Per descrivere l'imponente e solenne celebrazione che si svolse nell'anno 1896, in occasione del bicentenario della nascita di Sant'Alfonso Maria de Liguori a Marianella, già pubblicammo mesi fa uno scritto dell'epoca, questo articolo che abbiamo trovato, ancora più corposo che descrive minuziosamente l'evento, ed elogia in maniera particolare le bellezze di Marianella che li ospitò, è stato tratto dall'opuscoletto intitolato: "Del Secondo
Centenario della Nascita di Sant’Alfonso de Liguori", stampato a cura del Circolo Romano di Studi San Sebastiano (organizzatore del Comitato dei festeggiamenti - n.d.r.), Roma, anno 1896.
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[…] Il Comitato si preparava frattanto alla solenne commemorazione del 27 settembre a Marianella. Si trovò tuttavia nella necessità di dover trasferire la celebrazione della festa di otto giorni, e fu a questo autorevolmente consigliato per poterla unire con il pellegrinaggio che già si stava ordinando in Roma per il santuario di Pompei, e per il quale le Società delle strade ferrate avevano concesso eccezionalissimi favori. Questa fu la ragione per cui la commemorazione fu rimessa; e cosi potè unirsi la gita al santuario della Vergine di Pompei con la solenne cerimonia di Marianella. Il pellegrinaggio parti da Roma mercoledi 30 settembre, a sera, e ingrossato per via dagli altri pellegrini delle città e dei paesi vicini, giunse a Napoli che contava ben 1900 persone accorse per venerare la Vergine santa di Pompei, il Santo glorioso di Marianella.
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Marianella
è un piccolo villaggio amenissimo presso la collina di Capodimonte, a cui si può
dire sia addossato, e fa parte del comune di Napoli. Conterà circa tremila
abitanti, popolazione che , relativamente alla ristrettezza del caseggiato, è
grande e dà un movimento straordinario alle poche strade del paese. Per
arrivare a Marianella si costeggia, per un largo
tratto, il muro di cinta della villa reale di Capodimonte, sotto l'ombra di
superbi platani, che danno alla via un aspetto fantastico sorprendente. Poi
si volta a sinistra, e dopo un buon tratto di strada, presso alla scritta ove è
indicato il villaggio, una colonna marmorea inaugurata dal municipio di Napoli,
qualche anno fa, ricorda ai passanti la gloria di che Marianella si vanta, di
aver dato i natali a sant'Alfonso. A destra, per un altro poco, la via procede
scoperta e fiancheggiata da terre coltivate, finchè si scorgono le prime case e
la piazzetta d'ingresso del grazioso villaggio.
Quando
domenica, 4 ottobre, si arrivò a Marianella, l'aspetto che presentava il paese
era straordinario: dovunque parati di damasco, festoni di mortella e drappi
rossi, e lumi a foggia di candelieri appesi in segno di festa; ovunque
un'animazione crescente, un brio, una festività generale. Erano circa le 10 ant.,
e già per le vie era una ressa di gente, e presso alla nuova casa dei
Redentoristi, che racchiude la cameretta ove
il santo dottore nacque, e alla chiesuola che era per inaugurarsi,
formicolavano i pellegrini, i forestieri accorsi da ogni parte, le rappresentanze
delle società e della stampa: era già uno spettacolo imponente.
Le
campane del piccolo, elegantissimo tempio sonavano a distesa, la banda del
paesello sonava fuori del sagrato: arrivava, alle 10 e mezzo ant., mons.
Filippo dei baroni Degni, vescovo titolare di Lita ed ausiliare dell'eminentissimo card. Sanfelice, arcivescovo di Napoli, da cui era stato delegato
alla benedizione della nuova chiesuola. È questa piccola, ma elegantissima, sia
pel disegno che per l'addobbo squisito, ed è stato pensiero degno dei
Redentoristi, cui spetta il merito di averla eretta, l'inaugurarla in memoria
del secondo centenario dalla nascita del loro fondatore. Il disegno è opera dell'ing.
comm. Francesco Carnesecchi, che diresse la costruzione anche dell'attigua casa
dei religiosi e che può essere contento dell'opera sua riuscitissima. Egli ha
dovuto superare difficoltà non lievi per rispettare la cameretta ove sant'Alfonso
nacque, che è al primo piano della casa e a cui si accede per mezzo di una
elegante scala di marmo.
