Sabato 31 ottobre, si è svolta nella chiesa parrocchiale del SS. Salvatore in Piscinola la cerimonia di accoglienza in chiesa dell'antica statua della Madonna del Carmine, che è stata restaurata e riconsegnata alla Comunità di Piscinola. E' stata una celebrazione molto commovente che ha colpito significativamente l'intero Quartiere di Piscinola, sia dal punto di vista religioso che civile. La statua infatti un tempo era venerata in una cappella in vetro esistente nel vico senza uscita che era chiamato in gergo locale "'A Carrara" (termine che deriverebbe da "passo carraio"), situato nell'abitato chiamato "Abbascio Miano" , ma poi gli effetti del terremoto del 1980 e la "furia" della ricostruzione del "Dopoterremoto" hanno richiesto il suo trasferimento emergenziale e fu accolta grazie alla sensibilità di un piscinolese. Molto bella è stata la preghiera di benedizione rivolta alla Vergine, letta dal parroco Don Angelo Guarino. Il canto dell'Ave Maria di Schubert accompagnato dal suono dell'organo settecentesco, ha completato il bel momento, che ha visto in tante persone presenti mostrare gli occhi lucidi dalla commozione, specialmente gli anziani che ricordavano ancora l'antica immagine della Madonna piscinolese.
La statua resterà esposta stabilmente nell'atrio d'ingresso della chiesa del SS. Salvatore.
Nel seguito di questo post pubblichiamo il discorso storico integrale da me preparato, che è stato letto nella versione ridotta sull'altare della chiesa, dopo la benedizione; riportiamo anche i video della cerimonia.
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"Il
culto e la venerazione della "Madonna del Carmelo” (detta del
Carmine") è molto antico ed è stato nei secoli scorsi molto
diffuso a Napoli. Il baricentro di questa devozione napoletana è
concentrato, almeno da sette
secoli, nella storica basilica del Carmine Maggiore, situata vicino
alla Piazza Mercato.
Anche a Piscinola il culto della Madonna
del Carmine è stato molto sentito nel
corso del tempo
e molte sono state le donne e anche gli
uomini, che portavano e
portano, il nome di “Carmela” e
di “Carmine”.
In via Vecchia
Miano e precisamente nel caseggiato che un
tempo veniva chiamato “‘a Carrara”,
fu eretta una cappellina, con dentro dipinta l’immagine
della Madonna del Carmine.
La cappellina era posta sulla
facciata di un palazzo di tre piani,
situato in cima alla breve salita
chiamata “’A
Carrara”.
Nel muro
sottostante era affissa
una lapide marmorea che attestava l’anno di fondazione (1889) e la
dedica del benefattore. Secondo la
testimonianza
raccolta
dal nipote del proprietario del palazzo,
essa fu fatta realizzare in ex voto
dal nonno,
dopo che questo ebbe
ricevuto
una grazia dalla Madonna, alla quale era molto devoto. Si racconta
che, durante alcuni lavori di
ristrutturazione dello stabile, questo
proprietario, che si chiamava Raffaele di Vaio, si portò
incautamente sull'impalcatura
del ponteggio, ma disgraziatamente
perse l'equilibrio e precipitò dal
terzo piano, cadendo al
suolo... Nella
caduta chiese
aiuto, invocando a gran voce
il nome della Madonna del Carmine…! La
sua caduta fu attutita per la fortuita presenza di un cumulo di
sabbia lasciato alla base del palazzo e
quindi rimase illeso!
La cappellina
fu quindi costruita proprio sulla facciata di questo edificio, in
ringraziamento dello scampato pericolo.
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Tutto questo rimase immutato fino alla metà degli anni ‘80, quando il "Programma di ricostruzione del dopo terremoto del 1980" realizzò un esteso e radicale intervento di demolizione e ricostruzione urbanistica di tutto l’abitato, compreso tra via Vecchia Miano, Via Napoli e Vico Operaio, includendo anche l’abbattimento del palazzo dove si trovava collocata la cappella della Madonna del Carmine. Fu grazie all’opera e alla sensibilità di un piscinolese, che si chiama Domenico Lanzuise, che accorrendo, riuscì a salvare in tempo la statua della Madonna dalla possibile distruzione o dalla sua dispersione, prendendola poi in carico e conservandola in un locale della sua abitazione. Purtroppo a differenza di quando è avvenuto per la statua della
Madonna de Loreto, per la Madonna del Carmine di “Abbascio Miano”
non è stata realizzata nessuna cappella in sostituzione della
precedente demolita. Nel
corso degli anni ho pubblicato diversi
articoli in ricordo
di questa statua della Madonna,
cercando di capire dove si trovasse, ma
non riuscivo a trovare
alcuna notizia… Una
domenica di un paio di anni fa,
inaspettatamente,
dopo la
Messa di
mezzogiorno, Mimmo
Lanzuise mi avvicinò e mi disse: “...ma
tu la statua della Madonna la vuoi vedere?” “...e vieni a casa
mia…!”. E cosi dopo
quell’incontro ho potuto finalmente
rivedere la
statua della
Madonna del Carmine, a distanza di oltre
quarant’anni…!
Si
è innescato poi
tutto un percorso di recupero e di
restauro, che è iniziato incontrando per caso Giovanni
Severino, un pomeriggio sul sagrato
della Chiesa. Quando
gliene parlai, dicendo che esisteva questa statua
della Madonna che era stata salvata da
Mimmo e
abbisognava di restauro, lui subito
esclamò che l’aveva già
vista e l’avevano
colpito
soprattutto lo sguardo e i
suoi occhi…
Da allora le nostre
forze si sono unite e grazie soprattutto
a Giovanni
Severino,
sono partite una serie di iniziative che
hanno portato al recupero della statua e
al suo restauro, soprattutto con l’aiuto generoso
di sua cugina, il maestro Errichiello Marizia,
che l’ha amorevolmente restaurata,
senza chiedere alcun compenso; poi è
venuta
![]() |
| La zona della vecchia Carrara, oggi |
Questa statua della Madonna del Carmine racchiude un pezzo importante della storia di Piscinola! A Lei si sono affidate con fede almeno tre generazioni di abitanti e non solo.
Ringrazio ancora Domenico Lanzuise, Giovanni Severino, Don Angelo Guarino e la maestro Errichiello Maurizia per averci fatto vivere questo bellissimo momento ricco di forti emozioni, atteso da oltre quarant'anni. Grazie!
Salvatore Fioretto


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