Per la serie intitolata: "I racconti della Piedimonte", ecco un altro bel racconto di storia realmente accaduta, che si svolse tra rotaie, stazioni e vagoni dei treni della mitica ferrovia "Napoli Piedimonte d'Alife". E' questo un racconto che ha il sapore della semplicità e della vita serena e tranquilla che caratterizzava i centri attraversati dal nostro trenino, tanti decenni fa...
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"Le minuscole stazioni, dove il treno
sbuffando e sferragliando, sostava pochi minuti ad attendere che i passeggeri
si avvicinassero a salire o scendere, erano tutte eguali nella loro
essenzialità.
Al piano terra, la piccola spoglia saletta per l’attesa, con due porte, una che
dava su un vialetto alberato e l’altra, di fronte, usciva sul binario, dopo un
breve tratto inghiaiato.

Per la verità a me poco interessavano i
cuginetti, le zie o i nonni, che pur ci colmavano di doni; non vedevo l’ora di
sostare un poco nei giardinetti della stazione dove c’era una particolare
fontana, con due bimbi sorridenti sotto un piccolo ombrello, che sgocciolava
pioggia a non finire.
Eravamo arrivati a Piedimonte, il paese
dell’acqua. Un torrente impetuoso attraversava la cittadina sotto ponti e
strettoie. Originava sotto i monti, vomitando da una grotta bassa e larga un’acqua limpida, gelida, cristallina. Fontane e fontanelle sempre aperte gorgogliavano con il loro potente getto, notte e giorno a rinfrescare l’aria o a gelarla.
Industrie fiorenti davano lavoro agli operai e vanto alla cittadina. Ora l’acqua c’è ma nascosta in grossi tubi, viaggia a dissetare altri.
La ferrovia ancora c’è, ma ha cambiato percorso. Le stazioncine sono rimaste disperse nella campagna a confondersi tra le case coloniche.
Sono spariti il gazebo fatato e i bimbi sotto l’ombrello..."
di Elena Mastroianni Santoro
Il racconto è stato pubblicato nel libro "C'era una volta la Piedimonte", di S. Fioretto, anno 2014, Centro tip. Atena, a cui si rimanda il lettore interessato.


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