Lo
stile della chiesuola è bizantino, ad una sola navata,
ricca di dorature e di pregiati affreschi e fatta con raro decoro e
con rara maestria anche nei più minuti particolari: sull'altare maggiore si ammira un bellissimo quadro rappresentante sant'Alfonso
vestito con gli abiti pontificali in atto di benedire, opera del pittore de
Falco e del senatore professor Morelli.
Compiuta
la benedizione della chiesa da monsignor Degni, mons. Giordano, vescovo di Calvi e Teano, della
Congregazione del SS. Redentore, celebrò messa bassa pontificale accompagnata da
musica e poi imparti la benedizione col Santissimo. Terminata
la funzione religiosa, i suoni del concerto paesano, alle 12 precise,
annunziarono l'arrivo del sindaco di Napoli, marchese di Campolattaro, che il
Comitato aveva avuto cura d'invitare alla festa. Il sindaco, che era accompagnato
dal consigliere cav. Gattola Montella, fu ricevuto dai soci del Comitato e
dalle autorità locali, e prima volle visitare i locali e la chiesa e ricevere
le presentazioni dei soci del Circolo romano di San Sebastiano e di altri intervenuti
alla cerimonia.
Frattanto
la gente si stipava fuori della chiesa in attesa dello scoprimento della lapide
commemorativa e dei discorsi che sarebbero stati pronunciati. Era giunto, e qui vuolsi ricordare
con ammirazione e con ringraziamento, un numeroso pellegrinaggio da Aversa con
a capo quell'illustre vescovo che è mons . Carlo Caputo.
Egli aveva con uno
zelo e con una energia ammirevoli ordinato il pellegrinaggio, che contava
oltre 500 persone appartenenti a tutte le classi diverse della società, non
compreso il numeroso e fiorente seminario di Aversa , era venuto al completo.
Intervennero pure le rappresentanze che di cinque società cattoliche di Aversa,
Grumo Nevano, Sant'Antimo , Sant'Arpino e Lusciano con i respettivi vessilli sociali
smaglianti d'oro e d'argento.
Quando, ordinatissimo, il pellegrinaggio giunse a
Marianella fra l'entusiasmo schietto della popolazione, fu uno spettacolo
commovente. Dal Comitato diocesano poi dell'Opera dei Congressi e Comitati
cattolici in Italia erano state diramate apposite circolari d'invito alla festa
per ottemperare anche al voto che fu, su proposta del prof. D. Cristoforo
Maiello, formulato nel primo Congresso diocesano d'Aversa, il primo agosto
scorso, voto che non poteva non avere un'attuazione più splendida. Fu
distribuita una poesia composta per la circostanza dal prof. D. Antonio Galiero,
egregio segretario del Comitato diocesano che si lesse con vero piacere.
Alle
12 e mezzo precise tutto era pronto: gl'invitati e le autorità sopra una
tribuna eretta quasi incontro all'iscrizione; accanto a questa un piccolo
pulpito per gli oratori. Fra gl' intervenuti si notavano i vescovi di Lita, di
Calvi e Teano, di Aversa, il sindaco di Napoli marchese di Campolattaro, il P.
Generale dei PP. Redentoristi, il P. Procuratore generale dei medesimi e il P.
Barbarulo, superiore
della provincia liguorina napoletana, mons. Salvatore Talamo, direttore della Rivista Internazionale di Roma, l'avv. comm. Parlati,
il rev. Vittozzi, parroco della SS. Trinità alla Cesarea, moltissimi soci del Circolo
universitario cattolico napoletano, il cav. Francesco De Angelis di Roma,
rappresentante la Società artistica operaia di Roma, il signor Paolo Alibrandi,
rappresentante l'Unione cattolica italiana, il signor Tito Gattoni, presidente del
Circolo romano di studi San Sebastiano, una rappresentanza delle due sezioni
giovani operaie napolitane, san Luigi e sant'Alfonso, numerosi rappresentanti
della stampa romana e napolitana. Pel Comitato era stato incaricato di parlare l'avv.
