Il post che pubblichiamo analizza la conformazione orografica e geologica del quartiere di Piscinola, anche se i caratteri descritti sono comuni a tutti i centri che appartengono all'Area Nord napoletana. Viene analizzato anche lo sviluppo urbano dell'abitato avvenuto nei secoli.
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"Il sottosuolo piscinolese presenta un
substrato tufaceo-pozzolanico a struttura variabile, con rinvenimenti di
lapilli, pozzolana e tufo, distribuiti in vari strati. Strati che si sono
depositati durante le eruzioni vulcaniche, avvenute nel corso delle varie ere
geologiche, principalmente nell’area puteolana e vesuviana.
Nel substrato piscinolese, a profondità
variabile (a meno di un metro), è presente anche un solido strato di cenere
molto compatto, di spessore di circa dieci centimetri, nel cui sedimento sono
inglobati dei resti botanici ancora in fase di fossilizzazione, molto simili a delle
felci.
La presenza di banchi tufacei, a profondità
relativamente basse, ha permesso l’estrazione della pozzolana e soprattutto del
tufo. E’ noto come questi materiali siano stati utilizzati fin dall’antichità
per la costruzione degli edifici e, in particolare, come nel nostro territorio,
per la realizzazione di cisterne e pozzi destinati alla conservazione
dell’acqua piovana.
Quest’utilizzo del sottosuolo, così
intensivo e diffuso, presenta tracce storiche anche nella nostra zona, come
nella parte meridionale di Piscinola, dove si registra la presenza di una
cava estrattiva di pozzolana e forse anche di tufo.
Considerata la particolare struttura
orografica del territorio, si sono formati dei canali di scolo che nei secoli
hanno permesso il defluire delle acque meteoriche provenienti dalle alture
delle colline napoletane. Spesso, in coincidenza di eventi piovosi eccezionali,
si formavano le cosiddette “lave”,
ossia torrenti impetuosi, che trasportavano verso il territorio di Piscinola e
verso altri territori adiacenti, ingenti quantità di fango e di altri
sedimenti. Nell’anno 1877 si ebbe un evento piovoso così
catastrofico al punto che molti Comuni a nord di Napoli, come quello di
Giugliano, dovettero chiedere aiuto al Parlamento Italiano.
L’acqua meteorica ha eroso nel corso dei
secoli il territorio, realizzando dei veri e propri canali con sponde di
terreno in rilevato, i cui letti sono poi diventati le strade attuali.
In alcuni punti di Piscinola, come in Via Cupa Acquarola e l’attuale Via Zuccarini, l’acqua meteorica si raccoglieva formando pozzanghere e stagni, tanto che, oltre a essere utilizzata per irrigare i campi, veniva in parte convogliata per alimentare un lavatoio pubblico. Quest’opera idraulica fu realizzata in Via Cupa Acquarola nei primi anni del 1900 e comprendeva circa una quarantina di postazioni per lavare i panni.
Della presenza di questi acquitrini, spesso invasi da fitti canneti, si hanno notizie già a partire dal Medioevo; infatti nelle cronache dell’epoca si trovano citazioni ricorrenti sull’esistenza di numerosi canneti che erano presenti intorno ai villaggi di Piscinola, di Marano, di Mugnano e di Chiaiano.
A causa del significativo dislivello
presentato dal suolo piscinolese, con direzione da sud verso nord, erano
presenti e ben visibili, fino a pochi anni fa, diversi terrazzamenti che
sicuramente furono realizzati dai primi abitanti per meglio sfruttare il
territorio, in ragione della nascente agricoltura intensiva.Per curare la manutenzione di questi terrazzamenti o “fratture” del suolo, si formò nel tempo, specialmente nei borghi di Piscinola, Chiaiano e Marianella, una nutrita schiera di ricercata manovalanza, costituita da operatori specializzati nel creare o manutenzionare le “separelle”, ossia i terrazzamenti. Questi operatori venivano chiamati “tappiatori”: termine derivato dalla parola “tappiafossati”, ossia la particolare sistemazione “a terrazze” dei pendii naturali, per consentire la coltivazione della vite.
I tappiatori di Piscinola erano considerati i
migliori esistenti in Campania, infatti nell’edizione del giornale “The
Geographical Journal”, n.5 del nov. 1897,
pubblicato
dalla società inglese “The Royal Geographical Society”, si legge: “These terraces for vines (tappiafossati) are made by tappiatori. The people of Piscinola are considered the best for
the work […]” (Queste
terrazze della vite (tappiafossati) sono fatte da tappiatori. La gente di
Piscinola sono considerati i migliori per il lavoro.Salvatore Fioretto
Il contenuto di questo post è stato interamente tratto dal libro "Piscinola, la terra del Salvatore. Una terra, la sua gente, le sue tradizioni", ed. The Boopen, anno 2010, di S. Fioretto.


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