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domenica 7 dicembre 2025

Quinta parte - La “Ecclesie Domini et Salvatoris nostri Ihesus Christi de memorato loco Piscinule... la storia della chiesa del SS. Salvatore in Piscinola (quinta parte)

 (segue dalla quarta parte)

L’oratorio parrocchiale

L'oratorio parrocchiale comprende un teatro, un campo di basket, un campo di calcetto, il campo di bocce e lo spazio per il tavolo da ping pong. Il piazzale a contorno dei campi è curato con alberi, cespugli e aiuole con fiori. Sono inoltre presenti un locale bar/snack e i servizi igienici. In un lato è presente un piccolo e singolare ricovero antiaereo, costruito fuori terra, in cemento armato, e puo ospitare al massimo due persone. Esso fu fatto realizzare dai precedenti proprietari del terreno, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. L’oratorio comprende diversi altri locali coperti, dislocati nei diversi piani dei vari corpi di fabbrica che si ergono attorno ad un ampio cortile carrabile, con accesso diretto da piazza B. Tafuri. 
L'acquisione degli immobili e la costruzione dell’oratorio parrocchiale furono resi possibili grazie all'operato del parroco don Francesco Bianco, al sostegno economico dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento in Piscinola e alle donazioni dei fedeli.
Sempre riguardo agli spazi dell'oratorio, nel lato sinistro dell’ingresso principale della chiesa, si accede ai locali che un tempo furono sede dell’Associazione Cattolica”, gli ambienti ricavati durante gli interventi degli anni '60, sono composti da due sale sovrastanti e comunicanti tra loro, attraverso una scala di ferro. Il locale inferiore presenta un’apertura che si apre direttamente sulla piazza B. Tafuri. 

L’archivio storico parrocchiale ante tridentino

L’Archivio Storico Parrocchiale, conservato nella chiesa del SS. Salvatore, contiene una vasta raccolta di manoscritti, detti Tomi o Registri, di cui il più vecchio risultava redatto a partire dall’anno 1524. Questo libro rappresentava, quindi, il più antico registro dei nati e dei morti conservato nelle parrocchie dei Casali napoletani; infatti, fu istituito ben quaranta anni prima del Concilio di Trento. Fu il Concilio, infatti, a sancire l’obbligo di adottare questo tipo di scrittura nell’ambito della Chiesa Cattolica universale.
L’Archivio parrocchiale comprende ben sessantacinque Tomi o Registri e, oltre al registro ante-Tridentino, contiene (l'inventario è riferito all'anno 1989):

- n.25 registri dei Battesimi;

- n.25 registri dei Matrimoni;

- n.14 registri dei Defunti.

In questi documenti sono registrati, oltre ai battesimi, ai matrimoni e ai funerali, anche delle importanti disposizioni arcivescovili, insieme ad altre notizie secondarie. Si leggono, ad esempio, i pagamenti delle pigioni, le spese di manutenzione e di consumo, le elemosine fatte per la chiesa e per il Casale di Piscinola. Sono in essi contenute, poi, le descrizioni minuziose degli avvenimenti più importanti della comunità, come le epidemie, le eruzioni del Vesuvio, i terremoti, ma anche notizie di feste collettive e familiari, come i matrimoni e i battesimi.
In questi “registri” sono ricorrenti i nomi delle famiglie residenti, tra cui quelle considerate originarie del luogo, come: De Lisa, Danese, Sarnataro, Sica, Cuozzo, Fioretto, Palladino De Dominico... e a partire dal 1650: Della Corte, Bonaguro, Mele, Maiorano, Bocchetto, Giordano e Marono.
Purtroppo, il libro più antico, risalente al XVI secolo (1524-1613), considerato un unicum nel suo genere, perché redatto già da alcuni anni prima delle disposizioni obbligatorie dettate dal Concilio di Trento, è stato disperso alcuni anni fa.

Lasciti e donazioni fatti alla chiesa del SS. Salvatore

Il celebre pittore napoletano, Francesco De Mura, dispose nel suo testamento, redatto nel 1780 presso il notaio Valenzia (il notaio aveva la sede nel casale di Piscinola), un aiuto concreto per la riattazione della chiesa del Salvatore, intimando il suo erede, il Pio Monte della Misericordia, a provvedere secondo le necessità dell'edificio sacro, attraverso il suo regio sovrintendente: “Dippiù io suddetto D. Francesco, codicillando, voglio, ordino e comando che, occorrendo al detto avvocato Sig.r  D. Gio: Battista Gallotti, mio carissimo Amico e  Compadre, soccorso per provederealli bisogni della parocchiale chiesa del Casale di Piscinola, debba il detto Sacro Monte mio Erede somministrarcelo, secondo ne farà Le Istanze e richieste il detto Avvocato Sig.r D. Gio: Battista Gallotti, per lo quale soccorsomi le rimetto alla coscienza del medesimo…”.

Processione conclusiva della Santa Missione con il Crocefisso, 
organizzata dal gesuita padre Juè, anni '50
Il barone avvocato G. B. Gallotti è stato il Regio Sovrintendente della chiesa, a lui abbiamo dedicato un post alcuni anni fa.

Il barone G.B. Gallotti, soprintendente della Chiesa del SS. Salvatore

La baronessa Chiara Ciampitelli lasciò alla parrocchia di Piscinola, a mezzo di istrumento rogato nell’anno 1880, una rendita annua di 722,50 lire.
Nell’anno 1923, Aniello Capasso donò alla parrocchia “due vani terranei e due stanze superiori situate a Piscinola" (Decreto regio di autor. del 16 maggio 1923); questi dovrebbero essere i locali parrocchiali che un tempo costituivano l’oratorio parrocchiale situato in via V. Emanuele a Piscinola.
Nell’anno 1937 la parrocchia ricevette (nelle mani del reggente parrocchiale, tale don Francesco de Simone), la somma di 49.100 lire nominali, in titoli di rendita pubblica, dall’avv. Giovanni Casilli.

Le cerimonie e gli eventi sontuosi e solenni celebrati in questa chiesa

Nella chiesa del Salvatore sono stati celebrati nei secoli scorsi diversi eventi sontuosi e solenni legati alla vita privata delle famiglie nobili che avevano nei secoli passati la loro residenza a Piscinola, come i matrimoni e i battesimi tenuti dai membri delle casate, tra i quali: i de Luna di Aragona, i Liguori e i conti di Trivento e altri.  Tra questi ricordiamo le fastose nozze del cavaliere Ercole de Liguori (figlio di Antonio), con Donna Maria Gusmana Sambiase, dei principi di Campana, avvenuto il 27 maggio 1668. Ercole Liguori era un trisavolo di Sant'Alfonso M. de Liguori, infatti era nato nel 1630. 
Alcuni matrimoni furono così imponenti e partecipati dalla comunità, tanto che nei diari dei matrimoni della Chiesa vennero registrati dal parroco sottolineando la partecipazione "dell'intera Università"..., come avvenne il 6 agosto del 1578, festa del Salvatore, quando furono celebrate le nozze di Pietro Angelo di Palma e di Pordemia di Domenico. Lo stesso capitò il 24 gennaio del 1580, al matrimonio di Mimico (Domenico) de Lisa e Rosa Danese, quando i testimoni furono don Giovanni Luigi de Luna e il sig. Giulio Mandano. 
Per quanto concerne i battesimi dei discendenti delle famiglie nobili dimoranti a Piscinola, ricordiamo quello di Giovanni Francesco, figlio di Don Marco d'Afflitto, conte di Trivento e di donna Beatrice Carafa, celebrato nella chiesa di Piscinola, il 17 settembre del 1574. 
Un'altra notizia interessante (che risulta riportata, assieme alle altre citate in questo paragrafo degli eventi solenni, nel libro: "Viaggio nella mia terra" di F. B. Sica, tratte dal registro purtroppo disperso, del 1524), è la dichiarazione resa al parroco di Piscinola, il giorno 27 agosto 1611, con la quale don Cesare Carmignano dichiara di sapere che Michele Sarnetaro è figlio di Sabbatino e di Aurelia Rossella di Piscinola. Tale notizia viene confermata anche dal nobile don Antonio de Luna, figlio di Geronimo. La cosa interessante è quella che don Cesare Carmignano dovrebbe essere il capostipite della nobile famiglia dei Carmignano, divenuto celebre nella storia di Napoli per essere stato il costruttore dell'Acquedotto napoletano del XVII secolo (detto appunto "Acquedotto del Carmignano"), che progettò e realizzò a proprie spese e poi donò alla città di Napoli. La sua presenza a Piscinola diventerà un futuro campo di ricerca...

