giovedì 2 luglio 2026

4 Ottobre 1896....Festa grande a Marianella, per ricordare i duecento anni dalla nascita del Santo....!

Per descrivere l'imponente e solenne celebrazione che si svolse nell'anno 1896, in occasione del bicentenario della nascita di Sant'Alfonso Maria de Liguori a Marianella, già pubblicammo mesi fa uno scritto dell'epoca, questo articolo che abbiamo trovato, ancora più corposo che descrive minuziosamente l'evento, ed elogia in maniera particolare le bellezze di Marianella che li ospitò, è stato tratto dall'opuscoletto intitolato: "Del Secondo Centenario della Nascita di Sant’Alfonso de Liguori", stampato a cura del Circolo Romano di Studi San Sebastiano (organizzatore del Comitato dei festeggiamenti - n.d.r.), Roma, anno 1896.


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[…] Il Comitato si preparava frattanto alla solenne commemorazione del 27 settembre a Marianella. Si trovò tuttavia nella necessità di dover trasferire la celebrazione della festa di otto giorni, e fu a questo autorevolmente consigliato per poterla unire con il pellegrinaggio che già si stava ordinando in Roma per il santuario di Pompei, e per il quale le Società delle strade ferrate avevano concesso eccezionalissimi favori. Questa fu la ragione per cui la commemorazione fu rimessa; e cosi potè unirsi la gita al santuario della Vergine di Pompei con la solenne cerimonia di Marianella. Il pellegrinaggio parti da Roma mercoledi 30 settembre, a sera, e ingrossato per via dagli altri pellegrini delle città e dei paesi vicini, giunse a Napoli che contava ben 1900 persone accorse per venerare la Vergine santa di Pompei, il Santo glorioso di Marianella.

