sabato 7 novembre 2026

La Madonna del Carmine della "Carrara" è ritornata in mezzo al suo popolo...!

Sabato 31 ottobre, si è svolta nella chiesa parrocchiale del SS. Salvatore in Piscinola la cerimonia di accoglienza in chiesa dell'antica statua della Madonna del Carmine, che è stata restaurata e riconsegnata alla Comunità di Piscinola. E' stata una celebrazione molto commovente che ha colpito significativamente l'intero Quartiere di Piscinola, sia dal punto di vista religioso che civile. La statua infatti un tempo era venerata in una cappella in vetro esistente nel vico senza uscita che era chiamato in gergo locale "'A Carrara" (termine che deriverebbe da "passo carraio"), situato nell'abitato chiamato "Abbascio Miano" , ma poi gli effetti del terremoto del 1980 e la "furia" della ricostruzione del "Dopoterremoto" hanno richiesto il suo trasferimento emergenziale e fu accolta grazie alla sensibilità di un piscinolese. Molto bella è stata la preghiera di benedizione rivolta alla Vergine, letta dal parroco Don Angelo Guarino. Il canto dell'Ave Maria di Schubert accompagnato dal suono dell'organo settecentesco, ha completato il bel momento, che ha visto in tante persone presenti mostrare gli occhi lucidi dalla commozione, specialmente gli anziani che ricordavano ancora l'antica immagine della Madonna piscinolese. 
La statua resterà esposta stabilmente nell'atrio d'ingresso della chiesa del SS. Salvatore. 
Nel seguito di questo post pubblichiamo il discorso storico integrale da me preparato, che è stato letto nella versione ridotta sull'altare della chiesa, dopo la benedizione; riportiamo anche i video della cerimonia.

 

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"Il culto e la venerazione della "Madonna del Carmelo” (detta del Carmine") è molto antico ed è stato nei secoli scorsi molto diffuso a Napoli. Il baricentro di questa devozione napoletana è concentrato, almeno da sette secoli, nella storica basilica del Carmine Maggiore, situata vicino alla Piazza Mercato.
Anche a Piscinola il culto della Madonna del Carmine è stato molto sentito
nel corso del tempo e molte sono state le donne e anche gli uomini, che portavano e portano, il nome di “Carmela” e di “Carmine”.
In via Vecchia Miano e precisamente nel caseggiato che un tempo veniva chiamato “‘a Carrara”, fu eretta una cappellina, con dentro dipinta l’immagine della Madonna del Carmine.
La cappellina era posta sulla facciata di un palazzo
di tre piani, situato in cima alla breve salita chiamata “’A Carrara”. Nel muro sottostante era affissa una lapide marmorea che attestava l’anno di fondazione (1889) e la dedica del benefattore. Secondo la testimonianza raccolta dal nipote del proprietario del palazzo, essa fu fatta realizzare in ex voto dal nonno, dopo che questo ebbe ricevuto una grazia dalla Madonna, alla quale era molto devoto. Si racconta che, durante alcuni lavori di ristrutturazione dello stabile, questo proprietario, che si chiamava Raffaele di Vaio, si portò incautamente sull'impalcatura del ponteggio, ma disgraziatamente perse l'equilibrio e precipitò dal terzo piano, cadendo al suolo... Nella caduta chiese aiuto, invocando a gran voce il nome della Madonna del Carmine…! La sua caduta fu attutita per la fortuita presenza di un cumulo di sabbia lasciato alla base del palazzo e quindi rimase illeso!
La cappellina fu quindi costruita proprio sulla facciata di questo edificio, in ringraziamento dello scampato pericolo.

