domenica 30 marzo 2025

Un "Museo del ricordo per Piscinola e Marianella"... la storia della kermesse di "Aspettando Maggio dei Monumenti 2004"!


Quella che sto per raccontare è stato un evento culturale svolto a Piscinola, a cui ho partecipato assieme a un nutrito e motivato gruppo di amici e di concittadini, tra la fine dell'anno 2003 e i primi mesi del 2004.
Tutto ebbe inizio nell'autunno del 2003. Un pomeriggio incontrai per caso
la mia amica e insegnante Rosa Bianco. Tra le cose che ci dicemmo, gli mostrai la mia disponibilità a partecipare agli eventi culturali che organizzava l'associazione di cui lei era vicepresidente, che si chiamava "Scenari Nascosti, per un'arte clandestina". L'associazione era stata fondata dall'attore Lucio Michetti, originario di Giugliano.
Pochi mesi dopo fu da lei invitato a partecipare a un concorso di nuove poesie, che l'associazione aveva indetto, dedicato ai poeti emergenti del territorio. Partecipai senza esitazione, componendo per l'occasione la mia prima poesia, che s'intitolava: "'A via d''o Salvatore". L'evento si svolse nei locali dell'Associazione "Il Cenacolo", in via Vittorio Veneto. La poesia che fu da me letta in pubblico ebbe un bel riscontro di pubblico. Successivamente, sempre Rosa Bianco, mi riferì che il presidente dell'Associazione, Lucio Michetti, aveva ideato un bel progetto, che comprendeva tra l'altro degli incontri periodici con gli anziani, la raccolta di foto e di cimeli, il tutto finalizzato ad ideare una sorta di "Museo del ricordo", che riguardasse i due antichi quartieri di Marianella e Piscinola.
L'idea mi piacque molto, anche perché ricalcava un po' l'innata mia passione per il folclore e per la storia locale dei borghi e dei casali. Nel mese di gennaio successivo, iniziammo a organizzare gli incontri con gli anziani.
Ricordo che parteciparono tanti personaggi notabili e di spessore dei due quartieri, tra gli altri: don Salvatore Nappa, originario di Piscinola e parroco di Marianella, il diacono e storico Franco Biagio Sica, il professore Franco Quinterno, il superiore dell'arciconfraternita del SS. Sacramento di Piscinola, Francesco della Corte, l'imprenditore  Francesco Bianco e l'insegnante Natale Mele. Furono realizzati tre incontri, in orario serale. Ricordo che le testimonianze che raccogliemmo in questi incontri accesero un'ondata di entusiasmo tra i soci dell'associazione, che comprendeva, oltre a Michetti e a Rosa Bianco, anche Antonio Culiers, il pittore Luigi Russo e la signora Rosiello, moglie di Michetti; a questi poi si aggiunsero: lo scrittore e musicista Salvatore Nappa e lo scrittore Carmine Montesano.
Intanto iniziarono ad arrivare le prime foto e i cimeli messi a disposizione da vari donatori del territorio. Carmine Montesano, che era anche dirigente della Virtus Piscinola, mise a disposizione l'archivio fotografico della storica società di basket piscinolese. Francesco Della Corte portò alcune rare foto della storica banda di Piscinola (superlativa fu la foto del 1920 con la banda Piscinola del maestro Piccolo che posava davanti alla stazione della Piedimonte di Piscinola), e ancora diverse foto storiche dell'Arciconfraternita del SS. Sacramento. Man mano che trascorrevano le settimane questo materiale fotografico e storico iniziò a pervenire sempre con maggior frequenza. Ci fu un concorso generale di partecipazione tra i piscinolesi e i marianellesi e il materiale raccolto fu veramente consistente!
Ricordo anche il contributo di padre Francesco Bianco, che mise a disposizione alcune foto storiche della Chiesa del SS. Salvatore e del dott. Franco Biagio Sica, che condivise dei bozzetti, degli scorci di Piscinola antichi e diverse foto in bianco e nero, che erano state eseguite per realizzare il suo libro "Storia della mia terra". Padre Nappa donò diverse copie del libro Marianella con la sua chiesa nella storia, scritto dai giovani dell'Azione Cattolica di Marianella.
Raccogliemmo foto anche da comuni cittadini, che le conservavano negli album di famiglia. Ricordo il contributo di Sabatino Palladino, della signora Palladino, della famiglia di Rosa Bianco, del sig. Mario Cascella, di Giovanni Salzano e anche quelle della mia famiglia.
