domenica 11 gennaio 2026

Secondo centenario della nascita di Sant'Alfonso: Inaugurazione della chiesa e di una lapide nella casa di Marianella

Le ricorrenze alfonsiane, soprattutto quelle legate ai "centenari" delle "tappe" della sua vita, hanno segnato sempre delle celebrazioni solenni svolte in tutti i siti alfonsiani e, in particolare, presso la casa dove Sant'Alfonso nacque, a Marianella. Già lo scorso anno abbiamo descritto la cerimonia dell'inaugurazione dei giardini e della statua dedicata al Santo. 
L'anno 1896, nel 4 ottobre, segnò l'inaugurazione della bella chiesa realizzata nei locali sottostanti la dimora marianellese, dove Alfonso nacque e, contestualmente, fu scoperta la lapide marmorea affissa sull'ingresso principale della 
nobile dimora.
Ecco la cronaca di quel giorno, tratta dall'opuscoletto pubblicato dal "Circolo romano di studi "San Sebastiano"", di Roma, nell'anno 1896, intitolato: "Del secondo centenario dalla nascita di Sant'Alfonso Maria de Liguori, fondatore della Congregazione del SS. Redentore, Vescovo di Sant'Agata de Goti e Dottore della Chiesa" (ed. Desclèe Lefebre e C.).


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"La mattina dei 4 di ottobre ultimo, che cadeva di domenica, il grazioso villaggio era tutto in festa; ma una festa che non era di quelle consuete paesane. Marianella appariva quel giorno come la casa di un contadino, tutta in tripudio e in attesa di ricevervi un gran corteo, il corteo della civiltà cristiana, che veniva a fermarvi la sua tappa e a spiegarvi le sue insegne regali. Una doppia solennità dovea celebrare Marianella: l'inaugurazione della chiesa dedicata al suo Santo, che in quel giorno, a ricordo del secondo centenario dalla sua nascita, aprivasi al pubblico culto; e della lapide , murata già nella casa ov' Egli nacque.
L'epigrafe, che in quella si legge scolpita nel marmo, è degna della penna del letterato che l'ha dettata, che è il P. Mauro Ricci, generale dell'Ordine degli Scolopi; e il pensiero e la spesa è di quel Circolo romano di studi cattolici, intitolato a San Sebastiano, che è manifestazione esso stesso di questa nuova vitalità del Cattolicismo, che vuol rifarsi negli studi, ai quali finora, per troppo lungo tempo, aveano attinto i suoi avversari le armi del discredito e della calunnia. 
La rappresentanza di un altro Circolo ancora era giunta a prender parte alla festa, quella del Circolo universitario cattolico, che ha sua sede in Napoli, la cui esistenza dimostra che il Cattolicismo, per le nuove generazioni, penetra già in quelle aule che, per troppo lunghi anni ancor esse, usurparono il titolo di tempio della scienza, solo perchè alla scienza vera , che è quella che per diritta via prende le sue mosse da Dio,

