martedì 24 agosto 2021

L'"accattoncello" di padre Ludovico che scambio' la sua Patria...!

Foto di fra Ludovico da Casoria poco più che trentenne
Come è noto fra Ludovico da Casoria, al secolo Arcangelo Palmentieri (* Casoria 1814, + Napoli 1885), recentemente elevato agli onori degli altari (2014), fu in vita un uomo prodigo di numerosissime iniziative filantropiche, nel territorio napoletano, ma anche fuori regione, come ad Assisi, a Firenze e a Parigi, dedite soprattutto all'accoglienza e alla formazione dei fanciulli italiani orfani, ciechi e appartenenti a famiglie disagiate (accattoncelli), ma anche di fanciulli stranieri di diverse etnie (moretti e morette). 
Ci piace oggi narrare un simpatico aneddoto, di un incidente, diciamo "di immagine", capitato al Santo, che fu causato inconsapevolmente da un ragazzetto originario di Piscinola, durante una visita ispettiva condotta 
nel 1864, dall'allora Prefetto di Napoli. Padre Ludovico, oltre ad avere tanti amici e persone che lo stimavano, aveva anche molti avversari e nemici che cercavano di ostacolarlo...
L'episodio è descritto nel bel libro di Giuseppe Pesce, dal titolo: "
Casoria 1861. La difficile Unità. I Rocco, Proto e Padre Ludovico", dal quale prendiamo in prestito la curiosa notizia che ci interessa.
"Gli istituti – a cui si aggiungevano quelli di Casoria e Pozzuoli – contavano 300 accattoncelli, 118 moretti e 364 esterni indirizzati ai mestieri di sarto, calzolaio, falegname, ebanista, tipografo e legatore di libri. Ma i più inclinati studiavano anche musica (vari strumenti, dal pianoforte al violino ai fiati) e ovviamente a leggere e scrivere. Paolo Emilio Imbriani visitò i vari istituti in veste di delegato scolastico e fece una buona relazione, presentata anche alla Provincia di Napoli. Dove tuttavia l’apposita commissione, pur confermando il sussidio economico, invitò il Municipio a mandare degli insegnanti comunali per impartire lezioni di “catechismo sociale”, ovvero l’educazione civica.
Il grande impegno di p. Ludovico, che andava oltre Napoli – già nel maggio del 1860 aveva fondato a Firenze un “Collegio per morette” con Anna Maria Lapini – gli valse un importantissimo riconoscimento da Vittorio Emanuele II, che il 4 gennaio 1863 lo nominò addirittura Cavaliere dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Alla fine di luglio del 1864, tuttavia, una visita del Prefetto di Napoli Rodolfo d’Afflitto scatenò un grave incidente. Un ragazzino giunto da pochi giorni in collegio, interrogato dal prefetto, rispose che il suo re era Francesco II, (era un errore di ignoranza familiare, tant’è vero che sosteneva anche che la sua “nazione" fosse Piscinola).
D’Afflitto sollevò un putiferio, ma p. Ludovico lo prese in contropiede, andando a protestare dal questore Nicola Amore e minacciando di lasciare Napoli per trasferirsi in Francia o in Germania dove lo invitavano ad aprire i suoi istituti."


Appena possibile dedicheremo un post biografico a questo grande personaggio, che fu insegnante nella piccola scuola pubblica esistente all'epoca a Piscinola e fondatore di una casa di accoglienza e formazione degli "accattoncelli" anche in questo quartiere.

Salvatore Fioretto

Dipinto allegorico con le opere filantropiche e gli Ordini religiosi fondati da San Ludovico

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