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sabato 25 giugno 2016

Un uomo di pace… Padre Juè


Il Regno di Napoli è stato tra i secoli XVI e XIX la patria delle “Missioni Popolari”. Erano soprattutto i numerosissimi villaggi e i paesi poveri, sparsi nello sterminato territorio a vedere organizzate questi particolari eventi di preghiera comunitaria, che avevano il principale scopo di rievangelizzare e ricondurre alla Chiesa i tanti uomini e donne abbandonati a loro stessi.
Piazza B. Tafuri a Piscinola, processione negli anni '50
Le “Missioni” costituivano forme organizzate e metodiche di predicazioni straordinarie e periodiche, affermatesi a partire dalla fine del sec. XVI e organizzate da “missionari” ben preparati, con il consenso dell’Ordinario del luogo, per uno spazio di tempo più o meno lungo, secondo le epoche, gli ambienti e le condizioni religiose delle popolazioni.
Con l’aiuto di collaboratori e con il ricorso a un linguaggio semplice, familiare ed efficace, questi missionari si proponevano di rinnovare la vita cristiana del popolo, mediante l’esposizione e l’approfondimento dei principali temi della fede, con un’attenzione speciale rivolta al senso del peccato e all’importanza della Grazia. Si faceva ricorso a una serie di celebrazioni liturgiche e devozionali, atte a indurre i partecipanti alla conversione dei cuori, all’osservanza dei Comandamenti, alla degna partecipazione ai Sacramenti, in particolare a quelli della Riconciliazione e dell’Eucaristia e all’esercizio delle opere caritative e assistenziali.
A Napoli molti furono i “fari” divulgatori delle Missioni Popolari, tra questi ricordiamo: S. Francesco de Geronimo, S. Alfonso Maria de Liguori, B. Gennaro Maria Sarnelli, S. Gaetano Errico, e altri ancora, come il card. Spinelli.
Le Missioni Popolari seguirono diversi sviluppi nei secoli seguenti e furono personalizzate ai tempi e ai luoghi, dagli ordini religiosi organizzatori, quali: Vincenziani, Passionisti, Redentoristi e soprattutto Gesuiti.
Fin dal 1885 i Gesuiti di Francia, seguiti più tardi da quelli del Belgio e della Spagna, diedero vita, con esito positivo, all‘”Opera dei Ritiri Operai”. Si trattava di un corso di Esercizi Spirituali della durata di tre giorni, con la possibilità di ulteriori incontri con i partecipanti. Ben presto l’iniziativa raggiunse l'Italia, in particolare il Piemonte, nell'anno 1907 (in seguito anche Roma, nell'anno 1909), dove si trasformò nell‘”Opera Ritiri di Perseveranza (O.R.P.)”, che generò l’istituzione delle “Leghe di Perseveranza (Leghe)”, i cui elementi fondanti erano la devozione al Sacro Cuore, il ritiro, la confessione e la comunione mensile.
Padre Armando Jué, durante la processione a Carolei
Dopo la prima Guerra Mondiale, si ebbe in Italia un fiorire di molte comunità religiose e si vide anche la comunità gesuita aumentare nel numero dei suoi adepti. Questo fermento spirituale riportò in auge l’antica pratica di eseguire gli Esercizi Spirituali in casa. La diffusione degli “Esercizi” portò come conseguenza alla creazione e allo sviluppo delle “Leghe della Perseveranza”, promosse dalla "CJ" (Comunità Gesuita) per estendere nel tempo e nello spazio la vita cristiana, rinnovata negli Esercizi.
Per organizzare gli incontri si faceva ricorso alla collaborazione delle parrocchie, che diventava centro di mini-ritiro, dove una volta al mese i fedeli riuniti per una predicazione sera, venivano preparati per la Confessione e per la Comunione del giorno seguente. Molti Gesuiti e non poco i parroci, cercarono di creare e animare queste “Leghe”, vedendo il livello spirituale delle loro parrocchie e chiese aumentare in modo significativo. Per lunghi anni hanno dedicato le loro energie all'O.R.P.: Achille Vayr (1880-1938) e Giuseppe Picco (1867-1946) che si sono distinti in Piemonte; Giovanni Vaglia (1885-1945) e Mario Corti (1889- 1948), in Lombardia e Veneto; Domenico Gori (1874-1966) e Guglielmo Como (1903-1978), nel Centro Italia; e Francesco Laudadio (1907-1963) e Armando Jué (1900-1984), nel sud Italia.
Nel 1934 la diocesi di Bergamo contava 120 Leghe; nelle Marche erano 320; mentre nella diocesi di Treviso, erano 140 nel 1935. Nel 1934 si svolse a Roma, nella Basilica di San Pietro, davanti al Papa, il primo Congresso Nazionale della Lega della Perseveranza, con la partecipazione di più di 20.000 uomini. Una relazione ufficiale della Lega, chiamata anche "Opera Ritiri di Perseveranza", ha dichiarato (1959) che ha avuto 1200 leghe in Italia, che ha riunito circa 220.000 uomini ogni mese.