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Marianella è un piccolo villaggio amenissimo presso la collina di Capodimonte, a cui si può dire sia addossato, e fa parte del comune di Napoli. Conterà circa tremila abitanti, popolazione che , relativamente alla ristrettezza del caseggiato, è grande e dà un movimento straordinario alle poche strade del paese. Per arrivare a Marianella si costeggia, per un largo tratto, il muro di cinta della villa reale di Capodimonte, sotto l'ombra di superbi platani, che danno alla via un aspetto fantastico sorprendente. Poi si volta a sinistra, e dopo un buon tratto di strada, presso alla scritta ove è indicato il villaggio, una colonna marmorea inaugurata dal municipio di Napoli, qualche anno fa, ricorda ai passanti la gloria di che Marianella si vanta, di aver dato i natali a sant'Alfonso. A destra, per un altro poco, la via procede scoperta e fiancheggiata da terre coltivate, finchè si scorgono le prime case e la piazzetta d'ingresso del grazioso villaggio. 
Quando domenica, 4 ottobre, si arrivò a Marianella, l'aspetto che presentava il paese era straordinario: dovunque parati di damasco, festoni di mortella e drappi rossi, e lumi a foggia di candelieri appesi in segno di festa; ovunque un'animazione crescente, un brio, una festività generale. Erano circa le 10 ant., e già per le vie era una ressa di gente, e presso alla nuova casa dei Redentoristi, che racchiude la cameretta ove il santo dottore nacque, e alla chiesuola che era per inaugurarsi, formicolavano i pellegrini, i forestieri accorsi da ogni parte, le rappresentanze delle società e della stampa: era già uno spettacolo imponente. 
Le campane del piccolo, elegantissimo tempio sonavano a distesa, la banda del paesello sonava fuori del sagrato: arrivava, alle 10 e mezzo ant., mons. Filippo dei baroni Degni, vescovo titolare di Lita ed ausiliare dell'eminentissimo card. Sanfelice, arcivescovo di Napoli, da cui era stato delegato alla benedizione della nuova chiesuola. È questa piccola, ma elegantissima, sia pel disegno che per l'addobbo squisito, ed è stato pensiero degno dei Redentoristi, cui spetta il merito di averla eretta, l'inaugurarla in memoria del secondo centenario dalla nascita del loro fondatore. Il disegno è opera dell'ing. comm. Francesco Carnesecchi, che diresse la costruzione anche dell'attigua casa dei religiosi e che può essere contento dell'opera sua riuscitissima. Egli ha dovuto superare difficoltà non lievi per rispettare la cameretta ove sant'Alfonso nacque, che è al primo piano della casa e a cui si accede per mezzo di una elegante scala di marmo.
Lo stile della chiesuola è bizantino, ad una sola navata,
ricca di dorature e di pregiati affreschi e fatta con raro decoro e con rara maestria anche nei più minuti particolari: sull'altare maggiore si ammira un bellissimo quadro rappresentante sant'Alfonso vestito con gli abiti pontificali in atto di benedire, opera del pittore de Falco e del senatore professor Morelli.  
Compiuta la benedizione della chiesa da monsignor Degni, mons.  Giordano, vescovo di Calvi e Teano, della Congregazione del SS. Redentore, celebrò messa bassa pontificale accompagnata da musica e poi imparti la benedizione col Santissimo. Terminata la funzione religiosa, i suoni del concerto paesano, alle 12 precise, annunziarono l'arrivo del sindaco di Napoli, marchese di Campolattaro, che il Comitato aveva avuto cura d'invitare alla festa. Il sindaco, che era accompagnato dal consigliere cav. Gattola Montella, fu ricevuto dai soci del Comitato e dalle autorità locali, e prima volle visitare i locali e la chiesa e ricevere le presentazioni dei soci del Circolo romano di San Sebastiano e di altri intervenuti alla cerimonia. 
Frattanto la gente si stipava fuori della chiesa in attesa dello scoprimento della lapide commemorativa e dei discorsi che sarebbero stati pronunciati. Era giunto, e qui vuolsi ricordare con ammirazione e con ringraziamento, un numeroso pellegrinaggio da Aversa con a capo quell'illustre vescovo che è mons . Carlo Caputo. 
Egli aveva con uno zelo e con una energia ammirevoli ordinato il pellegrinaggio, che contava oltre 500 persone appartenenti a tutte le classi diverse della società, non compreso il numeroso e fiorente seminario di Aversa , era venuto al completo. Intervennero pure le rappresentanze che di cinque società cattoliche di Aversa, Grumo Nevano, Sant'Antimo , Sant'Arpino e Lusciano con i respettivi vessilli sociali smaglianti d'oro e d'argento. 
Quando, ordinatissimo, il pellegrinaggio giunse a Marianella fra l'entusiasmo schietto della popolazione, fu uno spettacolo commovente. Dal Comitato diocesano poi dell'Opera dei Congressi e Comitati cattolici in Italia erano state diramate apposite circolari d'invito alla festa per ottemperare anche al voto che fu, su proposta del prof. D. Cristoforo Maiello, formulato nel primo Congresso diocesano d'Aversa, il primo agosto scorso, voto che non poteva non avere un'attuazione più splendida. Fu distribuita una poesia composta per la circostanza dal prof. D. Antonio Galiero, egregio segretario del Comitato diocesano che si lesse con vero piacere.
Alle 12 e mezzo precise tutto era pronto: gl'invitati e le autorità sopra una tribuna eretta quasi incontro all'iscrizione; accanto a questa un piccolo pulpito per gli oratori. Fra gl' intervenuti si notavano i vescovi di Lita, di Calvi e Teano, di Aversa, il sindaco di Napoli marchese di Campolattaro, il P. Generale dei PP. Redentoristi, il P. Procuratore generale dei medesimi e il P. Barbarulo, superiore 
della provincia liguorina napoletana, mons. Salvatore Talamo, direttore della Rivista Internazionale di Roma, l'avv. comm. Parlati, il rev. Vittozzi, parroco della SS. Trinità alla Cesarea, moltissimi soci del Circolo universitario cattolico napoletano, il cav. Francesco De Angelis di Roma, rappresentante la Società artistica operaia di Roma, il signor Paolo Alibrandi, rappresentante l'Unione cattolica italiana, il signor Tito Gattoni, presidente del Circolo romano di studi San Sebastiano, una rappresentanza delle due sezioni giovani operaie napolitane, san Luigi e sant'Alfonso, numerosi rappresentanti della stampa romana e napolitana. Pel Comitato era stato incaricato di parlare l'avv. Rufo Agostino Ermini, invece del presidente, impedito d'intervenire alla festa.