Il progetto di Lucio Michetti era ambizioso e prevedeva la realizzazione di una mostra estemporanea riguardante i due quartieri di Piscinola e Marianella, che facesse un po' da volano, con la sua forza divulgativa, per la creazione di un museo stabile del ricordo, il tutto finalizzato a rinsaldare la memoria storica e civica dei territori e rialimentare una coesione comunitaria antica. Il "Museo" doveva essere un contenitore di testimonianze, scritte e orali, di arte visiva e fotografica, di cimeli e di altre testimonianze raccolte, affinché la memoria civica fosse rinsaldata e coltivata con costanza e competenza.
Gli scrittori Salvatore Nappa e Luigi Sica consentirono la stampa della fiaba da loro scritta, intitolata "Il mago nel pozzo", che poi divenne una sorta la brochure della mostra.
Io mi proposi quindi di curare la parte grafica della mostra. Iniziai a scannerizzare tutto il materiale fotografico raccolto, cercando di restaurarlo con il programma "Photoshop", e successivamente stamparlo su supporti cartacei attraverso il plotter. Insieme all'insegnante Rosa Bianco iniziammo a ideare il percorso espositivo della mostra. L'intenzione era quella di realizzare un percorso che accompagnasse i visitatori secondo un ordine cronologico e a tema, curando l'esposizione degli argomenti, con scritti e foto. Provvedemmo quindi a scrivere i testi delle didascalie, a trascrivere le testimonianze precedentemente raccolte dagli incontri con gli anziani, a eseguire le ricerche storiche e gli approfondimenti tematici, attraverso la consultazione dei testi e delle fonti storiche e di altro ancora.
Intanto Lucio Michetti rimase affascinato dalla leggenda della Madonna delle Grazie, che avevo appreso da mio padre e raccontai nelle riunioni dell'associazione. Fu tanto colpito che decise di scrivere un testo da declamare come un cantastorie, durante la cerimonia di inaugurazione della mostra, con la realizzazione di un tabellone con i quadri raffigurativi della leggenda, proprio come facevano gli antichi cantastorie popolari!
Fu inoltre deciso di invitare alla prima serata inaugurale una compagnia folk di Giugliano che si chiamava Damadakà.  Questo gruppo era composto da giovani musicisti che da pochi anni avevano iniziato un percorso artistico di recupero della tradizione musicale folk dell'agro aversano-giuglianese, con la riscoperta di villanelle, cantate, nenie antiche e canti 'a ffigliola, in gran parte sconosciuti alle giovani generazioni.
Alcuni giorni prima dell'evento, Michetti insieme a Russo e Culiers disegnarono e fecero realizzare i pannelli espositivi della mostra in legno, pensati come dei libri aperti a metà, che cosi disposti consentivano di avere un ampio spazio per esporre le foto, in tutti i quattro lati che si creavano. Furono realizzati quattro di questi pannelli, che erano alti due metri e larghi tre. Michetti riuscì anche a farsi prestare altri tabelloni  espostivi di legno, mentre la Circoscrizione di Piscinola-Marianella mise a disposizione alcuni tavoli pieghevoli e delle sedie.
Le tavole con le foto furono stampate a colori su fogli di carta formato A1; ogni tavola conteneva una, due o più foto, alquanto ingrandite. Realizzammo anche una sezione espositiva con gli attrezzi agricoli e gli utensili domestici antichi di uso comune; molti furono messi a disposizione dalla mia famiglia, ma anche dalla famiglia Bianco e da un contadino di via Madonna delle Grazie, che non ricordo il nome. Per ogni oggetto antico esposto, provvidi a stampare una didascalia con sopra riportato, sia il nome in italiano che quello in vernacolo locale.
Preparammo anche una sezione di poesie scritte in vernacolo, dedicate a Piscinola e a Marianella.
Ricevemmo intanto l'autorizzazione da parte della società Metronapoli per poter occupare l'atrio libero d'ingresso della stazione della metropolitana di Piscinola.