Particolare è il ricordo lasciato a Piscinola da padre Juè, del quale tratteremo una breve biografia.
Padre Armando Juè è stato sicuramente una delle figure più rappresentative della religiosità popolare del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra, nacque a Napoli il 6 dicembre dell’anno 1900, il suo cognome era però di origine francese, un suo avo si trasferì in Italia ai tempi della conquista di Gioacchino Murat.
Entrò nella Compagnia di Gesù il 5 agosto 1918.
Durante gli studi a Chieri (Torino) conobbe l’Opera Ritiri di Perseveranza e svolse il suo primo tirocinio nelle “Leghe di Perseveranza”. Trasferitosi a Roma si specializzò in questo ministero sotto la guida del Padre Gori. Fu ordinato sacerdote il 26 luglio del 1932, dopo un periodo di preparazione teorico-pratica ebbe il preciso compito di attendere l’O.R.P. di Napoli e nell’Italia meridionale. La sua destinazione fu la Casa Professa di Napoli, nella chiesa del Gesù Nuovo.
Assimilò profondamente negli anni la dottrina e l’impegno apostolico di far vivere i cristiani secondo i dettami della religione e secondo gli insegnamenti di P. Mario Conte, a tal fine applicò con  passione quanto apprese nei vari ritiri cui aveva partecipato, nel Veneto e in altri luoghi, organizzati dal padre M. Conte.
Padre Juè è stato un animo infaticabile, napoletano nelle sue espressioni e nei gesti vivacissimi, era un oratore nato. Si gettò con ardentissimo amore al suo ministero di predicatore e organizzatori di missioni popolari.
Copertina del libro Le Missioni Popolari, una fonte del post
Come era consuetudine, istituiva due comitati, uno di uomini e uno di donne il cui compito era di redigere e far recapitare gli inviti al ritiro che era fissato in un giorno feriale, escluso il primo venerdì del mese. Poi fin dalla domenica precedente, manifesti e striscioni dovevano annunciare l'evento nelle parrocchie e chiese vicine. Le persone che s'impegnavano a partecipare dovevano fare una domanda scritta, spiegando anche i motivi che spingevano a parteciparvi.
Alla vigilia del ritiro, nel pomeriggio, organizzava confessioni e preghiere per le donne e i ragazzi; alla sera, per i giovani dai sedici anni in su e per gli uomini. Il giorno, dopo messa, curava il discorso e distribuiva la Comunione, a volte avveniva prestissimo.
Per una settimana intera aveva luogo in chiesa, alla sera, una specie di liturgia penitenziale, con la predicazione convincente ed infuocata del padre Juè o di un altro predicatore, che si posizionava sul palco, accanto a un maestoso Crocifisso fatto sistemare in quel posto per la circostanza (non dal pulpito). Il raduno terminava sempre con il canto di Sant’Alfonso Maria de Liguori: “Gesù mio, con dure funi…”.
Al termine di questo ottavario iniziale, alla sera inoltrata, si registrava la partecipazione di un prelato eminente della diocesi, spesso un vescovo, che officiava un solenne pontificale e tutto si concludeva verso l'una di notte.
Dopo questa settimana propedeutica, i Ritiri di Perseveranza assumevano una cadenza mensile. Alla fine di ogni mese, di sera, tutta la comunità parrocchiale poteva partecipare in chiesa alla celebrazione eucaristica, durante la quale padre Juè teneva la sua vigorosa omelia, e si svolgeva il Sacramento della Confessione, con la disponibilità di diversi sacerdoti.
La celebrazione si concludeva sempre con il canto "Gesù mio, con dure funi…".
Al termine di tutti i raduni, si organizzava una grande processione penitenziale, portando a spalle per le strade del quartiere il crocifisso che era stato esposto sull'altare nell’intero periodo dell’anno.
Tra i collaboratori di padrè Juè, troviamo don Raffaele Coseglia, originario di Casalnuovo di Napoli, uomo di vasta cultura e sensibilità umana che onorò Napoli per le iniziative apostoliche a favore del mondo industriale e del sapere. Attraverso l’O.R.P. portò il messaggio della solidarietà evangelica e del recupero della dignità umana degli operai del meridione italiano e non solo.
Processione in via del Plebiscito a Piscinola, anni '50
Ecco una testimonianza del Ritiro di Perseveranza eseguito a Carolei (Cosenza) del luglio 1940, a cui partecipò il padre Jué:Come Cosenza e Paola – nella nostra Diocesi – anche Carolei ha, finalmente, i suoi “Ritiri della Perseveranza”.
Datano dal 16 luglio, giorno sacro a la nostra Patrona e Protettrice la Madonna del Carmine e caro particolarmente a ogni anima e impresso in ogni cuore cristiano in Carolei.
Sarà, per gli anni a venire, ancor più sacro e più caro! 
Aveva da anni pregato il carissimo e ben noto P. Armando Juè, apostolo infaticabile dell’Opera dei Ritiri di Perseveranza, di voler venire a fondarli in questa nostra parrocchia.
Ma, con tutta la nostra buona volontà, non s’era mai potuto finora.
Il compianto Mons. Arcivescovo Nogara, mi diceva, anzi, di dovervi rinunziare, perché l’Istituzione, pur tanto bella e benefica, non era attuabile in Carolei per l’impossibilità di avere sul posto, nel giorno designato d’ogni mese, un numero sufficiente di sacerdoti confessori. Deciso, tuttavia, e risoluto a spuntarla e a superare, quindi, anche questa difficoltà, veramente seria e non lieve, volli insistere presso padre Juè, il quale finalmente accettò di venire.
Ma ecco nuovi ostacoli: il tempo da lui scelto per la Missione in Carolei, l’unico di cui potesse disporre in quest’anno, non mi piaceva, non ritenendolo io affatto propizio e adatto a lo scopo.
Poi in piena stagione, quando i colori estivi certo non invitano a raccogliersi per ore intere in chiesa, quando gli uomini sono generalmente e particolarmente occupati nei lavori di campagna, senza dire dello stato di guerra, dell’oscuramento obbligatorio, dell’assenza di oltre 200 uomini soldati e della lontananza dal centro delle contrade Pantanolungo, Treti, Lacconi, Vadue: tutto questo induceva, evidentemente, a pensare e a temere che la missione non sarebbe riuscita.
Ciò non ostante, si decise senz’altro per la data 7-21 luglio.
E la sera del 7, domenica, gli illustri e tanto benemeriti Padri della Compagnia di Gesù, Armando Juè e Raffaele Vitale, cominciarono, a dialogo, la loro predicazione apostolica, magnifica, efficacissima, tenuta prima a le donne, separatamente, e più tardi agli uomini.
L’ampia e imponente nostra Parrocchiale del Carmine fu piena due volte, prima di donne e poi di uomini. Le donne aumentarono sempre più, gli uomini, invece, diminuirono alquanto nei due giorni seguenti, lunedì e martedì, ma poi ripresero con un crescendo continuo fino a riempire nuovamente le tre navate della Chiesa.
A l’ottavo giorno, domenica, padre Juè tenne agli uomini, a conclusione, la conferenza propria per i Ritiri, particolarissima, forte, robusta, predica essenzialmente di vita, che valse in una tutte le precedenti.
La sera seguente, lunedì, dieci Padri e sacerdoti ascoltarono in tre ore le confessioni, e il giorno dopo, 16 luglio, oltre trecento uomini di tutte le classi, pieni di santo entusiasmo e di fervore, tra suoni e canti di fede, nella nostra Chiesa del Carmine tutta illuminata, dinanzi a l’altare della Madonna splendido di ceri e di fiori, ascoltarono la Messa e fecero la Comunione.
Così s’è costituita la Sezione di Carolei della tanto benefica “Opera dei Ritiri di Perseveranza”, modo facile e mezzo efficacissimo di vita veramente cristiana continuata, da cui verranno sicuramente la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio. (dal periodico “Decor Carmeli”, luglio 1940, scritto da d. Francesco Vairo)”. 
Sul periodico “La Civiltà Cattolica” del 1941 così è scritto: “Nell’Italia meridionale sopra tutto per merito della parte direttiva animata da padre Armando Juè, l’Opera ha assunto dal 1937 un ritmo di vita veramente promettente […]”.
Padre Juè ha partecipato anche a diversi convegni organizzati dal nascente partito della Democrazia Cristiana. In questi incontri spesso interveniva, relazionando “... sui modi pratici con i quali avviare i lavoratori” alle Unioni cristiane.
Padre Juè ebbe parole di augurio da parte del papa Pio XII; fu ricevuto in udienza speciale dal successore, papa Giovanni XXIII, insieme al Padre generale della Compagnia di Gesù, il pontefice riconobbe il benefici dei Ritiri di Perseveranza sulle regioni d’Italia.
A Piscinola sono ancora tanti gli anziani a ricordare la figura di padre Juè, a cui associano gli incontri dei Ritiri di Perseveranza, che furono eseguiti in diverse occasioni nella chiesa parrocchiale del SS. Salvatore, nell'arco di un decennio compreso tra gli anni ’50 e i primi anni ‘60.
Alcune testimonianze raccontano di episodi legati alla vita di questo umile religioso gesuita, soprattutto le sue opere di carità svolte nel quartiere di Piscinola. Si racconta che era un grande operatore di pace e si adoperava per ricongiungere molte famiglie piscinolesi in conflitto, contribuendo a far cancellare l’odio ed il rancore, sorti a volte per futili motivi. Si recava, inoltre, personalmente nei saloni di gioco dei bar e dei circoli, per distogliere e per recuperare le persone, che avrebbero potuto perdersi nel “gioco delle carte”. Padre Juè era, quindi, un uomo di Chiesa impegnato nel tessuto sociale di Piscinola nell’immediato dopoguerra, che riusciva ad avvicinare alla Chiesa un grande numero di persone, operando anche numerose conversioni...
Padre Juè si spense a Napoli, all'età di 84 anni,  il 17 ottobre del 1984.
Ecco l'articolo "In memoriam" del periodico "Cristianità", n. 115, dell’ottobre 1984, che fu dedicato da "Alleanza Cattolica" alla scomparsa del famoso gesuita.
"Il 17 ottobre 1984 è mancato  padre Juè, gesuita, direttore generale per l’Italia Meridionale dell’Opera Ritiri di Perseveranza, I’ORP. Aveva 84 anni ed era una figura di spicco della Chiesa napoletana. La sua attività apostolica è stata un punto di riferimento spirituale e una guida per intere generazioni. Nel 1936 aveva assunto la direzione dell’ORP, che è stata promotrice di un profondo risveglio di vita cristiana a Napoli e nell’Italia Meridionale, dove, negli anni Cinquanta, è giunta a contare decine di sezioni. L’Opera, in diretta continuità con san Francesco de Geronimo, che ne è il patrono, ha innestato la pratica degli esercizi spirituali di Sant’Ignazio sulla pietà popolare napoletana. I ritiri mensili, la frequenza nell’accostamento ai  sacramenti, le conferenze di formazione, sono alla base del metodo dell’O.R.P. che Papa Pio XI ha definito «l’Opera veramente provvidenziale» e che, a Napoli, ha goduto del sostegno e della ammirazione dei cardinali Ascalesi e Mimmi. Instancabile, continuava a guidare gli incontri mensili dell’Opera che si svolgono di primo mattino, padre Juè animava il Venerdì Santo una popolarissima Via Crucis attraverso il centro storico di Napoli. Migliaia di napoletani lo ricordano così, mentre incoraggiava a non desistere dal cammino promettendo la perseveranza finale. Era un intransigente. Fedele alla dottrina cattolica, indisponibile alle mediazioni e ai compromessi, nonostante le incomprensioni, le critiche e le opposizioni che questo gli costava.
Alleanza Cattolica, di cui padre Juè ha più volte benedetto gli stendardi e per la quale aveva parole di elogio, lo ricorda nelle sue preghiere con affetto e ammirazione".
Salvatore Fioretto