 il quale non circoscritto e tutto circoscrive,

opponeva il ghigno superbo e beffardo della incredulità, empia o inconsciente! 
E bandiere ed orifiamme di Società cattoliche operaie, che nel loro scudo portavano la immagine di Cristo, o della Madonna, o del Santo protettore, occupavano coi loro soci, che le circondavano, il piazzale che stendevasi avanti alla chiesa ed alla casa del Santo; e pareva quelle bandiere ed orifiamme come salutassero la resurrezione di quelle balde democrazie cattoliche medioevali, che fecero grande l'Italia, perchè da Dio e dal Cristo , primo concittadino delle repubbliche, attingevano l'amor di patria, esca a magnanime imprese. Quattro Vescovi, nel magnifico paludamento della Chiesa romana, sfolgoreggiavano nella folla compatta di popolo e vi mescolavano, nella lieta spensieratezza meridionale, quel mistico sentimento che rende solenne anche l'allegrezza. 
E infine il primo magistrato della grande città, il sindaco di Napoli (del cui Comune Marianella fa parte) giunge e rende posto nel palco appositamente costruito, di fronte alla lapide ... cade il velo che la copriva, e tra gli applausi e i battimani di un popolo intero s'innalzano le note marziali di un inno .... In quell' istante io ebbi un'illusione completa; quelle note risonarono nel mio cuore come l'inno al re trionfatore, a Cristo, che vince nella sua Chiesa e nei suoi Santi; e come in un sogno, mi parve di vederlo, lo vidi anzi, il trionfo della Chiesa, il regno del Cristo, su questa povera Italia, a cui non rimane grandezza, nè veste di donna, se ne togli l'ispirazione del Cristo, che ha soffiato, generandole, tutte le sue grandezze: nelle arti, nelle scienze, nei monumenti, nelle lettere, nelle imprese guerresche incivilitrici, nelle scoperte, nei viaggi, nell'anima di quella pleiade di uomini, quali Dante Alighieri, San Tommaso, Galilei, Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci, Cristoforo Colombo e Giambattista Vico e cento altri minori, un solo dei quali però basterebbe a far la grandezza di una nazione ... E mi fuggi dal labbro una preghiera, che era come un trionfo dell'anima, un'aspirazione a Cristo re: adveniat regnum tuum ! ... ".


Lo scritto contenuto nella lapide è il seguente:

Al primo piano di questo palazzo 
Nacque il 27 settembre 1696 
Alfonso Maria de Liguori
Poeta, musicista, avvocato e scrittore
Fondatore della Congregazione del SS. Redentore
Vescovo e Dottore della Chiesa
Il più santo tra i napoletani
Il più napoletano tra i santi
Ricorrendo il II Centenario della nascita
Dedichiamo questo marmo cantando 

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Nel libricino è inserito, per la ricorrenza del centenario di festeggiamenti alfonsiani, anche la breve descrizione di Sant'Alfonso, tratta dalla grande biografia scritta dal padre Antonio M. Tannoia, che lo conobbe e lo frequentò. 

"Era Alfonso di mezzana statura, ma alquanto grande di testa e di carnagione vermiglia . Aveva fronte spaziosa, occhio attraente e un po' ceruleo, naso aquilino, bocca ristretta, graziosa e quasi sorridente.
I suoi capelli eran neri e folta la barba, cui da sè stesso senza soggettarla al rasoio si andava accorciando colle forbici. Nemico della lunga e vana capellatura, disdicevole al ministro dell'altare, anche questa soleva tosarsela da sè. Essendo miope, faceva uso degli occhiali, ma toglievaseli o predicando o trattando con donne. Sonora e chiara aveva la voce: ond'è che per ispaziosa che fosse la chiesa e lungo il corso delle missioni, ella non gli mancò giammai, nemmeno nella sua decrepita età. 

Aveva un'aria maestosa e un contegno imponente e serio, benchè misto di giovialità; per cui, così fanciullo come vecchio, si rendeva a tutti amabile e gradito il suo tratto. Quanto alle doti dell'animo elle furono in esso ammirabili. Intelletto acuto e penetrante, memoria pronta e tenace, mente chiara e ordinata, volontà efficace e poderosa: ecco le doti colle quali ei sostenne il peso delle sue letterarie applicazioni, e operò tanto nella Chiesa di Cristo.
La sua vita fu una costante occupazione; perocchè di tutto il tempo che durò la sua lunga carriera non ve ne fu alcun minuzzolo che non fosse da lui impiegato o nel trattare con Dio o nell'operare per la divina gloria. Nemico d'ogni occupazione men che proficua e degli studi di semplice erudizione o diletto, giudicava perduto tutto ciò che non era direttamente ordinato a Dio e al bene delle anime. Egli era intraprendente, ma non temerario, forte nelle avversità, umile nei successi prosperi, sempre diffidente di sè stesso e sempre pieno di fiducia in Dio, pesato in ogni sua azione, costante ed uguale a sé medesimo in tutte le vicissitudini della vita. 
Lontano per natura dal fasto e dall'arroganza, pareva pregare anzichè comandare. Che se la necessità lo costringeva a far uso del comando, allora sapeva far valere la sua autorità, nè lasciava impunita qualsivoglia resistenza.
Il suo temperamento era bilioso anzichè flemmatico; ma per impero di virtù lo aveva reso piacevole e mansueto oltre ogni credere. Sempre presente a sè stesso, era padrone di tutti i movimenti dell'anima sua; e dopo che si fu dato totalmente a Dio non si osservò mai ch'ei si fosse lasciato sorprendere dalla passione. Sapeva chiudere ed aprire a suo talento la porta del proprio cuore, nemico del vivere comodo ed agiato, e quanto più austero seco medesimo, tanto più benigno e compassionevole cogli altri.