Ricordo la fatica intrapresa da tutti i soci e collaboratori per l'allestimento della mostra. Donato Culiers e Luigi Russo si diedero un gran da fare a montare i tabelloni e per incollare le tavole che avevo preparato e fatto stampare precedentemente. Rosa provvide a incollare le didascalie e le guide narrative, che introducevano i vari argomenti. Queste schede furono inserite sul margine sinistro di questi tabelloni, come se fossero stati dei segnalibri di un fantasioso libro dei ricordi... L'obiettivo era quello di accompagnare passo passo i visitatori nelle varie sezioni narrative sviluppate, come se si stesse sfogliando le pagine di un libro...
Alla fine dell'allestimento il colpo d'occhio che si creò fu davvero bello e affascinante! Coprimmo ogni spazio disponibile dell'atrio della stazione, sia del pavimento che delle pareti.
Il percorso espositivo era cosi costituito:
- fonti storiche con i testi che raccontavano la storia dei due quartieri.
- monumenti, casa natale di Sant'Alfonso e le due chiese di Piscinola e Marianella;
- foto di vita nelle campagne e di contadini;
- foto di vita nei cortili e nelle strade;
- vedute e cartoline antiche;
- feste popolari e tempo libero;
- sport (il calcio, la Virtus Piscinola, il pugile Cossia e le gare di ciclismo organizzate da De Lise;
-musica e spettacoli, con
la Banda Musicale di Piscinola, i complessi degli Showmen e dei Wanted Group. 
L'ultimo pannello era dedicato alle foto dei due Quartieri, così come si presentavano in quell'anno 2004.
Una giovane pittrice, che era stata allieva del maestro di Luigi Russo, realizzò un tavolato polittico, con la raffigurazione delle scene della leggenda della Madonna delle Grazie di Piscinola, da utilizzarsi per la rappresentazione del cantastorie, a cura di Michetti.
Giunse il giorno dell'inaugurazione. Ricordo i vari discorsi introduttivi: quelli di Lucio Michetti, di Padre Nappa, di Franco Biagio Sica e dei rappresentanti della Circoscrizione. Furono poi offerte delle pizze rustiche al pomodoro, cotte in un forno di Piscinola. Per il brindisi inaugurale offrii il mio vino, declamando la mia poesia "'O vino 'e Piscinola"!
Ricordo l'interesse che mostrarono i visitatori della mostra, cosi come la commozione degli anziani e la curiosità dei tanti giovani, che osservavano le foto e leggevano i commenti e le didascalie.
Nel pomeriggio del giorno inaugurale il gruppo folk Damadakà iniziò l'esibizione all'esterno per le strade di Piscinola, a partire da via Napoli, proseguendo per via del Salvatore, entrando nei vari cortili che si aprono alla strada; sostò poi davanti alla Chiesa del SS. Salvatore e proseguì attraversando la piazza di Piscinola, fino alla stazione della metropolitana di Piscinola, dove era allestita la mostra. Giunti nella mostra intonarono il canto antico della Madonna delle Grazie. Al termine del canto, Lucio Michetti declamò il suo componimento poetico, scritto per ricordare il miracolo  attribuito dalla tradizione
popolare alla Madonna. Molte furono le persone che assistettero a questa esibizione, applaudendo al suo termine.
Per omaggiare la tradizione vinicola piscinolese, realizzai un piccolo stand con alcuni oggetti antichi, tra i quali delle curiose damigiane e dei boccali di vetro. Nello stand era prevista la degustazione gratuita del vino Perepalummo offerto ai visitatori: il vino  era quello da me prodotto nella campagna di Piscinola nel 2003. Sul banchetto compariva la stampa della mia poesia: "'O vino 'e Piscinola".
L'esposizione si protrasse fino alla domenica successiva. Poi, verso le ore 13:00 di quella domenica iniziammo lo smontaggio e il recupero di tutto il materiale. Eravamo tutti felici!
E' stata questa la prima esperienza che ho intrapreso nel mio precorso culturale ventennale, dedicato alla valorizzazione della storia del quartiere e alla sua promozione verso le giovani generazioni. Dopo questa prima esperienza, ha avuto seguito la pubblicazione del libro "Piscinola, la terra del Salvatore". Infatti, fu proprio il materiale fotografico e le testimonianze raccolte per l'allestimento della mostra del 2004, a spronarmi verso la scrittura del saggio.

