martedì 29 aprile 2014

Aromi piscinolesi...! (di P. di Fenzo)



Pastiera
La vita scorreva tranquilla e serena in quel che fu il villaggio di Piscinola di un tempo, forse non crederete, ma solo pochissimi episodi di cronaca nera si registrarono per queste strade, dall'inizio del secolo scorso fino agli anni '70... Se qualche ricercatore si imbatterà a leggere i giornali dell'epoca, ne troverebbe appena un paio di casi...  Ma non sono questi tristi episodi che ora qui vorrei trattare e, giusto per parafrasare l'argomento..., vi narrerò, invece,  di ben altre “battaglie” che si svolgevano per le vie del nostro villaggio di Piscinola...!
Casatiello
Le potremmo chiamare le “battaglie del sapore”, oppure “battaglie all'ultimo odore”, quelle che si svolgevano durante il periodo pasquale. Già dal giovedì Santo, infatti, per le vie del Borgo cominciavano a diffondersi invitanti aromi che inebriavano i passanti. 
Dal Cape 'e Coppe scendevano le fragranze di tortani e casatielli, che sembravano acquistare consistenza a mano a mano che ci si avvicinava Miez' Piscinola. Da ogni singolo cortile uscivano i rigagnoli che ingrossavano sempre di più il fiume in piena che scendeva per la strada principale. Lo stesso succedeva Sott''a Chiesa, dove la piena del fiume proveniente dalla Madonna delle Grazie e da For'’a Vienova si era precedentemente diviso in un delta che aveva preso la strada di Abbascio Miano
Casatiello
Qui la battaglia si faceva più aspra perché si doveva avere la meglio sugli odori provenienti dalle palazzine, che seguivano tradizioni leggermente diverse dal resto del paese, sia per la moltitudine delle origine degli abitanti, sia per l'assenza dei tradizionali forni a legna, sostituiti dai primi moderni forni elettrici. Generalmente l'odore delle pastiere locali aveva la meglio sulle pastiere cittadine. Anche perché "la piena" di Abbascio Miano riceveva gli "affluenti" provenienti dalla Cuparella e dalla Carrara. Arrivati Int'’o Canciello, ci si imbatteva nel "vento del nord", proveniente da Scampia di quell'epoca. Qui l'odore di ruoti di capretto al forno con patate e pisellini novelli sfidava e vinceva qualsiasi altro odore diffusosi nelle strade, che si ritrovavano di colpo ingravidate da tanta bontà.  
Tortano Dolce
Solo le fragranze provenienti dal Cap''a Chianca potevano tenergli testa, perché erano rinforzate dalle fellate di salame, capicollo, formaggi e uova sode della cantina dei Di Guida e si potevano avvalere dagli effluvi provenienti dalle vicine masserie: agnello con uova e piselli, altrimenti detto “beneritto”, che non poteva mancare su ogni tavola imbandita nel giorno di Pasqua. Altra specialità tipicamente piscinolese era il tortano dolce, fatto di pasta lievitata con il criscito, uova, zucchero e una spruzzata di anice, liquore povero che non mancava mai in ogni casa locale. Il tutto ricoperto con glassa di bianco d'uovo, zucchero e confettini colorati. Chi se lo ricorda? Ma tutti questi odori perdevano immancabilmente la battaglia della sopravvivenza quando si scontravano con gli aromi titanici stagnati in piazza: la minestra maritata del Sarnacchiaro e della dirimpettaia cantina di Lorenzo, che poi fu rilevata da Pippotto. 
Minestra Maritata
La minestra maritata avvinghiava e sottometteva tutti gli altri odori, e trionfante, quasi se li annetteva, li distruggeva! E ogni passante faceva fatica a ritrovare le fragranze provenienti da casa sua. Ma poi, così come un pinguino riesce a ritrovare il proprio pulcino in un mare di nidi tutti uguali, così si individuavano gli odori provenienti dalla propria abitazione, che erano diversi da casa a casa. Ognuno di noi avrebbe potuto riconoscere il tortano o la pastiera della propria mamma tra migliaia di altri tortani e pastiere tutti uguali, perché, anche se le  dosi e gli ingredienti erano sempre gli stessi, diverso era l'amore che ogni mamma profondeva e impastava nella màttera della sua famiglia.
Pasquale Di Fenzo
(Tutti i diritti per la pubblicazione dei testi del blog sono riservati all'autore, ai sensi della legislazione vigente)

Legenda toponomastica per i lettori non residenti:
-Abbascio Miano: via Vecchia Miano
-For''a Vianova: via V. Veneto
-'A Carrara: l'odierna via L. Incoronato
-'A  Cuparella: via G. Amendola
-Sott''a Chiesa: via SS. Salvatore
-Miez' Piscinola: piazza G. B. Tafuri
-Cap''a Chianca: via Plebiscito a Piscinola
-Cap'e Coppa: via V. Emanuele
-Int'o Canciello: via Ferrovia Napoli Piedimonte d'Alife
-Madonna delle Grazie: zona tra via Napoli e via Madonna delle Grazie 
-Palazzine: Rione IACP di via Vecchia Miano
 

1 commento:

  1. grazie all'amico Giggino Sica ('o tabaccaro), ecco la ricetta del tortano doce piscinolese:
    INGREDIENTI x 3 casatielli: 1 kg. di farina; 8 uova (albume e tuorlo insieme); 250 gr. di margarina o burro come meglio piace; mezzo kg. di zucchero, 1 quarto di lette intero; 2 pezzetti di lievito, 1 presa di anice; buccia di limone grattugiata, 2 bustine di vanillina; una chiara d'uovo, una bustina di confettielli.. LAVORAZIONE - 1):Impastare ben bene il tutto escluso la chiara d'uovo e i confettielli 2) dividere l'impasto in tre teglie a bordo alto. Coprire con lana e lasciar crescere per 12 ore. Quando la crescita è giunta al punto giusto, infornare a 180 gradi per un'ora. A cottura avvenuta sfornare, pennellare le cupole con la chiara d'uovo, aspergervi sopra i confettielli e rimettere in forno per 10 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e poi mangiare. P.S. E' più buono nei giorni seguenti inzuppato in latte od orzo. PASQUALE DI FENZO

    RispondiElimina