venerdì 21 maggio 2021

A Miano c'è una Madre che "risorge" ogni anno...!

Colpisce al visitatore, durante la visita alla bellissima chiesa di Miano antica, dedicata alla Madonna Assunta, durante il periodo che segue la solennità di Pasqua, di osservare che la bellissima immagine, della Madonna Addolorata, che si trova tutto l'anno nella sontuosa cappella ad essa dedicata, sul lato sinistro dell'altare maggiore, viene riposta su un tronetto ai piedi dell'Altare e rivestita di un abito bellissimo, tutto sfolgorante di ricami di oro e argento, simbolo di festa e della resurrezione pasquale, che la fanno compartecipe. Dopo tale periodo, la Madonna viene poi ricollocata in alto, nella nicchia del suo altare e rivestita con i suoi abiti scuri, di colore nero, con la "sette spade" nel petto, simbolo del dolore per la morte del Figlio.
Questa bellissima statua, che colpisce per la bellezza del suo volto, fu fatta realizzare per interessamento del parroco della Chiesa Madre del Casale di Miano, don Giosué Miranda, verso la metà Ottocento, mentre la cappella che conserva la statua sull'altare è stata abbellita da stucchi e capitelli realizzati da maestranze mianesi, a inizio '900, su interessamento del parroco dell'epoca, don Pasquale Nardi. In questa chiesa San Gaetano Enrico ha condotto diverse prediche e Sante Missioni ai piedi dell'Addolorata, di cui era molto devoto.
Nei primi giorni di aprile dell'anno 1906, questa venerata immagine dell'Addolorata fu oggetto di un evento prodigioso: le cronache del tempo riportarono l'evento della comparsa delle lacrime che segnavano il viso della statua. Il fenomeno straordinario fu interpretato dal popolo di Miano come un segno prodigioso di protezione, avvenuto proprio mentre il Vesuvio dava origine a una violenta eruzione, con intensa caduta di ceneri sulla città di Napoli.
Si può dire che questa bella e commovente tradizione di cambiare l'abito alla Madonna per manifestare la gioia per la Resurrezione di Gesù, cambiando l'abito scuro, segno di lutto, con quello della festa, appartengano a poche altre comunità.
Alcune similitudini sono registrate nel corsi delle funzioni celebrate nella mattina della Pasqua, svolte però in luoghi affollati e all'aperto, come piazze e strade. Ricordiamo le "funzioni sacre" che si celebrano ogni anno nella piazzetta di Antignano (quartiere Arenella/Napoli) e in quella di Frattamaggiore, nel corso delle quali si simula l'incontro tra la Vergine Addolorata, in cerca del Figlio, e l'immagine del Cristo risorto. Nel momento imminente dell'incontro tra le due sacre immagini, accompagnato dallo squillo di una tromba, la statua della Madonna viene scoperta del velo nero che la copre ed emerge un abito bellissimo e una chioma di capelli ben raccolti e curati, adornata di tanti fiori e con delle tortorelle tra le mani. Della particolare devozione che riserva il popolo mianese per la "sua" Madonna Addolorata, ci piace riportare la poesia in lingua napoletana, scritta dal caro amico, poeta di Miano, Mario Vastarella, che abbiamo trovato dietro a una foto, ai piedi dell'altare della chiesa, e si intitola: 

'A Maronna
Passe 'a Maronna pe' Miano antica
Cu' sette spade nbietto e 'o sguardo ncielo
Véna purtata ncuolla d''e fedele
P''e strade ndruppucose 'e pe' sti viche.
'E 'Addulurata, 'a mamma e tutt''e Mamme,
Che préga 'a sempe, cu' chill'uocchie 'e chianto,
Pe' chi cerca n'aiuto spisso 'a chiamma,

E' sempe pronta chesta Mamma Santa:
Ascite 'a d'int''e case c'aspettate,
Nunn''a cercata pe' ce fà nu vuto,
'O desiderio suoio è che 'a pregata,

Cu 'o stesse core quanne cercate aiuto;
E si 'a pregate, vo' sentì 'sti vvoce,
Pe' sullievo, 'e sette spade 'o core,

Pe' Giesucriste che sta mise 'nCroce.
E soffre pecché sape che le more.
Pregate pe' 'sta Mamma Addulurata,
Ascite 'a d'int''e ccase, ascite fore,
Nunn''a lassamma sola stì ghiurnate,
E sette spade nbiette 'e tene ancora,
Ave bisogna 'e nuie, Addulurata,
Ascite 'a d'int''e ccase, a chi aspettate.

La sensibilità del popolo delle cosiddette periferie di Napoli si percepisce da questi sentimenti di pietà devozionali, che sono retaggio di una storia secolare, composta di stratificazioni di generazioni e di culture, che hanno impresso alla storia del territorio un'improta significativa di armonia e di bellezza. La speranza, che sempre auspichiamo, è quella che queste belle tradizioni della nostra terra vengano consegnate alle giovani generazioni e che questi possano conservarle e rinnovarle con la loro freschezza ed il loro entusiasmo. Ci contiamo!

Salvatore Fioretto

Si ringraziano don Francesco Minervino, per il prezioso contributo alla stesura di questo post e il poeta Mario Vastarella, per la bella poesia scritta.

2 commenti:

  1. Grazie Stimato amico Salvatore Fioretti, di questo Tuo articolo, che esalta i valori delle nostre tradizioni che ti fanno testimonio di storia è di fede, che resteranno nel tempo.

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