Rufo Agostino Ermini, invece del presidente, impedito d'intervenire alla festa.
Dato
l'ordine, fu scoperta la lapide fra gli applausi del pubblico e i suoni della
banda paesana. L'iscrizione, dovuta alla penna dell'illustre P. Mauro Ricci,
delle scuole pie, è in marmo di Carrara, contornata da una cornice di bardiglio
e posta proprio accanto all'ingresso della chiesa, sulla facciata della casa
dei religiosi. Dice cosi:
QUESTA CASA
È MONUMENTO DI GLORIA ALL'ITALIA
PERCHÈ IL 27 SETTEMBRE 1696
QUI NACQUE
L'ISTITUTORE DEI REDENTORISTI
LO SPECCHIO DEI VESCOVI
IL DOTTORE DELLA CHIESA
ALFONSO M. DE ' LIGUORI
MAESTRO SOMMO NELLE REGOLE DELLA MORALE
DA LUI SPLENDIDAMENTE AUTENTICATE
CON LE VIRTÙ DI SANTO E I MIRACOLI
IL CIRCOLO ROMANO DI STUDI S. SEBASTIANO
POSE L'ANNO 1896
Subito
dopo lo scoprimento della lapide il prof. D. Carlo Sica, segretario del
Comitato, comunicò le adesioni pervenute, lesse una lettera affettuosissima
mandata dal cardinale Sanfelice, e prima di dar la parola all'avv. Rufo
Agostino Ermini portò, con brevi e calde parole, agl'intervenuti, il saluto ed il
ringraziamento del Comitato.
Dopo
di lui l'avv. Rufo Agostino Ermini lesse il discorso inaugurale, spiegando
gl'intenti che avevano mosso il Comitato romano a promuovere la festa, il carattere
che si era voluto dare alla medesima, conforme alla missione altamente civile
compiuta da sant'Alfonso. Salutò il sindaco di Napoli e il P. Generale dei
Redentoristi, e li ringraziò dell'intervento graditissimo e gentilissimo,
affidando al primo la custodia della
lapide che si era inaugurata.
Rispose
brevi e commoventi parole il P. Generale dei Redentoristi, ringraziando il
Comitato ed il Circolo romano di San Sebastiano di tutto ciò che avevano fatto
per glorificare cosi bene il Liguori. Tutti i discorsi furono interrotti da vivissimi
applausi e la riunione ebbe termine fra il generale entusiasmo.
Furono
poi agl'invitati serviti de' rinfreschi con isquisita cortesia e tutti ebbero
a rallegrarsi sinceramente della riuscita bellissima della festa e del
carattere serio e solenne che il Circolo di San Sebastiano aveva voluto, ed era
riuscito, a darle.
Della
perfetta riuscita di essa sono una prova gli articoli oltremodo favorevoli de'
giornali d'ogni colore che descrissero ed encomiarono altamente l'opera del
Comitato, e cui devonsi da questo i ringraziamenti più sinceri. Spigoliamo, soltanto
fra i giornali napolitani: la Libertà Cattolica, il Don Marzio, il Mattino, la
Domenica dell'operaio, il Corriere di Napoli e la Discussione. Quest'ultima
descrisse minutamente la cerimonia e volle essere gentile di elogi straordinari
tanto ai Redentoristi che ai soci del Circolo di San Sebastiano. Riportiamo le
ultime parole del lungo articolo pubblicato nel numero del 5 ottobre: "I
discorsi tutti vennero applauditi fragorosamente, perché piacquero all'
intelligente pubblico che gremiva in modo straordinario il piazzale di rincontro
al collegio dei Redentoristi, ai quali mandiamo le nostre congratulazioni pel
felice risultato della doppia festa, congratulazioni che presentiamo ancora, di
tutto cuore, al Comitato del Circolo romano di studi San Sebastiano per aver
compiuto, con l'apposta lapide ove nacque il santo dottore, un atto di somma
predilezione inverso il santo vescovo e realizzato un pensiero lodevolissimo." […]
Salvatore Fioretto
Si ringrazia calorosamente Ferdinando Kaiser per le foto, da lui eseguite, che sono state utilizzate per la composizione di questo blog .















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