(Tannoia, Della vita e dell'istituto di Sant'Alfonso , XXXVII, 736-37.)

 Salvatore Fioretto

 

mercoledì 31 dicembre 2025

Sant'Alfonso suona "Tu scendi dalle stelle", nel Presepe allestito in piazza San Pietro...!

Il presepe che è stato allestito quest'anno nella Piazza San Pietro in Vaticano ha un forte legame con la Campania e, in particolare, con le Province di Salerno e di Napoli. Il presepe, con pastori a grandezza naturale, è stato realizzato dalla Diocesi di Nocera Inferiore Sarno. L'opera ha molti riferimenti al territorio, oltre ai pastori che portano al Bambino prodotti tipici della campagna locale, è stato rappresentato Sant'Alfonso Maria de Liguori, (che, come è noto, è morto ed è sepolto nella basilica di Pagani, quindi vicino a Nocera), vestito con abiti vescovili, mentre suona con una spinetta la sua "Tu scendi dalle stelle". Le statue sono opere dello scultore Federico Iaccarino. Il progetto esecutivo e la scenografia sono opera di Silvio di Monaco, mentre la stella cometa è opera di Aldo Piccioni.
Ecco la targa descrittiva, che i visitatori leggono mentre ammirano la bellissima e realistica rappresentazione presepiale:

"Un pezzo di Agro Nocerino Sarnese - area che comprende 13 comuni della provincia di Salerno e di Napoli - fa da sfondo al presepe allestito in Piazza San Pietro per il Natale dell'Anno Santo 2025.
L'opera si estende per circa 200 metri quadrati, raggiunge un'altezza massima di circa 8 metri ed è animata da pastori in stile '700 napoletano. In particolare presenta tre elementi architettonici che esprimono l'identità del territorio: il Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore in Nocera Superiore, la fontana Helvius situata in Sant'Egidio di Monte Albino, sovrastata dallo stemma del Noce, simbolo dell'Università di Nocera dei Pagano; una tipica casa dei cortili dell'Agro Nocerino, all'interno della quale si trova Sant'Alfonso Maria dei Liguori intento a suonare "Tu scendi dalle stelle". 
Nella stanza è esposto un quadro nella Madonna delle Tre Corone di Sarno, realizzato con fiori stabilizzati dagli Infioratori di Casatori in San Valentino Torio. Tra i pastori si distinguono i Servi di Dio Alfonso Russo, attento al mondo del volontariato e della sofferenza, e don Enrico Smaldone, dedicato all'ambito educativo. Completano la scena un pastore con una grande ancora, simbolo della Spes non Confundit, il quale indica la Porta Santa della Basilica di San Pietro; i doni dei pastori al Salvatore che richiamano i prodotti tipici dell'Agro Nocerino Sarnese: pomodoro San Marzano, Corbarino, noci, cipollotto nocerino e carciofi."