Quest'esperienza del "Museo del Ricordo" mi ha consentito di conoscere tante belle persone e instaurare diverse amicizie, mi ha aiutato a crescere culturalmente e mi ha consentito di scoprire il campo della ricerca storica: campo che considero appagante per quelli, come me, che nutrono il grande desiderio di conoscenza e di scoperta, nonchè fonte di arricchimento e motivo di crescita personale e comunitaria.
Purtroppo devo aggiungere che in questi ultimi anni alcuni ideatori di quella esperienza piscinolese del 2004 non sono più tra noi, come Lucio Michetti e Donato Culiers, la loro scomparsa è stata una grave perdita per la cultura locale.
Questo post è dedicato alla loro memoria, in ringraziamento per tutto quello che hanno fatto per la storia dei quartieri di Piscinola e di Marianella.

Salvatore Fioretto





























domenica 23 marzo 2025

Quella classe di arbitri di Basket, fiori all'occhiello del quartiere di Piscinola!



Fiumi di inchiostro sono stati versati  in questi anni per raccontare la bella storia del basket a Piscinola, storia che vanta una durata ottantennale, ma poco si è scritto sulla tradizione che alla pari Piscinola vanta per aver dato alla pallacanestro regionale e nazionale una rosa di arbitri tesserati di degno rispetto...!
Con questo post vogliamo rimediare a questa lacuna, raccontando l'esperienza sportiva di uomini nati in questo quartiere, che sono stati appezzati e premiati per aver ricoperto il ruolo di arbitri nei campionati di Federazione Italiana Pallacanestro (FIP).

L'arbitro Salvatore di Febbraro dirige la gara al campo di Cupa Acquarola (part.)
Come sappiamo la tradizione della pallacanestro a Piscinola fu iniziata per opera del sacerdote Don Domenico Severino che, insieme a Don Salvatore Nappa, seppe assimilare le regole di gioco e le tecniche sportive mostrate dai soldati americani durante la seconda guerra mondiale, allorquando si esibivano su un campo di basket improvvisato, nel centro del largo antistante la scuola Torquato Tasso.
Ben presto Don Salvatore fu assegnato dalla Curia di Napoli ad altri incarichi, prima nella Cattedrale di Napoli come vice parroco, e poi di parroco nella chiesa di Poggioreale, e quindi a Piscinola rimase solo don Severino ad assistere i giovani dell'Azione Cattolica parrocchiale.
I giovani del territorio che don Severino riusciva ad attirare erano infatti numerosi e tra questi molti furono quelli che intrapresero un percorso formativo sportivo, sia come giocatori e sia come arbitri o allenatori.
Per quanto riguarda gli aspiranti arbitri, dopo l'iscrizione, passavano alla formazione didattica, partecipando ad un corso indetto dalla Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), avente la durata di alcune settimane, che si concludeva con un esame finale. Superato positivamente l'esame, iniziavano a dirigere le gare, partendo dai gironi delle categorie inferiori, spesso in affiancamento agli arbitri veterani.
Tra gli arbitri originari di Piscinola troviamo: Salvatore Di Febbraro,

