo, attualmente giace abbandonata in quello che fu il deposito officina di S. Andrea, vicino alla stazione terminale della ferrovia. L’elettromotrice è l’unica superstite di una serie cospicua di vetture che componevano l’armamento della ferrovia, composto da diverse motrici e trainate.
Fu amorevolmente restaurata dalle maestranze dell’officina, negli ultimi anni di vita della ferrovia, quando questa già si avviava a cessare il suo servizio, con l’intento di poterla salvare facendone un bel ricordo per le future generazioni e poterla destinare, insieme ad una vettura trainata, per l’esposizione nello storico museo ferroviario di Pietrarsa.
Tuttavia, per una serie di motivazioni, non si riuscì a realizzare questo sogno, così essa rimase abbandonata in quel luogo per molti decenni, fino a quando il deposito non fu smantellato e abbandonato. Fu quindi esposta all’incuria del tempo ed ai vandali.
Purtroppo, dopo poco tempo il deposito divenne un accampamento di extracomunitari e le vetture vennero vandalizzate e incendiate.
Da allora sono ricoperte di uno strato di ruggine e sono abbandonate in mezzo alla vegetazione. La vettura trainata è ora praticamente irrecuperabile, perché mancano diversi elementi fondamentali. L’elettromotrice, invece, a parte i danni e la corrosione, ha praticamente tutte le parti ancora presenti.
La proposta di progetto che abbiamo presentato all’attenzione di questa assemblea consiste innanzitutto nella messa in sicurezza della elettromotrice, affinché sia arrestata l’azione distruttrice delle intemperie. A tal proposito, abbiamo pensato, come luogo di ricovero temporaneo, il deposito MN di Marianella, che risulterebbe anche attrezzato, per spazi, locali e per eventuale officina di riparazione, per i successivi interventi di recupero/restauro. Occorrerà realizzare un pianale gommato, con binari a scartamento ridotto per poterla trasportare e contenere durante la sosta in deposito.
Se sarà possibile fare il restauro nel deposito MN di Marianella, con le maestranze locali, pensiamo che si avrebbe un notevole abbattimento dei costi incidenti.
Occorrerà procedere alla sabbiatura delle parti metalliche, che sono lamiere e profilati di acciaio e alla ricostruzione delle parti ammalorate o deformate. Poi, successivamente, si procederà alla verniciatura generale e, infine, occorrerà ricostruire i particolari esterni ed interni scomparsi. Gli ambienti interni dovranno essere rifatti, almeno per quelle parti che interessano i fini museali. Considerato che diventerà un contenitore statico, non sarà necessario riportarla allo stato di funzionamento e questo sicuramente faciliterà le operazioni di recupero in termini di contenimento dei costi e di fattibilità tecnica del restauro.
Il progetto di riutilizzo prevede di attrezzare la vettura restaurata e destinarla a sede di un piccolo museo sulla “Piedimonte”. Si sfrutterebbe la divisione degli ambienti già presente, ossia i due vecchi scompartimenti di destra e di sinistra posti asimmetricamente rispetto all’ingresso intermedio della vettura.
L’ambiente più piccolo sarebbe destinato a contenente una mostra fotografica sulla Piedimonte, con molte foto d’epoca esposte in pannelli di legno e vetro e didascalie di commento e con una tavola geografica contenente il percorso e le stazioni della vecchia linea; mentre, l’ambiente più grande, dove occorrerà ricostruire anche le panche di legno, sarebbe destinato a diventare un piccolo auditourium per i visitatori, dove poter proiettare i filmati ed i cortometraggi illustranti soprattutto la storia della ferrovia e del territorio attraversato. Sarebbe bello poter inserire anche un cortometraggio con le foto e con la narrativa che illustri ai visitatori la storia di Piscinola, sede della stazione ferroviaria antica.
La vettura/museo potrebbe essere “adottata” ogni anno da una scuola media inferiore locale, durante le manifestazioni del “maggio dei monumenti”.
Questa associazione non chiede fondi, non intende realizzare i lavori di restauro, perché non ne ha le competenze, e non necessariamente vuole gestire il museo o avere assegnati i piccoli locali di esso, anche se rimane disponibile a ogni forma di collaborazione.