Le leggende…

Il “Cippo” sotto al campanile

Fino agli anni Sessanta, quando fu avanzato il corpo della facciata della chiesa, alla base del campanile che era conformata con una alta volta a sesto intero, era conservata una grossa pietra di marmo bianco, che ha alimentato diverse leggende e cunti tra gli abitanti di Piscinola. Molti anziani riferiscono che essa sia stata un avanzo di un grosso capitello, forse di epoca romana o di un altare paleocristiano, mentre altri asseriscono che sia stata solo una grossa pietra scalfita e logorata dal tempo, senza particolari forme. 
Tra le leggende più raccontate legate a questo misterioso reperto, c’è quella detta del “cippo sotto al campanaro, ovvero una grossa e antica pietra che conteneva un prezioso tesoro (di monete di “Merenghi“ d’oro) che fu rubato dai ladri insieme a una pisside d’oro. Questa pietra risulterebbe stata inglobata nel corpo di fabbrica, durante gli interventi alla facciata degli anni ’60. L'intero racconto è contenuto in un post che abbiamo pubblicato diversi anni fa.

"La leggenda del cippo sotto al campanaro" 

Il furto della statua d’argento del Salvatore… una leggenda o storia vera?

Si racconta che molto tempo fa, nella chiesa di Piscinola esisteva una statua d’argento del SS. Salvatore. Una notte vennero i ladri e la portarono via su un carro, trainato da cavalli molto veloci. A metà strada, però, i cavalli si fermarono e non volevano più proseguire la corsa, forse per il peso del carico aumentato miracolosamente a dismisura…. Uno dei ladri, dopo varie insistenze, non riuscendo a riprendere la corsa, si rivolse verso la statua ed esclamò: “Ma sì Santo ‘o sì diavule…?” (Sei un Santo oppure sei un demonio?), al ché i cavalli subito ripresero velocemente la fuga, raggiungendo la meta prefissata dai ladri. Si dice che poco tempo dopo il bandito blasfemo morì dannato, dopo aver molto patito…!
Questo racconto, pervenuto attraverso i racconti degli anziani (che appresero a loro volta dai loro avi), ha il sapore di leggenda; tuttavia, potrebbe essere un fatto realmente accaduto, perché come si è detto tra i beni posseduti dalla chiesa, catalogati nella “Santa Visita” del cardinale Pignatelli, sono annoverate due “statue dorate” del SS. Salvatore. Inoltre, c'è da considerare che la maggior parte delle parrocchie che si trovano confinanti con Piscinola conservano, ancora oggi, nelle rispettive chiese, una statua d’argento del loro santo protettore, come Miano, Secondigliano e Chiaiano ed è quindi lecito pensare che anche Piscinola conservasse nei secoli passati una statua d’argento del Suo Protettore, poi scomparsa in circostanze ignote oppure sottratta dai ladri. È anche lecito pensare che essa possa essere stata requisita durante il Decennio Francese, oppure durante la Restaurazione Borbonica, come avvenne in altre realtà cittadine. Purtroppo, mancano testimonianze certe a tal riguardo.

La leggenda del furto della statua d'argento del Salvatore 

Conclusioni e ringraziamenti

Siamo giunti così alla conclusione di questo primo documento sull'antica chiesa del SS. Salvatore, scritto per tracciare un primo compendio storico interamente dedicato all'antica ecclesia piscinolese. Come è stato scritto nella premessa, esso vuole rappresentare una "prima pietra" posata per un futuro saggio ancora più approfondito. Volutamente non sono state riportate le fonti storiche dalle quali abbiamo attinte molte notizie utilizzate in questo lavoro, a causa del ridotto spazio disponibile nel blog. 

Si ringraziano tutte le persone che hanno contribuito negli anni a fornire foto, aneddoti e informazioni sulla chiesa. Si ringrazia lo storico dott. Franco B. Sica, autore del saggio "Viaggio nella mia terra", dal quale abbiamo tratto, come riportato, diverse notizie. Si ringraziano, infine, il sig. Antonio Manna e il parroco della chiesa del SS. Salvatore, don Angelo Guarino, per la disponibilità e l'aiuto da essi fornito. 

Salvatore Fioretto 



mercoledì 3 dicembre 2025

Terza parte - La “Ecclesie Domini et Salvatoris nostri Ihesus Christi de memorato loco Piscinule...

 (segue dalla seconda parte) 
La chiesa attuale
La chiesa attuale comprende una unica ampia navata con brevi cappelle laterali; cinque poste nel lato destro e cinque poste in quello di sinistra, all'interno delle quali sono collocate le nicchie con i santi. Solo quattro di esse contengono gli altari realizzati in marmi policromi intarsiati, risalenti al XVII-XVIII secolo, tre nel lato sinistro e uno solo nel lato destro. 
La struttura portante è realizzata in tufo, mentre il tetto è costruito con una capriata di legno, a due falde, coperte con tegole. 
La lunghezza della chiesa (compreso il corpo avanzato nel lato di ingresso), è di 35 metri circa, mentre la larghezza è di 13 metri circa. La sacrestia è un corpo attiguo a quello della chiesa ed è larga 6 metri e lunga 10 metri circa. Nel lato sinistro della chiesa sono presenti due locali sovrapposti e comunicanti tra loro, un tempo sede dell'Associazione cattolica e utilizzati per lo svolgimento degli incontri di preghiera e per le attività ludiche e sportive.
Il campanile è stato realizzato a pianta quadrata, avente i lati che misurano (alla base) sette metri circa, mentre l'altezza complessiva della torre è di circa 20 metri, a partire dal piano stradale.

Il gruppo scultoreo dei santi

Come si è detto, nel corso degli interventi degli anni ’50 del secolo scorso furono eliminate le tele con i dipinti antichi e furono ricavate le nicchie per ospitare le statue dei santi. Delle statue conservate nella chiesa del Salvatore purtroppo non si conoscono i nomi degli autori e nemmeno l’anno di realizzazione. Per la datazione, invece, è stata fatta una stima di massima, che potrebbe essere oggetto di successiva correzione.

I Santi del lato destro:

Sant’Anna (cappella nel lato destro della controfacciata)

Statua attribuita a Sant’Aspreno (Prima cappella a destra)

Il Santo è scolpito in legno e raffigurato a mezzo busto, con gli abiti vescovili. Abbiamo fondate testimonianze, sia orali che scritte, che si tratterebbe della statua del vescovo san Donato da Arezzo e non di S. Aspreno, primo vescovo di Napoli, come invece viene riportato nella targhetta identificativa apposta alla base della nicchia. Nel testo già citato: “Chiesa e comunità nella diocesi di Napoli tra Cinque e Settecento”, è scritto che nella chiesa di Piscinola era conservata una reliquia di san Donato e che nel giorno della sua ricorrenza liturgica veniva portata in processione per le strade di Piscinola. 

Non è assurdo pensare che sia la stessa statua attuale a contenere un piccolo scomparto interno dove veniva inserita questa reliquia, come avveniva nei tempi antichi per altre statue di santi (vedi le statue dei santi compatroni della cappella del Tesoro di San Gennaro). Nei secoli passati Sant’Aspreno era invocato contro il male dell’emicrania, mentre san Donato, per proteggere le persone dagli attacchi di epilessia. L’iconografia di san Donato trova corrispondenza a come è raffigurato in santo nella statua: con la mitra e il libro del Vangelo, tenuti in una mano.  C’è da aggiungere che in passato a Piscinola il culto di San Donato era molto sentito dagli abitanti, lo dimostrerebbe i tanti piscinolesi che portano il nome di “Donato”, mentre, di contro, non risultano abitanti del quartiere, anche nel recente passato, che abbiano avuto il nome di battesimo di “Aspreno”. Probabilmente il pastorale doveva essere presente fin dalle origini della costruzione della statua e sia stato perduto nel corso del tempo o forse sia stato anch’esso oggetto di furto.

Sant’Antonio di Padova, con altare (seconda cappella a destra)


La statua di sant’Antonio di Padova è risalente al XVIII secolo, ed è interamente realizzata in legno scolpito e verniciato. Purtroppo, il bel bambinello che la statua portava in braccio, sopra a un libro, è stato rubato alla fine degli anni ’80 del secolo scorso. Conserviamo però una foto tratta da una pubblicazione di opere d’arte che mostra la statua originale. 
Prima degli anni ’50 in questa cappella era conservata la statua dell’Addolorata, mentre ai lati della nicchia erano state affisse due lastre marmoree riportanti i nomi dei soldati caduti nella Prima Guerra mondiale. Tali lastre, negli anni ’30, furono poi collocate in piazza B. Tafuri, sulla parete addossata al Municipio di Piscinola. 
In passato la statua di sant’Antonio era conservata in uno scarabattolo di legno, posta sul lato sinistro dell’altare maggiore (come appare in una rara foto d’epoca, giunta fino a noi). In base a delle testimonianze orali, pervenute dagli anziani, risulta che 
in passato, alla base di questo altare, era collocata la statua di un Cristo morto.