Si ringrazia calorosamente la redazione "Cristianità" di "Alleanza Cattolica", per averci fornito l'articolo del periodico n.115/84 "In memoriam"; si ringrazia ancora Natale Mele per aver contribuito con alcune notizie utili alla stesura di questo post.

Tutti i diritti per la pubblicazione dei testi del blog sono riservati agli autori, ai sensi della legislazione vigente.
N.B.: Le foto riportate in questo post sono state liberamente tratte dai siti web dove erano state inserite, con il solo scopo di favorire la libera diffusione della cultura.
 

martedì 24 dicembre 2019

I commenti dei lettori ai post di Piscinola blog (I^ parte)


Al volgere del 2019, che segna il sesto anno di pubblicazione di "Piscinolablog", abbiamo pensato di raccogliere, in due post, le tantissime corrispondenze ricevute dalla redazione, da parte di lettori e simpatizzanti del blog. Sono spesso parole di apprezzamento e di incoraggiamento, ma anche altre testimonianze di storie legati ai personaggi menzionati e alcuni preziosi suggerimenti. Ringraziamo anticipatamente a tutti i lettori che ci hanno trasmesso questi graditissimi attestati. Grazie!
Iniziamo dall'ultimo anno, 2019, fino all'anno 2013. Tra le parentesi tonde sono indicati i titoli dei post del blog a cui si riferiscono i commenti, seguono i nomi dei mittenti e le date di corrispondenza. 




PARTE I:

Un grande ed UNICO! (su A Capodimonte, tra chimica e matematica, una storia di eccellenza napoletana! Parte seconda: Renato Caccioppoli)
pasge7@gmail.com                                                        il giorno 11/09/19
               

Sei un mito Salvatore...complimenti per il bel lavoro e GRAZIE per le tante informazioni e curiosità!
(su Passando da Nord a Sud, ecco le tante località d'Italia che si chiamano come "Piscinola" di Napoli)
Antonio Giordano                                                           il giorno 29/04/19
                       

Bellissimo e commovente (su Cronache di storia della villa di Piscinola, di 900 e più anni fa!)
vincenzo tomo                                                                il giorno 26/03/19


Suggerisco:Tatunniell, 'O Suss, Nanninell ro Prevt, Michel re Varchetell,Carminiell o Gigant (su Soprannomi e contranomi... una tradizione della civiltà contadina!)
Unknown                                                                       il giorno 09/02/19
               

C’era pure "zizza tosta" (su Soprannomi e contranomi... una tradizione della civiltà contadina!)
Anonimo                                                                       il giorno 04/02/19


L’ho conosciuto quando era giovane prete redentorista. Era un grande! (su Un prete fratello... Don Francesco Bianco)
Mesolella Pasquale                                                       il giorno 23/01/19
               

Gradevole e divertente lettura. Grazie Salvatore! (su Il cantastorie della Piedimonte.... Eugenio cu 'e lente!)
Antonio Sannino                                                           il giorno 22/01/19
               

Complimentissimi ......ho conosciuto personalmente a Gegè cu’’e lente,.....quando studente viaggiavo nel pulman della TPN da Napoli a Marano........ ; Quann saglieno e sturiente,io nunn accocchio o riest e niente....piecure zimpere e crapett faccio tutta una bulletta, si accettano sord spicc mpicc bettune e mezzun e sicarrett...! (su Il cantastorie della Piedimonte.... Eugenio cu 'e lente!)
Antonio Abbate                                                            il giorno 21/01/19
               

Anche io Annunziata Anna sono stata accolta in quel collegio e ricordo tutte le suore da te menzionate con affetto e nostalgia ricordo il tuo cognome Casella e ricordo ancora la canzoncina che tutte le sere prima d salire in camerata cantavamo ricordo il sorriso di Monsignore eccome aveva per ognuna di noi sempre una parola gentile anche io sono nonna e mamma e anche se vedova vado avanti con la fede trasmessa i dalle suore continua a proteggere me e la mia famiglia caro Monsignore! (su Un insegnante benefattore..., il professor Mastropaolo)
Annunziata Anna                                                           il giorno 07/12/18
               