Ha presentato questa proposta solo per amore di questa ferrovia, con il solo intento di sensibilizzare le istituzioni di questa municipalità per cercare di recuperare questo simbolo della memoria collettiva e poterne fare un luogo di aggregazione sociale e culturale, uno spazio aperto al quartiere. Un luogo dove le diverse generazioni di ieri, oggi e domani possano incontrarsi, confrontarsi e scambiarsi emozioni, ricordi e tramandare le proprie radici e le proprie tradizioni.
La memoria della Piedimonte è ancora viva più che mai in questo territorio, essa rappresenta un motivo di orgoglio e di nostalgia, attraverso di essa i vecchi abitanti di Piscinola, Chiaiano e Marianella ricordano la loro infanzia, i loro cari che non ci sono più, tutto un “mondo” che è completamente scomparso. A tal riguardo, abbiamo pensato di dedicare il piccolo museo, che si andrebbe a costituire, a tutti i caduti della ferrovia, a tutte le manovalanze che hanno lavorato per essa e a tutti i viaggiatori che l’hanno in sessanta e passa anni di esercizio utilizzata nei loro viaggi quotidiani.
Quindi, il treno restaurato, oltre a luogo di aggregazione, oltre a contenitore culturale e museale, costituirebbe anche un monumento dedicato a una nobile causa. Poi andrebbe posizionato in un luogo protetto, sorvegliato e ben visibile, in un’area dedicata all’interno del nuovo nodo ferroviario di interscambio.
Questa soluzione colmerebbe anche la grande lacuna che esiste nella stazione attuale. Infatti, a differenze di tante stazioni storiche rifatte, manca in essa un elemento di riferimento visibile che ricordi la precedente vecchia ferrovia ed quindi il quartiere che la ospita.
In altre località d’Italia, come Catania, Valdagno (VI), Roma-Centocelle, per fare un esempio, si è restaurato un convoglio storico e lo si è esposto in un angolo della stazione. Addirittura a Catania Borgo, hanno utilizzato proprio la locomotiva vaporiera belga, detta “La Meuse”, che fu ceduta dalla nostra ferrovia Chemins de Fer du Midi et du Italie, alla Circumetnea nel lontano 1926 ed è stata musealizzata all’esterno della stazione. Ora, pare che i catanesi vogliono addirittura rimetterla in esercizio per farne un treno storico per turisti.
Egr. signori della Municipalità, permettetemi una mia considerazione da cittadino di questa amministrazione municipale, il nostro quartiere ha una stazione della metropolitana tra le più importanti di Napoli e lo sarà sempre di più, essa sarà un luogo di elevato interscambio tra Napoli e l’area nord della Provincia di Napoli e tra questa e la provincia di Caserta; eppure, nel territorio attorno alla stazione non è stata effettuata nessuna opera di riqualificazione, almeno fino adesso. In altre stazioni cittadine la metropolitana ha apportato notevoli migliorie in termini di arredo urbano, di abbellimenti, e di monumenti in tutto il quartiere che le ospita. La stazione di Piscinola sembra isolata dal contesto circostante...non è integrata con esso, come dovrebbe essere, e non è nemmeno un punto di aggregazione. 
In altre stazioni ferroviarie di Napoli c’è stata molta sensibilità nel realizzare opere d’arte e monumenti, specialmente fuori dagli edifici delle stazioni, anche se poi queste opere non hanno un legame forte con quel territorio…come invece avrebbe nel nostro progetto…
Quale regalo più bello ad un quartiere che ha dato tanto per la realizzazione delle due ferrovie, in termini di sacrificio di ettari di campagna, di disturbo ai cittadini per la cantierizzazione delle opere e di sacrifici per il traffico, quello di riportare in esso, dopo trent’anni, un bel simbolo che unisce le diverse generazioni di questo territorio, passate e presenti!
Noi dell’associazione GAFA ci crediamo e speriamo che questo sogno che abbiamo in mente e nel cuore possa realizzarsi attraverso il vostro intervento, la vostra sensibilizzazione e che possa finalmente realizzarsi il desiderio di quelle antiche maestranze della Piedimonte, che nel lontano 1976 restauravano amorevolmente gli ultimi convogli di un’elettromotrice ed una trainata, perché rimanessero per sempre in ricordo alle future generazioni."

Gli sviluppi di questo progetto è una storia che è stata già descritta in questo blog. Ringrazio l'assessore alla cultura dell'epoca, che prese a cuore questa proposta e si adoperò per sensibilizzare questo progetto di recupero.

Salvatore Fioretto

 

Nessun commento:

Posta un commento