Sant’Alfonso M. De Liguori (Terza cappella a destra)

La statua ha la testa, le mani in gesso, o di terracotta, mentre il busto è un supporto in legno e canapa, coperto da un abito vescovile e mostra in una mano il crocefisso, nell’atto di predicare. 
Per quanto concerne le origini della statua e della nicchia di collocazione, apprendiamo dal libro: “Ultimi Uffizi resi alla veneranda memoria di monsignore D. Celestino M. Cocle della congregazione del SS. Redentore….” 1857, che esse furono fatte realizzare dal mons. Celestino Cocle, quando era Superiore Generale dei Redendoristi…; infatti si legge: “
Ne’ meno tenera fu la devozione che egli ebbe pel suo fondatore S. Alfonso M. de Liguori; e ne saranno monumenti oltre la cappella che con tanta sollecitudine e dispendio da Rettore di S. Michele in Pagani fece così costruire ricca di marmi ed ornati costruire; i Legati stabiliti ai nostri collegi di Napoli e Pagani; l’altare eretto con devota statua nella Parrocchia di Piscinola, dove tutti gli anni faceva solennizzare la festa
…”.
Mons. Cocle nacque a San Giovanni Rotondo, nell'anno 1783  e morì a Napoli, il 3 marzo 1857. Fu Superiore Generale dei Redentoristi dal 1824 al 1831. 
Si può desumere che le due opere siano state eseguite tra il 1824 e il 1831, ma certamente prima del 1857, anno della scomparsa del porporato. Sicuramente mons. Cocle è stato più volte a Piscinola e, molto probabilmente, un suo familiare abitava in un caseggiato di via del Salvatore .

Fino alla fine degli anni ’90, alla base di questa statua era collocato un quadro contenente alcune lettere originali scritte da Sant’Alfonso; queste lettere erano indirizzate al parroco di Piscinola. Le stesse lettere oggi sono conservate nella casa museo di Sant’Alfonso a Marianella, come risulta dalla didascalia esposta nella bacheca, nella quale è scritto che esse furono donate dal Parroco, don Angelo Ferrillo, ai padri Redentoristi di Marianella.

San Gerardo Maiella (quarta cappella a destra)

La statua di San Gerardo, che si trova nella terza cappella di sinistra, è databile ai primi anni del XX secolo e ha la testa e le mani in gesso. Il busto è un simulacro realizzato con elementi di legno e di canapa e indossa il talare tipico dei padri redentoristi, mentre in una mano mostra un crocefisso di legno.

Immacolata Concezione (Quinta cappella a destra)

La statua dell’Immacolata è forse la più bella e la più preziosa opera d’arte che si conservi in questa chiesa ed è risalente al XVII secolo. Per fattura e costruzione, è stata attribuita a un componente della famosa famiglia di scultori pugliesi, chiamata Verzella. La statua è stata realizzata in un unico blocco ligneo, scolpito e dipinto. Essa mostra un panneggio (molto mosso), di colore azzurro e rosa e poggia un piede su un emisfero, colorato di blu, mentre con l'altro piede calpesta un "demone". Alcuni anni fa essa è stata sottoposta ad una operazione di restauro, con rifacimento ex novo della base lignea sulla quale essa poggia, mentre è stato sostituito lo “stellario”, con uno nuovo di metallo dorato, completo di illuminazione elettrica.
C’è da aggiungere che questa opera non è originaria della chiesa di Piscinola, ma è proveniente dai depositi della Curia, all’epoca situati presso la Basilica di Capodimonte. Essa fu affidata alla Chiesa del Salvatore, alla fine del secolo scorso, grazie anche all’interessamento del parroco don Francesco Bianco e del diacono dott. Franco Biagio Sica.

I Santi del lato sinistro:

San Biagio (cappella nel lato sinistro della controfacciata)

La statua si trova posta in una nicchia, sotto alla cantoria dell’organo. Essa è realizzata in legno scolpito, con gli occhi di vetro. È un’opera attribuibile al secolo XVIII. Il santo vescovo mostra, secondo l'iconografia, un bambino che accarezza con la mano destra.

Sant’Antonio Abate (Prima cappella a sinistra)

La statua di Sant'Antonio è stata realizzata in legno intarsiato e dipinto. Essa reca i simboli dell’iconografia del Santo, che sono il bastone nella mano destra e un libro aperto del Vangelo nella mano sinistra, sulle cui pagine appare una fiamma, mentre ai lati della figura appare un piccolo maiale (Il Santo è considerato il protettore degli animali e dei malati di Herpes; questa malattia è appunto chiamata "Fuoco di Sant'Antonio"). Essa è una delle statue più antiche conservate nella chiesa di Piscinola, la sua datazione dovrebbe essere compresa tra il XVII e il XVIII secolo. Il bastone con la campanella, un tempo sicuramente presente, è andato perduto nel corso dei secoli.

 
Sacro Cuore di Gesù, con altare (Seconda cappella a sinistra)

La statua del Cuore di Gesù è realizzata in cartapesta (oppure a strati sovrapposti di canapa e gesso); la testa e le mani sono realizzati in gesso, mentre gli occhi sono di vetro. La datazione della statua dovrebbe  attestarsi nell’ultimo decennio dell’’800, come risulterebbe da alcune notizie apprese dal periodico mensile: "La voce del Cuore di Gesù"

Madonna Addolorata, con altare (Terza cappella a sinistra)

La statua dell’Addolorata dovrebbe essere di fattura settecentesca e presenta la testa e le mani di terracotta o di gesso, mentre il busto è realizzato con simulacro di legno e canapa (manichino) rivestito con l'abito e il manto nero, con ricami di argento dorato. L’allegoria delle “sette spade” e la corona che cinge sul capo, sono opere realizzate in argento cesellato. 
Gli abitanti di via del Salvatore (luogo detto Sott'’a Chiesa) erano in passato particolarmente devoti a questa statua; si racconta, infatti, che ogni anno venivano da questi organizzati solenni festeggiamenti in suo onore e che per questa statua avrebbero commissionati due abiti neri, con le stesse decorazioni di argento dorato. Gli abiti venivano scambiati ogni anno, prima che iniziasse la processione e duravano per l'intero anno, fino alla festa seguente…
Prima che si modificasse l’altare maggiore della chiesa del Salvatore, con lo smontaggio della grande tela raffigurante la "Sacra Famiglia", in questa cappella era sistemata la statua del SS. Salvatore. 
Questa sistemazione è confermata dalla particolare conformazione dell’altare, che presenta le stesse decorazioni della cantoria dell’organo (uguale anche al vecchio pulpito demolito), con aggiunta dei simboli della passione di Gesù; anche il bassorilievo  cesellato e dorato, che si trova collocato sulla portella del tabernacolo dell’altare, riporta l’immagine di Gesù Salvatore; tuttavia questa immagine non corrisponderebbe all’attuale statua del Salvatore, e forse raffigurerebbe la “statua dorata” menzionata nel diario di “Santa Visita”, del cardinale Pignatelli, del quale si è già fatto cenno.

Madonna del Rosario di Pompei, con altare (Quarta cappella a sinistra)

La cappella è realizzata con marmi intarsiati del XVIII secolo, tuttavia la parte superiore, che comprende l'immagine della Madonna, è di fattura ottocentesca. Il quadro è una copia di dimensioni ridotte dell’immagine della Madonna del Rosario venerata nella basilica di Pompei. Nello spazio circostante al quadro sono disposti quindici medaglioni, contenenti le immagini delle stazioni della Via Crucis. La foto di questa cappella è stata inserita su una cartolina postale pubblicata negli anni ’50.

San Giuseppe (Quinta cappella a sinistra)

La statua di San Giuseppe è risalente al XVIII secolo ed è realizzata in legno scolpito e verniciato. Anche questa statua, a giudicare i suoi particolari, risulterebbe (a nostro parere), attribuibile alla mano di un componente della famiglia Verzella. Purtroppo, il bastone ed i gigli che un tempo adornavano la statua, sono andati dispersi oppure trafugati dai ladri nei decenni scorsi. In antico tempo questa statua doveva essere collocata nella nicchia dove attualmente si trova la statua del Cuore di Gesù, lo dimostra il fatto che sulla portella del tabernacolo del corrispondente altare è riportato un bassorilievo con sopra incisa l’immagine del Santo uguale a come è raffigurato nella statua.