Con il trascorrere dei decenni, il culto degli abitanti verso questa immagine mariana si incrementò e si diffuse maggiormente anche tra le generazioni che si succedettero alle prime. Sicuramente la Madonna del Carmine fu invocata durante i terribili bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale! La venerazione degli abitanti verso la Madonna del Carmine aumentò fino a diventare per essi una “presenza” molto familiare!
Pochi anni dopo la fine della Guerra, quando nei vari sobborghi di Piscinola erano già state fondate da tempo, ed erano molto frequentate, le varie associazioni cattoliche operaie, anche gli abitanti dell’allora popoloso sobborgo chiamato “Abbascio Miano”, che comprendeva anche l’abitato della “Carrara”, decisero di fondare una loro associazione, che fu chiamata “Associazione Madonna del Carmine e di Sant’Anna”.
Furono eletti il presidente e i consiglieri dell’Associazione, che subito fecero realizzane la statua della Madonna del Carmine, oltre la bandiera e lo stendardo. Presero poi in fitto un basso con monolocale, che si trovava in quel luogo. Per diversi anni, nel giorno della commemorazione della Madonna, che cade il 16 luglio, organizzarono la festa patronale per le strade dell’abitato, con tanto di luminarie, processione, fuochi e banda musicale.
La bella statua della Madonna col Bambino, fatta realizzare a grandezza naturale, in gesso e con occhi in vetro, fu quindi posta stabilmente in un'artistica ma semplice cappellina a sbalzo, racchiusa con dei vetri colorati, posta in alto, sulla facciata dello stesso palazzo.
Tutto questo rimase immutato fino alla metà degli anni ‘80, quando il "Programma di ricostruzione del dopo terremoto del 1980" realizzò un esteso e radicale intervento di demolizione e ricostruzione urbanistica di tutto l’abitato, compreso tra via Vecchia Miano, Via Napoli e Vico Operaio, includendo anche l’abbattimento del palazzo dove si trovava collocata la cappella della Madonna del Carmine. Fu grazie all’opera e alla sensibilità di un piscinolese, che si chiama Domenico Lanzuise, che accorrendo, riuscì a salvare in tempo la statua della Madonna dalla possibile distruzione o dalla sua dispersione, prendendola poi in carico e conservandola in un locale della sua abitazione. Purtroppo a differenza di quando è avvenuto per la statua della Madonna de Loreto, per la Madonna del Carmine di “Abbascio Miano” non è stata realizzata nessuna cappella in sostituzione della precedente demolita.
Oggi, a distanza di oltre 40 anni da quell'avvenimento, pochissimi ricordano ancora questa statua della Madonna, perché, nel frattempo, almeno due generazioni si sono succedute e la memoria storica si sta affievolendo inesorabilmente, man mano che passa il tempo…

Nel corso degli anni ho pubblicato diversi articoli in ricordo di questa statua della Madonna, cercando di capire dove si trovasse, ma non riuscivo a trovare alcuna notizia… Una domenica di un paio di anni fa, inaspettatamente, dopo la Messa di mezzogiorno, Mimmo Lanzuise mi avvicinò e mi disse: “...ma tu la statua della Madonna la vuoi vedere?” “...e vieni a casa mia…!”. E cosi dopo quell’incontro ho potuto finalmente rivedere la statua della Madonna del Carmine, a distanza di oltre quarant’anni…!
Si è innescato poi tutto un percorso di recupero e di restauro, che è iniziato incontrando per caso Giovanni Severino, un pomeriggio sul sagrato della Chiesa. Quando gliene parlai, dicendo che esisteva questa statua della Madonna che era stata salvata da Mimmo e abbisognava di restauro, lui subito esclamò che l’aveva già vista e l’avevano colpito soprattutto lo sguardo e i suoi occhi… 
Da allora le
nostre forze si sono unite e grazie soprattutto a Giovanni Severino, sono partite una serie di iniziative che hanno portato al recupero della statua e al suo restauro, soprattutto con l’aiuto generoso di sua cugina, il maestro Errichiello Marizia, che l’ha amorevolmente restaurata, senza chiedere alcun compenso; poi è venuta

La zona della vecchia Carrara, oggi
la scelta di destinarla stabilmente in Parrocchia, grazie alla sensibilità e alla disponibilità di don Angelo Guarino.

E oggi finalmente siamo ad accoglierla in questa nostra chiesa…!
Questa statua della Madonna del Carmine racchiude un pezzo importante della storia di Piscinola! A Lei si sono affidate con fede almeno tre generazioni di abitanti e non solo.
Veniva considerata da essi proprio come un “componente” importante di una estesa e grande famiglia, composta da tutti gli abitanti, anzi, come una grande Madre che vegliava su di essi, posta com’era in alto, al centro di un piccolo sobborgo di Piscinola."
 
Ecco il video realizzato da Carlo Lancia, pubblicato su Youtube:

Ringrazio ancora Domenico Lanzuise, Giovanni Severino, Don Angelo Guarino e la maestro Errichiello Maurizia per averci fatto vivere questo bellissimo momento ricco di forti emozioni, atteso da oltre quarant'anni. Grazie!

Salvatore Fioretto 

 

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