Ottimo lavoro fatto nel 1911 nella cappella del SS. Sacramento nella chiesa di S. Domenico a Cerignola. (su Gennaro Raiano, uno scultore di talento, nato a Miano...!)
Unknown                                                                       il giorno 23/11/18
               

Vicus, bella idea, sei impareggiabile (su Villaggio di Piscinola, Sezione San Carlo All'Arena, anno 1913: Rapporto di viaggio!)
Unknown                                                                       il giorno 14/10/18
               

Abito al frullone mi e piaciuto molto questo piscinola.blospot.com. Tutto questo leggere e vedere le immagine de come eravamo molti anni fa con quei bei luoghi mi e venuto un senso di commozione e gioia. Pur non essendo di questo luogo, nato al vomero con gli avi di capodimonte. Mi e piaciuto molto leggerli; congratulazione ciaoooooooo (su Garrittone, Frullone e Piscinola: l'etimologia storica di Domenico Chianese...)
Unknown                                                                       il giorno 22/07/18
               

La bella dedica ricevuta dallo scrittore e storico di Mugnano, Carmine Cecere, ha una valenza particolare, perchè so con quanta passione e amore Egli cerca di promuovere, con iniziative, opere e saggi storici per la sua Mugnano. Egli è un esempio da imitare, a iniziare da me. Grazie Carmine! (su A Piscinola, il maestro Don Beniamino Montesano impartisce lezioni di musica a tutti!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 01/07/18
               

Ce ne fossero di personaggi come il nostro Salvatore Fioretto, il quale, con il suo impegno, porta a galla il ricco passato di una terra martoriata come la sua amata Piscinola. Continua così, non mollare!!! (su A Piscinola, il maestro Don Beniamino Montesano impartisce lezioni di musica a tutti!)
Carmine cecere                                                              il giorno 28/06/18
               

Salvato’, sei grande, nella tua ricerca dimostri ogni volta che pubblichi qualcosa, che hai il fiuto di un cercatore di tartufi. (su Il pittore del "mare turchino", il maestro Giuseppe Chiarolanza)
Enzo tomo                                                                     il giorno 21/05/18
               

Bellissimo (su I grandi artisti dell'Area Nord di Napoli: il pittore Gaetano Bocchetti di Miano)
Enzo tomo                                                                     il giorno 21/04/18
               

Grazie, occorre encomiare anche l’autore dell’articolo, che è Pasquale di Fenzo. (su Un "Nuovo Cinema Paradise"... anche a Piscinola!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 02/03/18

Mimmo ha aggiunto un altro bel tassello al puzzle Amarcord iniziato da Salvatore. (su Un "Nuovo Cinema Paradise"... anche a Piscinola!)
Studio Selis                                                                    il giorno 01/03/18

Grazie sin Rosario per il suo bel commento, che ci incoraggia a continuare il progetto. (su Un uomo di pace… Padre Juè)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 19/02/18
                             

Mi chiamo Onorato Rosario Antonio e sono nato nel 1956. Ho conosciuto questo sacerdote, quando ero poco più che bambino, grazie a mio padre Vincenzo, conoscente di Padre Juè. Ricordo le nostre frequentazioni della Chiesa Gesù Nuovo a Napoli, ricordo la figura per me imponente di questo religioso, la sua veste talare piena zeppa di bottoncini, ricordo la sua amorevole carezza e l’arancio che tirava fuori da una tasca per farmene dono. Poi, ci siamo trasferiti altrove ma, il suo ricordo non mi ha mai lasciato. Più volte ho provato a rintracciarlo ma, desistevo perché non avrei saputo cosa dirgli, come presentarmi; forse mi intimoriva. L’ho fatto, poi, troppo tardi, dopo la sua morte e da lì ho cominciato a cercare qualunque notizia su di lui, ma sempre con nessun risultato. Oggi per caso sono capitato su questo blog e con grande commozione ho rivisto in foto Padre Jue ed ho potuto leggere di lui, di quanto fosse grande, di quanto fosse sincero mio padre nel raccontarmi di lui. (su Un uomo di pace… Padre Juè)
Onorato Rosario Antonio                                              il giorno 18/02/18
               

E' sempre un piacere leggerti, a tratti sei poetico (su Pioppi e Salici, per una terra feconda di essenze, al servizio dell'uomo)
vincetomo                                                                      il giorno 29/01/18
               

Vedo che nel datato esposto inerente alla T. Tasso vada ricordata la Signorina Staffa...non si sposò; mai dedicando la sua vita ai ragazzi...una volta mia madre indiscretamente gli chiese come mai non si sposava e lei rispose una si sposa per avere dei figli giusto? E mia madre annuì; e lei... accarezzandomi la testa disse guardi quanti figli ho indicando i miei coetanei con grembiulini di una tinta ma di varie sfumature. (su La scuola Torquato Tasso.... e quei magnifici insegnanti di tanto tempo fa...!)
Giovanni Serra                                                               il giorno 20/01/18
               

Io sono di Arzano e sono molto affascinato dalle notizie riportate in questo blog. Sicuramente i nostri avi hanno vissuto un epoca molto migliore e goduto il territorio nella sua essenza più originale; sono sempre più convinto che il punto di non ritorno sia databile intorno alla metà degli anni 60 con le prime invasioni “napoletane”? (su Via Miano Agnano: la prima tangenziale di Napoli...)
Pazienza                                                                         il giorno 16/10/17
               

Bellissimo e verace racconto, dove ogni parola riporta alla mente il nostro passato bucolico. Raramente il lettore si immerge nei racconti ancestrali di uno sperduto borgo rurale, ma in questo caso l’intensa trasposizione fa da volano ai ricordi e alla fantasia che si viveva da ragazzini. (su "Cerasiello e Palummiello, quando l'amore puro travalica la natura dell'essere")
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 15/08/17
               

Bellissimo racconto dei tempi andati dove ogni parola è fucina di nostalgia. Rivivere quelle atmosfere riempie il cuore di malinconia perché la magia del passato è irripetibile... in questa via Gluck napoletana. (su Angolo poetico del venerdì: Un ricordo della festa del SS. Salvatore a Piscinola, di A.M. Montesano)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 05/08/17
               

Salvatore Fioretto ti sono grata che mi hai riportato Padre Bianco e Piscinola nella mia vita. Padre Bianco il SUPER Pastore, il carissimo fratello, il grande amico. Padre Bianco e don Severino hanno servito la nostra comunità con grandissimo amore ed esempio. Sono eternamente grata a Gesú per averci dato due preti che hanno servito con gioia e amore. Fernanda Fioretto-Piwowar in Arlington,VA USA (su Un prete fratello... Don Francesco Bianco)
Fernanda Fioretto - Brooke Northrip                              il giorno 21/03/17
               

Salve, sono Mimmo Rosiello, originario di Piscinola dove ho vissuto fino a 27 anni, figlio di Pasquale Rosiello e Domenica Palladino, morta il 4 dicembre 2015 in via Vittorio Veneto 159, sono un giornalista e vi scrivo solo per aggiungere al magnifico servizio che, in quel periodo, esisteva un quarto Cinema: il Vittoria (meglio conosciuto come (‘o pidocchiett) e si trovava a 50 metri oltre l’incrocio di Miano (dove una volta stava il manicomio). Da ragazzi ci si recava spesso, poiché era il più economico di tutti gli altri, però si rischiava di uscire con i pidocchi in testa. Cordiali Saluti (su Un "Nuovo Cinema Paradise"... anche a Piscinola!)
Calvizzanoweb                                                               il giorno 19/03/17
                