La statua del Salvatore e la nicchia dell'Altare maggiore

La scultura del Salvatore è stata recentemente datata e risulta risalente al XVIII secolo. Essa è realizzata in un unico blocco di legno. Gli occhi sono in vetro. L’aureola e la piccola croce posta sulla sommità della sfera azzurra (che rappresenta il mondo), sono in bronzo dorato. L’immagine è stata recentemente ristrutturata e ridipinta.
Sulla parete attorno alla nicchia, dove è collocata la statua del Salvatore, sono raffigurati una schiera di angeli e di putti in stucco, mentre in primo piano, ai due lati, appaiono tre angeli realizzati in altorilievo sempre in stucco, che pregano a mani congiunte e mostrano alcuni simboli cristologici (calice, ecc.). 
Nella parte inferiore, della nicchia, sono presenti altri due angeli, che sono però a figura intera (un tempo essi sorreggevano i due candelabri che illuminavano la parte alta dell’altare). La scena è abbellita con un drappeggio e una grande conchiglia, che insieme racchiudono, come in un’allegoria, l’affresco medioevale della Madonna della Misericordia. Ai lati della nicchia sono collocate quattro alte colonne a intero spessore (due per lato), con capitelli dorati in stile corinzio. Le colonne reggono una ampia volta decorata, con cornici dorate e allegorie composte con foglie di acanto.

Il Crocefisso (ingresso, lato sinistro)

Il crocefisso risulterebbe realizzato in terracotta ed è databile ai primi decenni del secolo XIX. E’ stato concepito e realizzato per essere una "macchina da festa", infatti dispone di braccia mobili, che si possono accostare ai lati del busto. Sicuramente è stato utilizzato in passato per svolgere le funzioni del Venerdì Santo e la processione del Cristo morto.
Secondo la testimonianza di Giovanna Altamura, insegnante della scuola Tasso di Piscinola, riportata nel suo libro di novelle, questo crocifisso presenterebbe anche la testa rimovibile, che  poteva essere reclinata sulla spalla, attraverso una cordicella, durante la funzione che si svolgeva in chiesa nel giorno del Venerdì Santo.
Questo crocefisso veniva portato in processione durante la festa che era organizzata dagli abitanti di via del Plebiscito (‘o capo 'a Chianca), nei primi giorni di maggio e anche durante la processione generale che si svolgeva a termine delle "Sante Missioni" popolari, come quelle che furono organizzate negli anni ’50, per interessamento del sacerdote gesuita chiamato padre Juè.                                                                       
Due di questi altari descritti ricevettero l'Indulgenza nell'anno 1903: quello di San Giuseppe e quello della Beata Vergine". 

Ecce Homo (locali dell’oratorio)

È una statua realizzata "a mezzo busto" in cartapesta, che è stata recentemente donata alla chiesa di Piscinola. L’epoca di costruzione della statua è stimabile nella seconda metà del XX secolo. Dopo essere stata riposta per alcuni anni nella quinta cappella di sinistra, e stata poi collocata nei locali dell’oratorio interno della chiesa.

Nel secolo scorso, alcune di queste statue venivano portate in processione per le strade del quartiere, specialmente quando i diversi “sobborghi” di Piscinola festeggiavano il loro santo compatrono. Tra questi: l’Addolorata (via del Salvatore), Sant’Antonio (via Vittorio Veneto) e il Crocifisso (via Plebiscito). Nel corso dell’Anno Santo 1950, il parroco don Angelo Ferrillo decise di ammettere alla processione del SS. Salvatore tutte le statue contenute della chiesa, per poi far cessare definitivamente il proseguimento di questa tradizione negli anni seguenti.

 (segue nella quarta parte)

Salvatore Fioretto 




martedì 24 dicembre 2019

I commenti dei lettori ai post di Piscinola blog (I^ parte)


Al volgere del 2019, che segna il sesto anno di pubblicazione di "Piscinolablog", abbiamo pensato di raccogliere, in due post, le tantissime corrispondenze ricevute dalla redazione, da parte di lettori e simpatizzanti del blog. Sono spesso parole di apprezzamento e di incoraggiamento, ma anche altre testimonianze di storie legati ai personaggi menzionati e alcuni preziosi suggerimenti. Ringraziamo anticipatamente a tutti i lettori che ci hanno trasmesso questi graditissimi attestati. Grazie!
Iniziamo dall'ultimo anno, 2019, fino all'anno 2013. Tra le parentesi tonde sono indicati i titoli dei post del blog a cui si riferiscono i commenti, seguono i nomi dei mittenti e le date di corrispondenza. 




PARTE I:

Un grande ed UNICO! (su A Capodimonte, tra chimica e matematica, una storia di eccellenza napoletana! Parte seconda: Renato Caccioppoli)
pasge7@gmail.com                                                        il giorno 11/09/19
               

Sei un mito Salvatore...complimenti per il bel lavoro e GRAZIE per le tante informazioni e curiosità!
(su Passando da Nord a Sud, ecco le tante località d'Italia che si chiamano come "Piscinola" di Napoli)
Antonio Giordano                                                           il giorno 29/04/19
                       

Bellissimo e commovente (su Cronache di storia della villa di Piscinola, di 900 e più anni fa!)
vincenzo tomo                                                                il giorno 26/03/19


Suggerisco:Tatunniell, 'O Suss, Nanninell ro Prevt, Michel re Varchetell,Carminiell o Gigant (su Soprannomi e contranomi... una tradizione della civiltà contadina!)
Unknown                                                                       il giorno 09/02/19
               

C’era pure "zizza tosta" (su Soprannomi e contranomi... una tradizione della civiltà contadina!)
Anonimo                                                                       il giorno 04/02/19


L’ho conosciuto quando era giovane prete redentorista. Era un grande! (su Un prete fratello... Don Francesco Bianco)
Mesolella Pasquale                                                       il giorno 23/01/19
               

Gradevole e divertente lettura. Grazie Salvatore! (su Il cantastorie della Piedimonte.... Eugenio cu 'e lente!)
Antonio Sannino                                                           il giorno 22/01/19
               

Complimentissimi ......ho conosciuto personalmente a Gegè cu’’e lente,.....quando studente viaggiavo nel pulman della TPN da Napoli a Marano........ ; Quann saglieno e sturiente,io nunn accocchio o riest e niente....piecure zimpere e crapett faccio tutta una bulletta, si accettano sord spicc mpicc bettune e mezzun e sicarrett...! (su Il cantastorie della Piedimonte.... Eugenio cu 'e lente!)
Antonio Abbate                                                            il giorno 21/01/19
               

Anche io Annunziata Anna sono stata accolta in quel collegio e ricordo tutte le suore da te menzionate con affetto e nostalgia ricordo il tuo cognome Casella e ricordo ancora la canzoncina che tutte le sere prima d salire in camerata cantavamo ricordo il sorriso di Monsignore eccome aveva per ognuna di noi sempre una parola gentile anche io sono nonna e mamma e anche se vedova vado avanti con la fede trasmessa i dalle suore continua a proteggere me e la mia famiglia caro Monsignore! (su Un insegnante benefattore..., il professor Mastropaolo)
Annunziata Anna                                                           il giorno 07/12/18
               

Ottimo lavoro fatto nel 1911 nella cappella del SS. Sacramento nella chiesa di S. Domenico a Cerignola. (su Gennaro Raiano, uno scultore di talento, nato a Miano...!)
Unknown                                                                       il giorno 23/11/18
               

Vicus, bella idea, sei impareggiabile (su Villaggio di Piscinola, Sezione San Carlo All'Arena, anno 1913: Rapporto di viaggio!)
Unknown                                                                       il giorno 14/10/18
               

Abito al frullone mi e piaciuto molto questo piscinola.blospot.com. Tutto questo leggere e vedere le immagine de come eravamo molti anni fa con quei bei luoghi mi e venuto un senso di commozione e gioia. Pur non essendo di questo luogo, nato al vomero con gli avi di capodimonte. Mi e piaciuto molto leggerli; congratulazione ciaoooooooo (su Garrittone, Frullone e Piscinola: l'etimologia storica di Domenico Chianese...)
Unknown                                                                       il giorno 22/07/18
               

La bella dedica ricevuta dallo scrittore e storico di Mugnano, Carmine Cecere, ha una valenza particolare, perchè so con quanta passione e amore Egli cerca di promuovere, con iniziative, opere e saggi storici per la sua Mugnano. Egli è un esempio da imitare, a iniziare da me. Grazie Carmine! (su A Piscinola, il maestro Don Beniamino Montesano impartisce lezioni di musica a tutti!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 01/07/18
               