Mariano Giordano, Pino Longo, Gennaro Basso, Gaetano Andreozzi e Giovanni Della Corte. 
I primi due arbriti: Di Febbraro e Giordano, effettuarono nello stesso periodo il percorso formativo, tanto che negli anni seguenti furono soprannominati "'e gemelli"... 
Entrambi cominciarono ad arbitrare gli incontri di basket agli inizi degli anni '60. Ne ebbe seguito una lunga carriera che durò per alcuni decenni, partecipando agli incontri del campionato FIP, fino alla "serie D", dirigendo formazioni risiedenti nell'Italia centro meridionale, dal basso Lazio fino alle provincie pugliesi e calabre. Le trasferte a Cosenza, Catanzaro, Matera, Gaeta, Formia, Latina, e in tante altre città del centro sud d'Italia, furono per essi all'ordine del giorno...
Purtroppo la carriera di Mariano Giordano ebbe una durata breve, a causa di un grave incidente stradale nel quale perse la vita, mentre tornava da lavoro, dalla Calabria! 
Salvatore di Febbraio, invece, arbitrò di incontri di pallacanestro fino agli anni '80. Negli anni a seguire fu nominato "Commissario di Arbitri di campo", ruolo che esercitò con profitto fino alla fine degli anni '90. Al termine della sua bella carriera ricevette dalla FIP il titolo onorifico di "Giudice Benemerito FIP". Nel frattempo il suo impegno per la Virtus Piscinola non ebbe termine e fu significativo. Insieme ai vari soci e dirigenti della storica compagine piscinolese, quali: Montesano, Cuozzo, Basso e altri ancora, negli anni '90 ridiedero vita alla pallacanestro a Piscinola, con il recupero della struttura abbandonata esistente in via Dietro la Vigna, rilanciando così le vicende della storica squadra di Basket piscinolese.
L'arbitro Pino Longo
C'è da aggiungere che Salvatore Di Febbraro iniziò il suo impegno nello sport come allenatore di pallacanestro, dopo aver conseguito l'abilitazione all'esercizio, allenando per alcuni anni diverse compagini di basket napoletane, tra le quali una delle prime squadra locale femminili.
Gli altri arbitri di Piscinola che seguirono le vicende sportive nel Basket campano e nazionale furono: Pino Longo, Gennaro Basso, Gaetano Andreozzi e Giovanni della Corte.
Pino Longo e Gennaro Basso ebbero una splendida carriera sportiva, arbitrando nei massimi tornei nazionali FIP, fino alla "serie A" nazionale!   Inoltre, Pino Longo, e
ssendo stato un arbitro veterano, veniva spesso assegnato a dirigere i tornei disputati nei campi definiti "più vivaci", come capitava a Castellammare, e sovente era accompagnato dai giovani neoarbitri, per il loro percorso di addestramento, tra questi ci fu proprio il nostro Salvatore Di Febbraro, all'inizio della sua carriera. 
Anche Gaetano Andreozzi e Giovanni della Corte, furono degli apprezzati arbitri, disputando le gare dei tornei FIP, fino alla "serie B".
Purtroppo le notizie che abbiamo trovate sono state appena sufficienti per scrivere questo post, tuttavia siamo fiduciosi che la pubblicazione di questo racconto possa incentivare qualche lettore, a conoscenza delle storie degli arbitri menzionati, a fornirci altre notizie necessarie per completarlo.

In questo post abbiamo raccontato un altro interessante spaccato della storia di Piscinola moderna, storia fatta di uomini semplici che, con il loro impegno, sacrificio e dedizione, sono riusciti a lasciare un'impronta importante nel panorama sportivo cittadino, regionale e nazionale. La loro storia deve essere mostrata da esempio ai giovani di oggi e a quelli di domani, per il loro percorso di vita, affinchè anche loro possano un giorno sentirsi appartenenti alle vicende di una comunità operosa e solidale, che tanto ha contribuito alla crescita civile e sociale dell'Area Nord e della città di Napoli!

Salvatore Fioretto

Ringraziamo Salvatore Di Febbraro per la sua generosa collaborazione alla stesura di questo post e per averci messo a disposizione le foto del suo archivio personale.


Torneo di Basket presso il campo in via cupa Acquarola a Piscinola, arbitra Salvatore Di Febbraro, anni '70