BISOGNEREBBE PARLARE E RICORDARE CON MAGGIOR FREQUENZA DI QUESTI BRIGANTI CHE IO DEFINISCO EROI IN QUANTO DISPOSTI AD AFFRONTARE FORTI DISAGI FINO ALLA MORTE PUR DI CACCIARE VIA L’INVASORE. (su Il brigante partigiano, Alfonso Cerullo....)
Anonimo                                                                        il giorno 22/11/16
               

Alfonso è un amico d’infanzia, siamo coetanei. Abitava a via Ramaglia (oggi via Aganoor) a pochi passi da me. Marianella nel 1961 era zona di espansione di Napoli come lo è stato Giugliano in anni più recenti. Lui nativo ed io proveniente, come tanti altri, dal centro di Napoli. Se si vuole potrei raccontare simpatici aneddoti e ricordi di allora.  (su Quando i campioni nascono anche in periferia...! Alfonso Di Guida)
https://www.facebook.com/alfredo.ferraro.5                il giorno 10/07/16
               

Le suore di quel periodo erano sr. Eleonora la boss sr. Cecilia la superiora a me molto cara e mi viene sempre in sogno...sr. Geltrude e sr. Albina le assistenti sr. Franceschina la sagrestana e sr Giuseppina la cuciniera...m’ha insegnato tante cose capare le verdure, scegliere il riso. Preparava dei buoni manicaretti...sr. Bernadetta... la suore delle piccole..., perdonate se mi sono dimenticata di qualcuna... fui trasferita all’istituto S. Rita dove mi sono diplomata maestra e poi ho insegnato dalle suore a roma..oggi sono mamma e nonna.. chiedo a monsignore di proteggere i miei figli come lui ha fatto con noi...dio che nostalgia!!!mi sto commuovendo !!! (su Un insegnante benefattore..., il professor Mastropaolo)
Casella elena                                                                  il giorno 18/06/16 
               

Sono un ex orfanella accolta nell’Istituto nell’agosto del 1959… Ricordo con tanto affetto il periodo che ho trascorso al tempo di monsignore...mi viene in mente quando prima di andare a letto salutavamo monsignore con una canzoncina gli baciavamo la mano e lui aveva pronto un formaggino di cioccolata… Io ero incaricata a pulirgli la stanza ...non dimenticherò mai i giorni della sua dipartita...un grande vuoto… Oggi una preghiera (su Un insegnante benefattore..., il professor Mastropaolo)
Casella elena                                                                 il giorno 18/06/16
               

Bellissimo racconto della cosiddetta vita bucolica dei nostri territori (su I tesori perduti della Selva di Chiaiano: la grotta e la fontana 'e Maletiempo, del dott. gen. Giovanni Baiano)
Vittorio Zetadue                                                           il giorno 21/05/16
               

Stupenda rivisitazione dell’amico Giovanni, che è sempre innamorato della sua terra!! (su I tesori perduti della Selva di Chiaiano: la grotta e la fontana 'e Maletiempo, del dott. gen. Giovanni Baiano)
Romano Rizzo                                                              il giorno 21/05/16
               

Peccato che nessuno di quelli che contano nel campo della cultura apprezzi chi inizia dal basso e dona con passione, e con numerosi sforzi, il frutto di ricerche atto ad appagare la fame di conoscenza, in special modo di tutti quelli che desiderano di riappropriarsi delle proprie radici, le storie che hanno fatto la storia italiana e di questo nostro territorio. Complimenti a Salvatore Fioretto per il blog (su Storico, scrittore, poeta, musicista... Carmine Cecere)
Carmine Cecere                                                              il giorno 29/02/16
               

Grazie Antonio, la mia soddisfazione sarà di sapere che questo spaccato di storia della mia terra non venga disperso... Grande terra! (su Mons. Salvatore Cavallo, storpiato si trascinava per le strade, per aiutare i suoi poveri...)
Salvatore Fioretto                                                         il giorno 20/02/16 
               

Grande il nostro Salvatore... sempre pronto a deliziarci con i suoi scritti! (su Mons. Salvatore Cavallo, storpiato si trascinava per le strade, per aiutare i suoi poveri...)
Antonio Sannino                                                           il giorno 20/02/16
               

Saudade, uso questo termine portoghese perché nella poesia della Zazzaro ho intravisto una solitudine nostalgica che però amplia questa etimologia. E’ come la poetessa conforti la sua solitudine, con un sentimento speciale capace di comprendere, significare e spiegare così il suo stato d’animo che diventa del lettore. Lei lo trascina oltre la nostalgia, carica i suoi versi di un misterioso desiderio che diventa nostro intimo pensiero che, intuitivamente, crediamo sapere bene e sentiamo esistere ancora prima di conoscerne l’esistenza. E’ sentimento indefinibile, misterioso e poetico che da sempre ci pervade l’anima, come se, vedendo ancora adesso i nostri cari, partire sull’immanità dell’oceano della morte, la nostra anima eleva un disperato, muto canto di speranza di rivederli. Non sappiamo da quale nascosta regione del cuore, della mente o dell’anima, viene questa “saudade”; talvolta possiamo spiegarcela meglio accostandola a quella sorta di trasmissione del pensiero, mutuata da (su Un animo poetico.... Maria Rosaria Zazzaro)
Luigi Sica                                                                       il giorno 02/02/16
               

Stupenda descrizione e dettagliato racconto nostalgico. Grazie di questi ricordi. (su La grande umanità di un piccolo mondo antico: Piscinola... di Pasquale di Fenzo)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 13/12/15


Molto interessante è pieno di storia, questo racconto ci fa riflettere sulle radici orami perdute ma che vivono nei cuori di pochi paladini (su Piscinola e Marianella... la terra della musica...! (parte prima)) 
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 08/11/15
               

Molto toccante nel finale bel ricordo su I commercianti e gli ambulanti di Piscinola, dai ricordi di Luigi Sica (II^ parte) 
Massimo De Stefano                                                      il giorno 14/09/15
               

La ringrazio molto, dott. Fioretto, per lo studio da lei dedicato all’encomiabile operato dei Meuricoffre e all’attenzione prestata alla mia pubblicazione. su A Piscinola, il cotone o un acquedotto...!? I Meuricoffre 
Elio Capriati                                                                   il giorno 13/09/15
               

DA RICORDARE O SANNACCHIAR CHE PER L’OCCASIONE METTEVA I TAVOLINI FUORI ALLA CANTINA E SERVIVA A ZUPP E COZZCH (su Angolo poetico del venerdì: Un ricordo della festa del SS. Salvatore a Piscinola, di A.M. Montesano.)
In risposta a: i ricordi di Anna Maria Montesano, sono bellissimi ed aggiungo pieni di un poesia che viene da una splendida malinconia che mi riporta agli inizi delle belle favole. C’era una volta. Grazie di cuore Annamaria, dovresti scrivere più spesso di queste memorie. Luigi Sica (‘o  tabbaccaro),
SALVATORE SEVERINO                                             il giorno 24/08/15
               