Ce ne fossero di personaggi come il nostro Salvatore Fioretto, il quale, con il suo impegno, porta a galla il ricco passato di una terra martoriata come la sua amata Piscinola. Continua così, non mollare!!! (su A Piscinola, il maestro Don Beniamino Montesano impartisce lezioni di musica a tutti!)
Carmine cecere                                                              il giorno 28/06/18
               

Salvato’, sei grande, nella tua ricerca dimostri ogni volta che pubblichi qualcosa, che hai il fiuto di un cercatore di tartufi. (su Il pittore del "mare turchino", il maestro Giuseppe Chiarolanza)
Enzo tomo                                                                     il giorno 21/05/18
               

Bellissimo (su I grandi artisti dell'Area Nord di Napoli: il pittore Gaetano Bocchetti di Miano)
Enzo tomo                                                                     il giorno 21/04/18
               

Grazie, occorre encomiare anche l’autore dell’articolo, che è Pasquale di Fenzo. (su Un "Nuovo Cinema Paradise"... anche a Piscinola!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 02/03/18

Mimmo ha aggiunto un altro bel tassello al puzzle Amarcord iniziato da Salvatore. (su Un "Nuovo Cinema Paradise"... anche a Piscinola!)
Studio Selis                                                                    il giorno 01/03/18

Grazie sin Rosario per il suo bel commento, che ci incoraggia a continuare il progetto. (su Un uomo di pace… Padre Juè)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 19/02/18
                             

Mi chiamo Onorato Rosario Antonio e sono nato nel 1956. Ho conosciuto questo sacerdote, quando ero poco più che bambino, grazie a mio padre Vincenzo, conoscente di Padre Juè. Ricordo le nostre frequentazioni della Chiesa Gesù Nuovo a Napoli, ricordo la figura per me imponente di questo religioso, la sua veste talare piena zeppa di bottoncini, ricordo la sua amorevole carezza e l’arancio che tirava fuori da una tasca per farmene dono. Poi, ci siamo trasferiti altrove ma, il suo ricordo non mi ha mai lasciato. Più volte ho provato a rintracciarlo ma, desistevo perché non avrei saputo cosa dirgli, come presentarmi; forse mi intimoriva. L’ho fatto, poi, troppo tardi, dopo la sua morte e da lì ho cominciato a cercare qualunque notizia su di lui, ma sempre con nessun risultato. Oggi per caso sono capitato su questo blog e con grande commozione ho rivisto in foto Padre Jue ed ho potuto leggere di lui, di quanto fosse grande, di quanto fosse sincero mio padre nel raccontarmi di lui. (su Un uomo di pace… Padre Juè)
Onorato Rosario Antonio                                              il giorno 18/02/18
               

E' sempre un piacere leggerti, a tratti sei poetico (su Pioppi e Salici, per una terra feconda di essenze, al servizio dell'uomo)
vincetomo                                                                      il giorno 29/01/18
               

Vedo che nel datato esposto inerente alla T. Tasso vada ricordata la Signorina Staffa...non si sposò; mai dedicando la sua vita ai ragazzi...una volta mia madre indiscretamente gli chiese come mai non si sposava e lei rispose una si sposa per avere dei figli giusto? E mia madre annuì; e lei... accarezzandomi la testa disse guardi quanti figli ho indicando i miei coetanei con grembiulini di una tinta ma di varie sfumature. (su La scuola Torquato Tasso.... e quei magnifici insegnanti di tanto tempo fa...!)
Giovanni Serra                                                               il giorno 20/01/18
               

Io sono di Arzano e sono molto affascinato dalle notizie riportate in questo blog. Sicuramente i nostri avi hanno vissuto un epoca molto migliore e goduto il territorio nella sua essenza più originale; sono sempre più convinto che il punto di non ritorno sia databile intorno alla metà degli anni 60 con le prime invasioni “napoletane”? (su Via Miano Agnano: la prima tangenziale di Napoli...)
Pazienza                                                                         il giorno 16/10/17
               

Bellissimo e verace racconto, dove ogni parola riporta alla mente il nostro passato bucolico. Raramente il lettore si immerge nei racconti ancestrali di uno sperduto borgo rurale, ma in questo caso l’intensa trasposizione fa da volano ai ricordi e alla fantasia che si viveva da ragazzini. (su "Cerasiello e Palummiello, quando l'amore puro travalica la natura dell'essere")
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 15/08/17
               

Bellissimo racconto dei tempi andati dove ogni parola è fucina di nostalgia. Rivivere quelle atmosfere riempie il cuore di malinconia perché la magia del passato è irripetibile... in questa via Gluck napoletana. (su Angolo poetico del venerdì: Un ricordo della festa del SS. Salvatore a Piscinola, di A.M. Montesano)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 05/08/17
               

Salvatore Fioretto ti sono grata che mi hai riportato Padre Bianco e Piscinola nella mia vita. Padre Bianco il SUPER Pastore, il carissimo fratello, il grande amico. Padre Bianco e don Severino hanno servito la nostra comunità con grandissimo amore ed esempio. Sono eternamente grata a Gesú per averci dato due preti che hanno servito con gioia e amore. Fernanda Fioretto-Piwowar in Arlington,VA USA (su Un prete fratello... Don Francesco Bianco)
Fernanda Fioretto - Brooke Northrip                              il giorno 21/03/17
               

Salve, sono Mimmo Rosiello, originario di Piscinola dove ho vissuto fino a 27 anni, figlio di Pasquale Rosiello e Domenica Palladino, morta il 4 dicembre 2015 in via Vittorio Veneto 159, sono un giornalista e vi scrivo solo per aggiungere al magnifico servizio che, in quel periodo, esisteva un quarto Cinema: il Vittoria (meglio conosciuto come (‘o pidocchiett) e si trovava a 50 metri oltre l’incrocio di Miano (dove una volta stava il manicomio). Da ragazzi ci si recava spesso, poiché era il più economico di tutti gli altri, però si rischiava di uscire con i pidocchi in testa. Cordiali Saluti (su Un "Nuovo Cinema Paradise"... anche a Piscinola!)
Calvizzanoweb                                                               il giorno 19/03/17
                

BISOGNEREBBE PARLARE E RICORDARE CON MAGGIOR FREQUENZA DI QUESTI BRIGANTI CHE IO DEFINISCO EROI IN QUANTO DISPOSTI AD AFFRONTARE FORTI DISAGI FINO ALLA MORTE PUR DI CACCIARE VIA L’INVASORE. (su Il brigante partigiano, Alfonso Cerullo....)
Anonimo                                                                        il giorno 22/11/16
               

Alfonso è un amico d’infanzia, siamo coetanei. Abitava a via Ramaglia (oggi via Aganoor) a pochi passi da me. Marianella nel 1961 era zona di espansione di Napoli come lo è stato Giugliano in anni più recenti. Lui nativo ed io proveniente, come tanti altri, dal centro di Napoli. Se si vuole potrei raccontare simpatici aneddoti e ricordi di allora.  (su Quando i campioni nascono anche in periferia...! Alfonso Di Guida)
https://www.facebook.com/alfredo.ferraro.5                il giorno 10/07/16
               

Le suore di quel periodo erano sr. Eleonora la boss sr. Cecilia la superiora a me molto cara e mi viene sempre in sogno...sr. Geltrude e sr. Albina le assistenti sr. Franceschina la sagrestana e sr Giuseppina la cuciniera...m’ha insegnato tante cose capare le verdure, scegliere il riso. Preparava dei buoni manicaretti...sr. Bernadetta... la suore delle piccole..., perdonate se mi sono dimenticata di qualcuna... fui trasferita all’istituto S. Rita dove mi sono diplomata maestra e poi ho insegnato dalle suore a roma..oggi sono mamma e nonna.. chiedo a monsignore di proteggere i miei figli come lui ha fatto con noi...dio che nostalgia!!!mi sto commuovendo !!! (su Un insegnante benefattore..., il professor Mastropaolo)
Casella elena                                                                  il giorno 18/06/16 
               

Sono un ex orfanella accolta nell’Istituto nell’agosto del 1959… Ricordo con tanto affetto il periodo che ho trascorso al tempo di monsignore...mi viene in mente quando prima di andare a letto salutavamo monsignore con una canzoncina gli baciavamo la mano e lui aveva pronto un formaggino di cioccolata… Io ero incaricata a pulirgli la stanza ...non dimenticherò mai i giorni della sua dipartita...un grande vuoto… Oggi una preghiera (su Un insegnante benefattore..., il professor Mastropaolo)
Casella elena                                                                 il giorno 18/06/16
               