Dato l'ordine, fu scoperta la lapide fra gli applausi del pubblico e i suoni della banda paesana. L'iscrizione, dovuta alla penna dell'illustre P. Mauro Ricci, delle scuole pie, è in marmo di Carrara, contornata da una cornice di bardiglio e posta proprio accanto all'ingresso della chiesa, sulla facciata della casa dei religiosi. Dice cosi:

QUESTA CASA
È MONUMENTO DI GLORIA ALL'ITALIA
PERCHÈ IL 27 SETTEMBRE 1696
QUI NACQUE
L'ISTITUTORE DEI REDENTORISTI
LO SPECCHIO DEI VESCOVI
IL DOTTORE DELLA CHIESA
ALFONSO M. DE ' LIGUORI
MAESTRO SOMMO NELLE REGOLE DELLA MORALE
DA LUI SPLENDIDAMENTE AUTENTICATE
CON LE VIRTÙ DI SANTO E I MIRACOLI
IL CIRCOLO ROMANO DI STUDI S. SEBASTIANO
POSE L'ANNO 1896 

Subito dopo lo scoprimento della lapide il prof. D. Carlo Sica, segretario del Comitato, comunicò le adesioni pervenute, lesse una lettera affettuosissima mandata dal cardinale Sanfelice, e prima di dar la parola all'avv. Rufo Agostino Ermini portò, con brevi e calde parole, agl'intervenuti, il saluto ed il ringraziamento del Comitato.
Dopo di lui l'avv. Rufo Agostino Ermini lesse il discorso inaugurale, spiegando gl'intenti che avevano mosso il Comitato romano a promuovere la festa, il carattere che si era voluto dare alla medesima, conforme alla missione altamente civile compiuta da sant'Alfonso. Salutò il sindaco di Napoli e il P. Generale dei Redentoristi, e li ringraziò dell'intervento graditissimo e gentilissimo, affidando al primo la custodia della lapide che si era inaugurata.
Rispose brevi e commoventi parole il P. Generale dei Redentoristi, ringraziando il Comitato ed il Circolo romano di San Sebastiano di tutto ciò che avevano fatto per glorificare cosi bene il Liguori. Tutti i discorsi furono interrotti da vivissimi applausi e la riunione ebbe termine fra il generale entusiasmo.
Furono poi agl'invitati serviti de' rinfreschi con isquisita cortesia e tutti ebbero a rallegrarsi sinceramente della riuscita bellissima della festa e del carattere serio e solenne che il Circolo di San Sebastiano aveva voluto, ed era riuscito, a darle.
Della perfetta riuscita di essa sono una prova gli articoli oltremodo favorevoli de' giornali d'ogni colore che descrissero ed encomiarono altamente l'opera del Comitato, e cui devonsi da questo i ringraziamenti più sinceri. Spigoliamo, soltanto fra i giornali napolitani: la Libertà Cattolica, il Don Marzio, il Mattino, la Domenica dell'operaio, il Corriere di Napoli e la Discussione. Quest'ultima descrisse minutamente la cerimonia e volle essere gentile di elogi straordinari tanto ai Redentoristi che ai soci del Circolo di San Sebastiano. Riportiamo le ultime parole del lungo articolo pubblicato nel numero del 5 ottobre: "I discorsi tutti vennero applauditi fragorosamente, perché piacquero all' intelligente pubblico che gremiva in modo straordinario il piazzale di rincontro al collegio dei Redentoristi, ai quali mandiamo le nostre congratulazioni pel felice risultato della doppia festa, congratulazioni che presentiamo ancora, di tutto cuore, al Comitato del Circolo romano di studi San Sebastiano per aver compiuto, con l'apposta lapide ove nacque il santo dottore, un atto di somma predilezione inverso il santo vescovo e realizzato un pensiero lodevolissimo." […]

Salvatore Fioretto 

Si ringrazia calorosamente Ferdinando Kaiser per le foto, da lui eseguite, che sono state utilizzate per la composizione di questo blog .


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