Grazie per l’intervento molto gradito. Il libro fortunatamente siamo riusciti a trovarlo. Siamo contenti della pubblicazione in e-book dell’opera e invitiamo tutti i lettori a leggerlo, perché non rimarranno delusi, grazie dott. Capriati. (su A Piscinola, il cotone o un acquedotto...!? I Meuricoffre)
Salvatore Fioretto                                                           il giorno 01/08/15
               

Ho letto con grande piacere l’articolo perché contribuisce a mantenere viva la memoria sul prezioso contributo fornito dalla comunità svizzera allo sviluppo economico e sociale di Napoli e del Mezzogiorno. Sulla meravigliosa famiglia svizzero-napoletana scrissi anni fa un romanzo storico la cui edizione cartacea è esaurita. Allora ho pubblicato l’opera in e-book con l’editrice digitale di Amazon: http://www.amazon.it/gp/product/B00DXLRYHU?keywords=elio%20capriati&qid=1438464553&ref_=sr_1_1&sr=8-1 (su A Piscinola, il cotone o un acquedotto...!? I Meuricoffre)
Elio Capriati                                                                    il giorno 01/08/15
               

Grazie Vincenzo della segnalazione: certo, c’era anche quella anche se non molto nominata, come c’erano tante altre anche in via V. Emanuele e in via del Plebiscito. Abbiamo integrato il post con queste ulteriori locus. Grazie ancora (su I luoghi di Piscinola, di ieri e di oggi.... II^ parte) 
Salvatore Fioretto                                                            il giorno 18/07/15 
               

Te si’ scurdato ‘a venella ‘e sott’’a chiesa (su I luoghi di Piscinola, di ieri e di oggi....II^ parte)
enzo tomo                                                                        il giorno 18/07/15 
               

Superbo è prezioso omaggio ad un grande artista della nostra natia terra. Sarebbe interessante anche come curiosità storica sapere in che via o zona nacque, (su Peppe Lanzetta: attore, scrittore, poeta, pittore, drammaturgo…)
Vittorio Zetadue                                                               il giorno 04/07/15
               


Salvatore, leggendo il racconto ti assale un misto di rabbia e commozione... in ogni caso grazie per il fatto che ci regali sempre “emozioni“; nel leggere i tuoi scritti. Un abbraccio. (su Giuseppina, la fanciulla del perdono...! 2^ parte)
Antonio Sannino                                                             il giorno 27/06/15 
               


Sempre interessanti questi articoli storici. Grazie per renderci coscienti delle nostre origini (su Bike and passion...! La bella storia del ciclismo a Piscinola e nell'Area Nord di Napoli!)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 02/06/15
               

Gentile Curatore del Blog, Gentile Sig. di Fenzo. Ho letto con molto sentimento quanto avete rivolto e dedicato al “Vostro” amico e compagno di vite, dott. Lapenna. Non Vi nascondo che mi avete fatto percepire brividi di malinconia e di stima per una figura che non ho conosciuto ma che mi avete fatto conoscere. Un caro saluto a Voi ed alla famiglia del compianto “dottore de’puverielli”.... (su Un medico molto familiare...! Il dott. Lapenna Giuseppe)
Anonimo                                                                         il giorno 22/05/15
               

Letto tutto d’un fiato. Emozionante racconto (su Quando la scuola Tasso divenne una caserma...)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 03/05/15
               
Sempre interessanti spunti storici che accendono i ricordi di chi é nato in questa terra (su Dove passò lo straniero...! Giovanna Altamura)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 20/02/15
               

Grazie, Enzo del tuo apprezzamento e delle parole che mi spronano a continuare. Continuerò sicuramente il lavoro di ricerca e di rivalutazione della storia di Piscinola. (su La boxe nel sangue... Pasquale De Stasio)
Salvatore Fioretto                                                           il giorno 31/12/14
               

Sapevo che pasquale era stato boxeur, ma non ne conoscevo la storia nei dettagli, grazie. ti esorto a continuare le tue ricerche (su La boxe nel sangue... Pasquale De Stasio)
enzo tomo                                                                       il giorno 31/12/14
               

Grazie per l’intervento, ma delle canzoni natalizie abbiamo ampiamente parlato nello scorso Natale, ti consiglio di leggere qui: https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4831116784894940048#editor/target=post;postID=9032587517853298023;onPublishedMenu=posts;onClosedMenu=posts;postNum=44;src=postname (su Natale alfonsiano e. Marianella...!)
Salvatore Fioretto                                                           il giorno 14/12/14

Da annoverare anche la famosa “tu scendi dalle stelle”, nota in tutto il mondo (su Natale alfonsiano e... Marianella...!)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 14/12/14
               

Caro Vincenzo, lasciamo che la cultura e il tempo lavorino per questa causa... ciao (su Un medico deputato... Raffaele Chiarolanza!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 12/11/14
               

Caro Salvatore, che ne dici di costituire un comitato per dedicare la piazza al professore? (su Un medico deputato... Raffaele Chiarolanza!)
vincenzo tomo                                                               il giorno 12/11/14
Ottima ricostruzione storica. Mai mi sarei aspettato che la storia di Villa Russo fosse così antica. Complimenti e soprattutto grazie (su Ambiente e psiche.... (1^ parte) La Villa Russo di Miano)
Anonimo                                                                        il giorno 28/10/14
               

Al momento sarà disponibile all’acquisto durante la presentazione di giovedì prossimo. Successivamente su richiesta online a: fiore.salv@libero.it. (su C'era una volta... la Piedimonte! Annuncio dell'avvenuta pubblicazione del mio libro...)
Salvatore Fioretto                                                           il giorno 09/10/14
               

Come e dove si può ordinare il libro? (su C'era una volta... la Piedimonte! Annuncio dell'avvenuta pubblicazione del mio libro...)
Anonimo                                                                         il giorno 08/10/14
               

Davvero molto interessante. Ero a conoscenza del fatto che questi autobus furono utilizzati sulla Linea 1 Rossa e su 106, ma non sapevo affatto dell’esistenza di questa Linea 133 che faceva capolinea a San Rocco. Grazie mille! (su Un "bipiano" per San Rocco...!)
Anonimo                                                                        il giorno 10/09/14
               

E’ l’Istituto in cui lavoro da oltre 26 anni, ho visto il suo splendore e il suo declino, purtroppo questo Istituto sta morendo, abbiamo avuto un crollo di iscrizioni, solo nella scuola Secondaria di I grado ci sono stati 8 Docenti perdenti posto e come ciliegina sulla torta stiamo senza Dirigente (su Una scuola modello...! La scuola media "Salvo D'Acquisto" di Miano)
Concetta Silvestri                                                           il giorno 28/08/14
               