Bellissimo racconto della cosiddetta vita bucolica dei nostri territori (su I tesori perduti della Selva di Chiaiano: la grotta e la fontana 'e Maletiempo, del dott. gen. Giovanni Baiano)
Vittorio Zetadue                                                           il giorno 21/05/16
               

Stupenda rivisitazione dell’amico Giovanni, che è sempre innamorato della sua terra!! (su I tesori perduti della Selva di Chiaiano: la grotta e la fontana 'e Maletiempo, del dott. gen. Giovanni Baiano)
Romano Rizzo                                                              il giorno 21/05/16
               

Peccato che nessuno di quelli che contano nel campo della cultura apprezzi chi inizia dal basso e dona con passione, e con numerosi sforzi, il frutto di ricerche atto ad appagare la fame di conoscenza, in special modo di tutti quelli che desiderano di riappropriarsi delle proprie radici, le storie che hanno fatto la storia italiana e di questo nostro territorio. Complimenti a Salvatore Fioretto per il blog (su Storico, scrittore, poeta, musicista... Carmine Cecere)
Carmine Cecere                                                              il giorno 29/02/16
               

Grazie Antonio, la mia soddisfazione sarà di sapere che questo spaccato di storia della mia terra non venga disperso... Grande terra! (su Mons. Salvatore Cavallo, storpiato si trascinava per le strade, per aiutare i suoi poveri...)
Salvatore Fioretto                                                         il giorno 20/02/16 
               

Grande il nostro Salvatore... sempre pronto a deliziarci con i suoi scritti! (su Mons. Salvatore Cavallo, storpiato si trascinava per le strade, per aiutare i suoi poveri...)
Antonio Sannino                                                           il giorno 20/02/16
               

Saudade, uso questo termine portoghese perché nella poesia della Zazzaro ho intravisto una solitudine nostalgica che però amplia questa etimologia. E’ come la poetessa conforti la sua solitudine, con un sentimento speciale capace di comprendere, significare e spiegare così il suo stato d’animo che diventa del lettore. Lei lo trascina oltre la nostalgia, carica i suoi versi di un misterioso desiderio che diventa nostro intimo pensiero che, intuitivamente, crediamo sapere bene e sentiamo esistere ancora prima di conoscerne l’esistenza. E’ sentimento indefinibile, misterioso e poetico che da sempre ci pervade l’anima, come se, vedendo ancora adesso i nostri cari, partire sull’immanità dell’oceano della morte, la nostra anima eleva un disperato, muto canto di speranza di rivederli. Non sappiamo da quale nascosta regione del cuore, della mente o dell’anima, viene questa “saudade”; talvolta possiamo spiegarcela meglio accostandola a quella sorta di trasmissione del pensiero, mutuata da (su Un animo poetico.... Maria Rosaria Zazzaro)
Luigi Sica                                                                       il giorno 02/02/16
               

Stupenda descrizione e dettagliato racconto nostalgico. Grazie di questi ricordi. (su La grande umanità di un piccolo mondo antico: Piscinola... di Pasquale di Fenzo)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 13/12/15


Molto interessante è pieno di storia, questo racconto ci fa riflettere sulle radici orami perdute ma che vivono nei cuori di pochi paladini (su Piscinola e Marianella... la terra della musica...! (parte prima)) 
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 08/11/15
               

Molto toccante nel finale bel ricordo su I commercianti e gli ambulanti di Piscinola, dai ricordi di Luigi Sica (II^ parte) 
Massimo De Stefano                                                      il giorno 14/09/15
               

La ringrazio molto, dott. Fioretto, per lo studio da lei dedicato all’encomiabile operato dei Meuricoffre e all’attenzione prestata alla mia pubblicazione. su A Piscinola, il cotone o un acquedotto...!? I Meuricoffre 
Elio Capriati                                                                   il giorno 13/09/15
               

DA RICORDARE O SANNACCHIAR CHE PER L’OCCASIONE METTEVA I TAVOLINI FUORI ALLA CANTINA E SERVIVA A ZUPP E COZZCH (su Angolo poetico del venerdì: Un ricordo della festa del SS. Salvatore a Piscinola, di A.M. Montesano.)
In risposta a: i ricordi di Anna Maria Montesano, sono bellissimi ed aggiungo pieni di un poesia che viene da una splendida malinconia che mi riporta agli inizi delle belle favole. C’era una volta. Grazie di cuore Annamaria, dovresti scrivere più spesso di queste memorie. Luigi Sica (‘o  tabbaccaro),
SALVATORE SEVERINO                                             il giorno 24/08/15
               

Grazie per l’intervento molto gradito. Il libro fortunatamente siamo riusciti a trovarlo. Siamo contenti della pubblicazione in e-book dell’opera e invitiamo tutti i lettori a leggerlo, perché non rimarranno delusi, grazie dott. Capriati. (su A Piscinola, il cotone o un acquedotto...!? I Meuricoffre)
Salvatore Fioretto                                                           il giorno 01/08/15
               

Ho letto con grande piacere l’articolo perché contribuisce a mantenere viva la memoria sul prezioso contributo fornito dalla comunità svizzera allo sviluppo economico e sociale di Napoli e del Mezzogiorno. Sulla meravigliosa famiglia svizzero-napoletana scrissi anni fa un romanzo storico la cui edizione cartacea è esaurita. Allora ho pubblicato l’opera in e-book con l’editrice digitale di Amazon: http://www.amazon.it/gp/product/B00DXLRYHU?keywords=elio%20capriati&qid=1438464553&ref_=sr_1_1&sr=8-1 (su A Piscinola, il cotone o un acquedotto...!? I Meuricoffre)
Elio Capriati                                                                    il giorno 01/08/15
               

Grazie Vincenzo della segnalazione: certo, c’era anche quella anche se non molto nominata, come c’erano tante altre anche in via V. Emanuele e in via del Plebiscito. Abbiamo integrato il post con queste ulteriori locus. Grazie ancora (su I luoghi di Piscinola, di ieri e di oggi.... II^ parte) 
Salvatore Fioretto                                                            il giorno 18/07/15 
               

Te si’ scurdato ‘a venella ‘e sott’’a chiesa (su I luoghi di Piscinola, di ieri e di oggi....II^ parte)
enzo tomo                                                                        il giorno 18/07/15 
               

Superbo è prezioso omaggio ad un grande artista della nostra natia terra. Sarebbe interessante anche come curiosità storica sapere in che via o zona nacque, (su Peppe Lanzetta: attore, scrittore, poeta, pittore, drammaturgo…)
Vittorio Zetadue                                                               il giorno 04/07/15
               


Salvatore, leggendo il racconto ti assale un misto di rabbia e commozione... in ogni caso grazie per il fatto che ci regali sempre “emozioni“; nel leggere i tuoi scritti. Un abbraccio. (su Giuseppina, la fanciulla del perdono...! 2^ parte)
Antonio Sannino                                                             il giorno 27/06/15 
               


Sempre interessanti questi articoli storici. Grazie per renderci coscienti delle nostre origini (su Bike and passion...! La bella storia del ciclismo a Piscinola e nell'Area Nord di Napoli!)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 02/06/15
               

Gentile Curatore del Blog, Gentile Sig. di Fenzo. Ho letto con molto sentimento quanto avete rivolto e dedicato al “Vostro” amico e compagno di vite, dott. Lapenna. Non Vi nascondo che mi avete fatto percepire brividi di malinconia e di stima per una figura che non ho conosciuto ma che mi avete fatto conoscere. Un caro saluto a Voi ed alla famiglia del compianto “dottore de’puverielli”.... (su Un medico molto familiare...! Il dott. Lapenna Giuseppe)
Anonimo                                                                         il giorno 22/05/15
               

Letto tutto d’un fiato. Emozionante racconto (su Quando la scuola Tasso divenne una caserma...)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 03/05/15
               
Sempre interessanti spunti storici che accendono i ricordi di chi é nato in questa terra (su Dove passò lo straniero...! Giovanna Altamura)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 20/02/15
               

Grazie, Enzo del tuo apprezzamento e delle parole che mi spronano a continuare. Continuerò sicuramente il lavoro di ricerca e di rivalutazione della storia di Piscinola. (su La boxe nel sangue... Pasquale De Stasio)
Salvatore Fioretto                                                           il giorno 31/12/14
               

Sapevo che pasquale era stato boxeur, ma non ne conoscevo la storia nei dettagli, grazie. ti esorto a continuare le tue ricerche (su La boxe nel sangue... Pasquale De Stasio)
enzo tomo                                                                       il giorno 31/12/14
               

Grazie per l’intervento, ma delle canzoni natalizie abbiamo ampiamente parlato nello scorso Natale, ti consiglio di leggere qui: https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4831116784894940048#editor/target=post;postID=9032587517853298023;onPublishedMenu=posts;onClosedMenu=posts;postNum=44;src=postname (su Natale alfonsiano e. Marianella...!)
Salvatore Fioretto                                                           il giorno 14/12/14

Da annoverare anche la famosa “tu scendi dalle stelle”, nota in tutto il mondo (su Natale alfonsiano e... Marianella...!)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 14/12/14
               

Caro Vincenzo, lasciamo che la cultura e il tempo lavorino per questa causa... ciao (su Un medico deputato... Raffaele Chiarolanza!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 12/11/14
               

Caro Salvatore, che ne dici di costituire un comitato per dedicare la piazza al professore? (su Un medico deputato... Raffaele Chiarolanza!)
vincenzo tomo                                                               il giorno 12/11/14
Ottima ricostruzione storica. Mai mi sarei aspettato che la storia di Villa Russo fosse così antica. Complimenti e soprattutto grazie (su Ambiente e psiche.... (1^ parte) La Villa Russo di Miano)
Anonimo                                                                        il giorno 28/10/14
               

Al momento sarà disponibile all’acquisto durante la presentazione di giovedì prossimo. Successivamente su richiesta online a: fiore.salv@libero.it. (su C'era una volta... la Piedimonte! Annuncio dell'avvenuta pubblicazione del mio libro...)
Salvatore Fioretto                                                           il giorno 09/10/14
               

Come e dove si può ordinare il libro? (su C'era una volta... la Piedimonte! Annuncio dell'avvenuta pubblicazione del mio libro...)
Anonimo                                                                         il giorno 08/10/14
               

Davvero molto interessante. Ero a conoscenza del fatto che questi autobus furono utilizzati sulla Linea 1 Rossa e su 106, ma non sapevo affatto dell’esistenza di questa Linea 133 che faceva capolinea a San Rocco. Grazie mille! (su Un "bipiano" per San Rocco...!)
Anonimo                                                                        il giorno 10/09/14
               

E’ l’Istituto in cui lavoro da oltre 26 anni, ho visto il suo splendore e il suo declino, purtroppo questo Istituto sta morendo, abbiamo avuto un crollo di iscrizioni, solo nella scuola Secondaria di I grado ci sono stati 8 Docenti perdenti posto e come ciliegina sulla torta stiamo senza Dirigente (su Una scuola modello...! La scuola media "Salvo D'Acquisto" di Miano)
Concetta Silvestri                                                           il giorno 28/08/14
               

... Una lacrima... un po’ di magone, mentre scorrevano piano le immagini della natia terra, chiamata ancora “villaggio”; alle prime luci del XIX secolo. Quanti ricordi di quelle feste in onore del Santo Patrone SS. Salvatore e quanta nostalgia del tempo che fu, dove i rapporti umani erano legati dal comune senso di appartenenza. Un vincolo che era spesso di sangue tra le storiche famiglie che risiedevo in quei luoghi già nel XXIII secolo; come da fonte dei registri custoditi nella locale chiesa dedicata al SS. Salvatore. Ora come tutte le cose è avvenuta una trasformazione, si sono quasi perse le radici storiche. Questo per vari motivi, tra cui lo spostamento di parte dei nativi in quartieri “più centrali”; della città e la contemporanea migrazione interna di parte della popolazione delle varie provincie napoletane in quei agglomerati di grattacieli che furono costruiti nelle aree prima dedicate all’agricoltura locale. Terre chiamate come “Abbascio all’Acquarone”; o “Fore ‘o Canciello”; (su Dalla letteratura e da Internet...Un ricordo della festa del Salvatore...)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 06/08/14
               

Interessante e dotto articolo che con i suoi cenni storici ci fa rivivere la primavera della nostra spensierata gioventù “piscinolese”; dove i racconti dei vecchi del “villaggio”; avevano il profumo agreste delle incontaminate campagne che circondavano la nostra terra. (su Dalla letteratura e da Internet...Un ricordo della festa del Salvatore...)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 06/08/14
               

Grazie cari lettori, i vostri consensi ci spronano a continuare, facendo meglio... (su Una terra di Santi, ...poeti, giuristi e navigatori... e di patrioti! (II^ Parte))
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 20/07/14
               

Interessantissimo davvero anche perché sono un autentico appassionato della Repubblica Napoletana del 1799 (su Una terra di Santi, ...poeti, giuristi e navigatori... e di patrioti! (II^ Parte))
Anonimo                                                                        il giorno 20/07/14
               

Interessante e dotto articolo (su Una terra di Santi, ...poeti, giuristi e navigatori... e di patrioti! (II^ Parte))
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 19/07/14
               

Interessante squarcio storico (su Memoria storica del Casale di Pollanella)
Vittorio Zetadue                                                             il giorno 13/07/14
               

Gran bell’articolo. Complimenti! E soprattutto viva la “Piedimonte”!! (su Esattamente cent'anni....il 30 giugno 1914 il treno a vapore giungeva a Piedimonte!)
Anonimo                                                                        il giorno 09/07/14
               

Il ponte sta nella parte fuori dell’Eremo, si trova sulla stradina che costeggia il Vallone San Rocco, lato Miano, da esso si vede la valle e le abitazioni di Miano vecchia. Prova a percorrere i sentieri verso il confine e fammi sapere. ciao (su Quel ramo del Bosco che guarda a settentrione....!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 28/06/14
               

Non mi è ben chiaro come si arrivi al ponte di Miano. E’ necessario entrare nell’Eremo (leggi: è impossibile accedervi)? Grazie (su Quel ramo del Bosco che guarda a settentrione....!)
Flapane                                                                          il giorno 28/06/14 
              

Caro Salvatore, sei preziosamente impagabile nel renderci edotti di queste antichissime e nobili tradizioni. Leggerle mi pasce l’anima che improvvisamente, non più sola, si trova in compagnia di tante anime che chiedono d'essere ricordate nei loro ricordi, che sentiamo istintivamente e caramente nostri. Se la ciliegia ha origini armene ebbene io sono armeno pecché a cerasa me piace assaie. Ciao Sal da Gigino Sica (su 'E ccerase.... 'e ccerase...!!!!) 
Gigino Sica                                                                    il giorno 21/06/14 
               
Mi piace (su A.D. 1679...e fu libertà...!!)
Anonimo                                                                        il giorno 30/05/14
               

Grazie all’amico Giggino Sica (‘o tabaccaro), ecco la ricetta del tortano doce piscinolese: INGREDIENTI x 3 casatielli: 1 kg. di farina; 8 uova (albume e tuorlo insieme); 250 gr. di margarina o burro come meglio piace; mezzo kg. di zucchero, 1 quarto di lette intero; 2 pezzetti di lievito, 1 presa di anice; buccia di limone grattugiata, 2 bustine di vanillina; una chiara d'uovo, una bustina di confettielli.. LAVORAZIONE - 1): Impastare ben bene il tutto escluso la chiara d'uovo e i confettielli 2) dividere l'impasto in tre teglie a bordo alto. Coprire con lana e lasciar crescere per 12 ore. Quando la crescita è giunta al punto giusto, infornare a 180 gradi per un’ora. A cottura avvenuta sfornare, pennellare le cupole con la chiara d’uovo, aspergervi sopra i confettielli e rimettere in forno per 10 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e poi mangiare. P.S. E’ più buono nei giorni seguenti inzuppato in latte od orzo. PASQUALE DI FENZO (su Aromi piscinolesi...! (di P. di Fenzo))
Pasquale di Fenzo                                                           il giorno 30/04/14
               

Che ricordi abbascio Miano (su Abbascio Miano e i suoi mitici personaggi di un tempo!)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 21/04/14
               

Preciso e dattagliato racconto. Grazie.Felici Sante Feste (su L'Eremo del Salvatore.... I Camaldoli di Napoli)
Vittorio Zetadue                                                              il giorno 21/04/14
               

E’ molto interessante, grazie! (su Garrittone, Frullone e Piscinola: l'etimologia storica di Domenico Chianese...)
Michele Arcopinto                                                          il giorno 12/04/14
               

Grazie (su Garrittone, Frullone e Piscinola: l'etimologia storica di Domenico Chianese...)
Michele Arcopinto                                                          il giorno 12/04/14
               