... Una lacrima... un po’ di magone, mentre scorrevano piano le immagini della natia terra, chiamata ancora “villaggio”; alle prime luci del XIX secolo. Quanti ricordi di quelle feste in onore del Santo Patrone SS. Salvatore e quanta nostalgia del tempo che fu, dove i rapporti umani erano legati dal comune senso di appartenenza. Un vincolo che era spesso di sangue tra le storiche famiglie che risiedevo in quei luoghi già nel XXIII secolo; come da fonte dei registri custoditi nella locale chiesa dedicata al SS. Salvatore. Ora come tutte le cose è avvenuta una trasformazione, si sono quasi perse le radici storiche. Questo per vari motivi, tra cui lo spostamento di parte dei nativi in quartieri “più centrali”; della città e la contemporanea migrazione interna di parte della popolazione delle varie provincie napoletane in quei agglomerati di grattacieli che furono costruiti nelle aree prima dedicate all’agricoltura locale. Terre chiamate come “Abbascio all’Acquarone”; o “Fore ‘o Canciello”; (su Dalla letteratura e da Internet...Un ricordo della festa del Salvatore...)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 06/08/14
               

Interessante e dotto articolo che con i suoi cenni storici ci fa rivivere la primavera della nostra spensierata gioventù “piscinolese”; dove i racconti dei vecchi del “villaggio”; avevano il profumo agreste delle incontaminate campagne che circondavano la nostra terra. (su Dalla letteratura e da Internet...Un ricordo della festa del Salvatore...)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 06/08/14
               

Grazie cari lettori, i vostri consensi ci spronano a continuare, facendo meglio... (su Una terra di Santi, ...poeti, giuristi e navigatori... e di patrioti! (II^ Parte))
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 20/07/14
               

Interessantissimo davvero anche perché sono un autentico appassionato della Repubblica Napoletana del 1799 (su Una terra di Santi, ...poeti, giuristi e navigatori... e di patrioti! (II^ Parte))
Anonimo                                                                        il giorno 20/07/14
               

Interessante e dotto articolo (su Una terra di Santi, ...poeti, giuristi e navigatori... e di patrioti! (II^ Parte))
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 19/07/14
               

Interessante squarcio storico (su Memoria storica del Casale di Pollanella)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 13/07/14
               

Gran bell’articolo. Complimenti! E soprattutto viva la “Piedimonte”!! (su Esattamente cent'anni....il 30 giugno 1914 il treno a vapore giungeva a Piedimonte!)
Anonimo                                                                        il giorno 09/07/14
               

Il ponte sta nella parte fuori dell’Eremo, si trova sulla stradina che costeggia il Vallone San Rocco, lato Miano, da esso si vede la valle e le abitazioni di Miano vecchia. Prova a percorrere i sentieri verso il confine e fammi sapere. ciao (su Quel ramo del Bosco che guarda a settentrione....!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 28/06/14
               

Non mi è ben chiaro come si arrivi al ponte di Miano. E’ necessario entrare nell’Eremo (leggi: è impossibile accedervi)? Grazie (su Quel ramo del Bosco che guarda a settentrione....!)
Flapane                                                                          il giorno 28/06/14 
              

Caro Salvatore, sei preziosamente impagabile nel renderci edotti di queste antichissime e nobili tradizioni. Leggerle mi pasce l’anima che improvvisamente, non più sola, si trova in compagnia di tante anime che chiedono d'essere ricordate nei loro ricordi, che sentiamo istintivamente e caramente nostri. Se la ciliegia ha origini armene ebbene io sono armeno pecché a cerasa me piace assaie. Ciao Sal da Gigino Sica (su 'E ccerase.... 'e ccerase...!!!!) 
Gigino Sica                                                                    il giorno 21/06/14 
               
Mi piace (su A.D. 1679...e fu libertà...!!)
Anonimo                                                                        il giorno 30/05/14
               

Grazie all’amico Giggino Sica (‘o tabaccaro), ecco la ricetta del tortano doce piscinolese: INGREDIENTI x 3 casatielli: 1 kg. di farina; 8 uova (albume e tuorlo insieme); 250 gr. di margarina o burro come meglio piace; mezzo kg. di zucchero, 1 quarto di lette intero; 2 pezzetti di lievito, 1 presa di anice; buccia di limone grattugiata, 2 bustine di vanillina; una chiara d'uovo, una bustina di confettielli.. LAVORAZIONE - 1): Impastare ben bene il tutto escluso la chiara d'uovo e i confettielli 2) dividere l'impasto in tre teglie a bordo alto. Coprire con lana e lasciar crescere per 12 ore. Quando la crescita è giunta al punto giusto, infornare a 180 gradi per un’ora. A cottura avvenuta sfornare, pennellare le cupole con la chiara d’uovo, aspergervi sopra i confettielli e rimettere in forno per 10 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e poi mangiare. P.S. E’ più buono nei giorni seguenti inzuppato in latte od orzo. PASQUALE DI FENZO (su Aromi piscinolesi...! (di P. di Fenzo))
Pasquale di Fenzo                                                           il giorno 30/04/14
               

Che ricordi abbascio Miano (su Abbascio Miano e i suoi mitici personaggi di un tempo!)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 21/04/14
               

Preciso e dattagliato racconto. Grazie.Felici Sante Feste (su L'Eremo del Salvatore.... I Camaldoli di Napoli)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 21/04/14
               

E’ molto interessante, grazie! (su Garrittone, Frullone e Piscinola: l'etimologia storica di Domenico Chianese...)
Michele Arcopinto                                                          il giorno 12/04/14
               

Grazie (su Garrittone, Frullone e Piscinola: l'etimologia storica di Domenico Chianese...)
Michele Arcopinto                                                          il giorno 12/04/14
               

Alle muntagnelle andavo a giocare a pallone ... abitavo a poche centinaia di metri, su via Janfolla ancor prima via Agnano Miano. Di fronte alla “filosa”; ... quanti ricordi!! Grazie Massimo!! (su ... 'e Muntagnelle...! di Massimo de Stefano)
Massimo                                                                          il giorno 15/03/14
               

Vorrei rivedere tutte le foto della piazza di Piscinola da ‘o Capa a Chianca , ‘o Cape ’e coppe,  sott’’a Chiesa, a bascio Miano, e dint’’e giardinetti davanti ‘o Guardiano, dint’’o canciello da Piedimonte, a bascio all’Acquarone. Chi oggi e fortunato ad averle è un piacere pubblicarle per farle vedere Piscinola bella come era prima, saluti ai nativi di Piscinola (su 'A cantina 'e don Vincenzo Di Guida.... Da Piscinola a Posillipo... (Un racconto di Luigi Sica))
Tappezzeria manco                                                          il giorno 09/03/14
               

Don Vincenzo e suo fratello Peppe ‘o cantiniero, era grandi amici di mio padre. Ricordo quando mi recavo con la bottiglia a prendere tre quarte ‘e vino e ‘na gassosa, oppure un fiasco di ottimo olio pugliese che vendevano sfuso. (su 'A cantina 'e don Vincenzo Di Guida.... Da Piscinola a Posillipo... (Un racconto di Luigi Sica))
Pasquale di Fenzo                                                           il giorno 05/03/14