Alle muntagnelle andavo a giocare a pallone ... abitavo a poche centinaia di metri, su via Janfolla ancor prima via Agnano Miano. Di fronte alla “filosa”; ... quanti ricordi!! Grazie Massimo!! (su ... 'e Muntagnelle...! di Massimo de Stefano)
Massimo                                                                          il giorno 15/03/14
               

Vorrei rivedere tutte le foto della piazza di Piscinola da ‘o Capa a Chianca , ‘o Cape ’e coppe,  sott’’a Chiesa, a bascio Miano, e dint’’e giardinetti davanti ‘o Guardiano, dint’’o canciello da Piedimonte, a bascio all’Acquarone. Chi oggi e fortunato ad averle è un piacere pubblicarle per farle vedere Piscinola bella come era prima, saluti ai nativi di Piscinola (su 'A cantina 'e don Vincenzo Di Guida.... Da Piscinola a Posillipo... (Un racconto di Luigi Sica))
Tappezzeria manco                                                          il giorno 09/03/14
               

Don Vincenzo e suo fratello Peppe ‘o cantiniero, era grandi amici di mio padre. Ricordo quando mi recavo con la bottiglia a prendere tre quarte ‘e vino e ‘na gassosa, oppure un fiasco di ottimo olio pugliese che vendevano sfuso. (su 'A cantina 'e don Vincenzo Di Guida.... Da Piscinola a Posillipo... (Un racconto di Luigi Sica))
Pasquale di Fenzo                                                           il giorno 05/03/14

Ricordo benissimo Don Vincenzo e la sua cantina. Quel giardino sul retro che non si smetteva mai di giocare a bocce. Io ero piccoli a quei tempi ma ne serbo un bel ricordo. (su 'A cantina 'e don Vincenzo Di Guida.... Da Piscinola a Posillipo... (Un racconto di Luigi Sica))
Salvatore della Corte.                                                       il giorno 04/03/14
            
Mi chiamo Mario Moxedano, nato a Piscinola il 1950, ho frequentato questa scuola dalla prima elementare. C’è qualche coetaneo che potrebbe conoscermi? Mi farebbe piacere fare un passo nel passato (su Una scuola per tutti dall''800... Nel 1929 nasce la nuova scuola "Torquato Tasso"!) 
Mario Moxedano                                                             il giorno 25/02/14
               
Sono Salvatore Della Corte e vorrei aggiungere, se non ricordo male, che i ziti si vendevano sia confezionati con la carta blu e anche in quella rossa. (su L'acquedotto personale di don Vicienzo 'o Pazzariello...!)
Salvatore Della Corte                                                     il giorno 23/02/14
               

Grazie a te per aver creato questa bella pagina. pdf (su L'acquedotto personale di don Vicienzo 'o Pazzariello...!)
in risposta a: Grazie Pasquale, i tuoi commenti sono sempre eccellenti e a tema. Sei una vera fonte di notizie piscinolesi...Tvb., di Salvatore Fioretto.
Anonimo                                                                        il giorno 22/02/14
               

Grazie Pasquale, i tuoi commenti sono sempre eccellenti e a tema. Sei una vera fonte di notizie piscinolesi...Tvb. (su L'acquedotto personale di don Vicienzo 'o Pazzariello...!)
Salvatore Fioretto                                                          il giorno 22/02/14
               

Che nostalgia le fontanine pubbliche dove le nostre mamme andavano a riempire d’acqua i secchi di ghisa con l’interno stagnato, che erano presenti in ogni casa. L’acqua corrente non era ancora presente in tutte le case e tutti si servivano di questo “servizio pubblico” per i bisogni giornalieri della famiglia. Quando ci si imbatteva in qualcuno che riempiva una bagnarola per la “colata”, c’era una specie di tacita intesa che ti faceva passare d’avanti se dovevi riempire solo un secchio o una bottiglia. La “colata”, che qualcuno oggi potrebbe intendere come una estenuante e lunghissima seduta con la manicure per rinforzare le unghie, a quei tempi era una faticosissima operazione che consisteva nel lavare le lenzuola di tutta la famiglia, senza detersivi, ma servendosi di sapone di Piazza e Varrichina, e spesso usando la cenere come sbiancante. Ma tornando alle fontanine, provo a ricordare tutte quelle che erano dislocate per il territorio di Piscinola. Premesso che in.... (su L'acquedotto personale di don Vicienzo 'o Pazzariello...!)
Pasquale Di Fenzo                                                         il giorno 22/02/14
               

Luisella, la ricordo benissimo, abitavo Abbascio Miano, al numero 119 ...che bei ricordi (su "Luisella 'a pisciavinnela..." (Luisa la pescivendola))
Anonimo                                                                        il giorno 16/02/14
               

Bellissimo (su La storia di 'Ntuono e Cuncetta... di Abbascio Miano...!)
Anonimo                                                                        il giorno 09/02/14
               

Vicino alle montagnelle c’era la terra di zi' vicenzino, dove andavano a rubare la frutta direttamente dall’albero. M. Giaccio (su ... 'e Muntagnelle...! di Massimo de Stefano)
M. Giaccio                                                                     il giorno 09/02/14
               

Bellissimo racconto, come sempre. Però da parente acquisito, posso permettermi una piccola precisazione. Il negozio era detto delle “scarparelle”, al plurale. E il soprannome era dovuto al fatto che una avo delle sorelle zitelle riparava calzature. (su 'O Cap'e Coppa e le sue figure indimenticabili! Di AnnaMaria Montesano)
Anonimo                                                                        il giorno 08/02/14
               

Un bellissimo tuffo nel nostro passato offertoci magistralmente dal Salvatore. Pasquale Di Fenzo (su Abbascio Miano e i suoi mitici personaggi di un tempo!)
Pasquale di Fenzo                                                          il giorno 21/12/13
               

Salvatore, come sai non sono di Piscinola ma i tuoi racconti mi catapultano nel passato e mi fanno rivivere il tempo della mia spensierata giovinezza vissuta nel mio quartiere. Aspetto con ansia il prossimo e ti ringrazio e ti abbraccio per la condivisione dei tuoi ricordi che risvegliano i nostri. Sono fiero di essere tuo amico! (su Abbascio Miano e i suoi mitici personaggi di un tempo!)
Antonio Sannino                                                            il giorno 21/12/13
               

Caro Salvatore sensibile e romantico, purtroppo ci dobbiamo arrendere: il mondo cambia...e sempre in peggio; almeno così sembra a noi che conserviamo il ricordo di un passato che, forse, non era immune da piccole e grandi miserie ma è talmente impastato con i nostri anni belli che è diventato mitico! Ciao. (su Abbascio Miano e i suoi mitici personaggi di un tempo!)
AnnaMaria Montesano                                                  il giorno 20/12/13
               

Annamaria mi hai fatto tornare indietro nel tempo con un pizzico di nostalgia, eravamo felici con poco (su 'O Cap'e Coppa e le sue figure indimenticabili! Di AnnaMaria Montesano)
Robertomarchiafava                                                      il giorno 15/12/13
               

Grazie Pasquale infondo le muntagnelle erano di tutti i ragazzi Piscinolesi (su ... 'e Muntagnelle...! di Massimo de Stefano)
in risposta a: Bei ricordi Massimo. Sulle muntagnelle ricordo anche interminabili partite di pallone ed erano il nostro rifugio lontano dagli occhi delle famiglie quando facevamo filone a scuola. P.le Di Fenzo, di Anonimo.
Massimo De Stefano                                                     il giorno 12/12/13
               

Bei ricordi Massimo. Sulle muntagnelle ricordo anche interminabili partite di pallone ed erano il nostro rifugio lontano dagli occhi delle famiglie quando facevamo filone a scuola. (su ... 'e Muntagnelle...! di Massimo de Stefano)
P.le di Fenzo                                                                  il giorno 10/12/13
               
Caro Pasquale, il sassofonista è mio fratello Peppe. Ora hai capito chi sono? Ciao. (su "Anni ’60: ricordi di scuola" di Anna Maria Montesano)
Annamaria Montesano                                                  il giorno 08/12/13
               

Grazie, Pasquale. Il 110 ci accomunava tutti in una storia simile; in questo modo, chi legge si rispecchia in quello che ho raccontato: era questo il mio scopo. (su "Anni ’60: ricordi di scuola" di Anna Maria Montesano)
AnnaMaria                                                                    il giorno 07/12/13

Fine parte I
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L'elenco delle testimonianze e dei commenti trasmessi alla redazione di "Piscinolablog", continua nella seconda parte, che sarà pubblicata a breve. 
Salvatore Fioretto