Ricordo benissimo Don Vincenzo e la sua cantina. Quel giardino sul retro che non si smetteva mai di giocare a bocce. Io ero piccoli a quei tempi ma ne serbo un bel ricordo. (su 'A cantina 'e don Vincenzo Di Guida.... Da Piscinola a Posillipo... (Un racconto di Luigi Sica))
Salvatore della Corte.                                                       il giorno 04/03/14
            
Mi chiamo Mario Moxedano, nato a Piscinola il 1950, ho frequentato questa scuola dalla prima elementare. C’è qualche coetaneo che potrebbe conoscermi? Mi farebbe piacere fare un passo nel passato (su Una scuola per tutti dall''800... Nel 1929 nasce la nuova scuola "Torquato Tasso"!) 
Mario Moxedano                                                             il giorno 25/02/14
               
Sono Salvatore Della Corte e vorrei aggiungere, se non ricordo male, che i ziti si vendevano sia confezionati con la carta blu e anche in quella rossa. (su L'acquedotto personale di don Vicienzo 'o Pazzariello...!)
Salvatore Della Corte                                                     il giorno 23/02/14
               

Grazie a te per aver creato questa bella pagina. pdf (su L'acquedotto personale di don Vicienzo 'o Pazzariello...!)
in risposta a: Grazie Pasquale, i tuoi commenti sono sempre eccellenti e a tema. Sei una vera fonte di notizie piscinolesi...Tvb., di Salvatore Fioretto.
Anonimo                                                                        il giorno 22/02/14
               

Grazie Pasquale, i tuoi commenti sono sempre eccellenti e a tema. Sei una vera fonte di notizie piscinolesi...Tvb. (su L'acquedotto personale di don Vicienzo 'o Pazzariello...!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 22/02/14
               

Che nostalgia le fontanine pubbliche dove le nostre mamme andavano a riempire d’acqua i secchi di ghisa con l’interno stagnato, che erano presenti in ogni casa. L’acqua corrente non era ancora presente in tutte le case e tutti si servivano di questo “servizio pubblico” per i bisogni giornalieri della famiglia. Quando ci si imbatteva in qualcuno che riempiva una bagnarola per la “colata”, c’era una specie di tacita intesa che ti faceva passare d’avanti se dovevi riempire solo un secchio o una bottiglia. La “colata”, che qualcuno oggi potrebbe intendere come una estenuante e lunghissima seduta con la manicure per rinforzare le unghie, a quei tempi era una faticosissima operazione che consisteva nel lavare le lenzuola di tutta la famiglia, senza detersivi, ma servendosi di sapone di Piazza e Varrichina, e spesso usando la cenere come sbiancante. Ma tornando alle fontanine, provo a ricordare tutte quelle che erano dislocate per il territorio di Piscinola. Premesso che in.... (su L'acquedotto personale di don Vicienzo 'o Pazzariello...!)
Pasquale Di Fenzo                                                         il giorno 22/02/14
               

Luisella, la ricordo benissimo, abitavo Abbascio Miano, al numero 119 ...che bei ricordi (su "Luisella 'a pisciavinnela..." (Luisa la pescivendola))
Anonimo                                                                        il giorno 16/02/14
               

Bellissimo (su La storia di 'Ntuono e Cuncetta... di Abbascio Miano...!)
Anonimo                                                                        il giorno 09/02/14
               

Vicino alle montagnelle c’era la terra di zi' vicenzino, dove andavano a rubare la frutta direttamente dall’albero. M. Giaccio (su ... 'e Muntagnelle...! di Massimo de Stefano)
M. Giaccio                                                                     il giorno 09/02/14
               

Bellissimo racconto, come sempre. Però da parente acquisito, posso permettermi una piccola precisazione. Il negozio era detto delle “scarparelle”, al plurale. E il soprannome era dovuto al fatto che una avo delle sorelle zitelle riparava calzature. (su 'O Cap'e Coppa e le sue figure indimenticabili! Di AnnaMaria Montesano)
Anonimo                                                                        il giorno 08/02/14
               

Un bellissimo tuffo nel nostro passato offertoci magistralmente dal Salvatore. Pasquale Di Fenzo (su Abbascio Miano e i suoi mitici personaggi di un tempo!)
Pasquale di Fenzo                                                          il giorno 21/12/13
               

Salvatore, come sai non sono di Piscinola ma i tuoi racconti mi catapultano nel passato e mi fanno rivivere il tempo della mia spensierata giovinezza vissuta nel mio quartiere. Aspetto con ansia il prossimo e ti ringrazio e ti abbraccio per la condivisione dei tuoi ricordi che risvegliano i nostri. Sono fiero di essere tuo amico! (su Abbascio Miano e i suoi mitici personaggi di un tempo!)
Antonio Sannino                                                            il giorno 21/12/13
               

Caro Salvatore sensibile e romantico, purtroppo ci dobbiamo arrendere: il mondo cambia...e sempre in peggio; almeno così sembra a noi che conserviamo il ricordo di un passato che, forse, non era immune da piccole e grandi miserie ma è talmente impastato con i nostri anni belli che è diventato mitico! Ciao. (su Abbascio Miano e i suoi mitici personaggi di un tempo!)
AnnaMaria Montesano                                                  il giorno 20/12/13
               

Annamaria mi hai fatto tornare indietro nel tempo con un pizzico di nostalgia, eravamo felici con poco (su 'O Cap'e Coppa e le sue figure indimenticabili! Di AnnaMaria Montesano)
Robertomarchiafava                                                      il giorno 15/12/13
               

Grazie Pasquale infondo le muntagnelle erano di tutti i ragazzi Piscinolesi (su ... 'e Muntagnelle...! di Massimo de Stefano)
in risposta a: Bei ricordi Massimo. Sulle muntagnelle ricordo anche interminabili partite di pallone ed erano il nostro rifugio lontano dagli occhi delle famiglie quando facevamo filone a scuola. P.le Di Fenzo, di Anonimo.
Massimo De Stefano                                                     il giorno 12/12/13
               

Bei ricordi Massimo. Sulle muntagnelle ricordo anche interminabili partite di pallone ed erano il nostro rifugio lontano dagli occhi delle famiglie quando facevamo filone a scuola. (su ... 'e Muntagnelle...! di Massimo de Stefano)
P.le di Fenzo                                                                  il giorno 10/12/13
               
Caro Pasquale, il sassofonista è mio fratello Peppe. Ora hai capito chi sono? Ciao. (su "Anni ’60: ricordi di scuola" di Anna Maria Montesano)
Annamaria Montesano                                                  il giorno 08/12/13
               

Grazie, Pasquale. Il 110 ci accomunava tutti in una storia simile; in questo modo, chi legge si rispecchia in quello che ho raccontato: era questo il mio scopo. (su "Anni ’60: ricordi di scuola" di Anna Maria Montesano)
AnnaMaria                                                                    il giorno 07/12/13

Fine parte I
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L'elenco delle testimonianze e dei commenti trasmessi alla redazione di "Piscinolablog", continua nella seconda parte, che sarà pubblicata a breve. 
Salvatore Fioretto