Salvatore Fioretto

giovedì 25 dicembre 2025

La storia di Scampia: una storia di bellezza per la natura lussureggiante...! (II Parte)

 (Segue dalla prima parte)

La visita papale di S. Giovanni Paolo II a Scampia, 1990
Il fiore all'occhiello di Scampia è stata la sua variegata produzione ortofrutticola; sicuramente le sue eccellenze sono state le rinomate produzioni di pesche, canapa e noci. Tuttavia nei secoli passati è stata fiorente anche la produzione della seta e del cotone.

 

La pesca "Mimì del Forno", in un "Mare verde"...! 

(19 luglio 2013)

A Piscinola, il cotone o un acquedotto...!? I Meuricoffre 

(25 gennaio 2015)

Le coltivazioni di Canapa, Lino, Gelso e Cotone attraverso i secoli, nell'Area Nord di Napoli.... 

(28 marzo 2017) 

 

Un esempio di viti maritate ai Pioppi

Tra l'800 e il '900 il territorio divenne luogo preferito per organizzare le scampagnate e per le gite fuori porta, specialmente da parte degli abitanti della città. Qui sorsero molte trattorie, specie ai confini con la vicina Secondigliano. Una di essa, in particolare, chiamata "Trattoria dell'Aurinale", situata ai confini con Mugnano, è stata immortalata nella raccolta di fiaba di G. B. Basile, del "Cunto de li Cunti".

 

Scampagnate e trattorie 

(16 luglio 2013)

 "Li Cunti" di Basile, tra Miano e Piscinola...! 

(11 settembre 2013)

 

La rete stradale che attraversava il territorio era formata da assi stradali principali e secondari che permettevano di collegare i quartieri limitrofi e di raggiungere i vari fondi agricoli. Le strade erano per la maggior parte realizzate in terra battuta; solo negli ultimi tempi le principali arterie furono pavimentate e asfaltate. 


I toponimi delle strade di Piscinola a inizio dell' '800... curiosità e nuove scoperte...

(4 febbraio 2023)

Nei primi anni del XX secolo il territorio è stato caratterizzato dallo sviluppo delle reti di trasporto pubblico. 

La locomotiva a vapore N.12 della ferrovia Napoli Piedimonte

Nel 1913, la compagnia francese Chemin de fer de midi et Italie, inaugurò la ferrovia secondaria "Napoli Piedimonte d'Alife", il cui tracciato dei binari scorreva tra l'abitato di Piscinola e la piana dello Scampia. La ferrovia univa il centro cittadino (piazza Carlo III) con Aversa, Santa Maria Capua Vetere, Capua e Piedimonte d'Alife. Le strade tra Piscinola, Miano e Scampia vennero quindi riorganizzate e ove necessario deviate; dove non fu possibile furono realizzati una serie di ponti in mattoni rossi. Mentre i camminamenti interpoderali che collegavano in precedenza i vari appezzamenti di terreni non furono modificati, anche se furono gestiti con dei sistemi di segnalazione rudimentali, realizzati con pilastrini e catene oppure con cancelli (sbarre di ferro) apribili a mano. 
Un treno della ferrovia Napoli Piedimonte d'Alife presso S.Maria C.V.

Nel tratto napoletano la ferrovia era esercita con la trazione elettrica, anche se non era raro osservare il transito di convogli trainati con locomotive a vapore. Sicuramente il passaggio di questi convogli a vapore  avrà conferito un aspetto molto suggestivo e affascinante al paesaggio di Scampia dell'epoca...!

Esattamente cent'anni....il 30 giugno 1914 il treno a vapore giungeva a Piedimonte! 

(28 giugno 2014)

Dopo la Guerra, bastò uno sbuffo di un treno a vapore per far ritornare un po' di normalità…! 

(21 marzo 2023) 

Quel "treno della Piedimonte, pigrone e ciondolone come un tramvai"...!

(22 gennaio 2022) 


Oltre alla ferrovia Napoli Piedimonte d'Alife, anche la società belga Societé Anonyme de Tramways Provinciaux(denominata con la sigla S.A.T.P.). esercente 
Un convoglio delle Tramvie Provinciali di Napoli
le tramvie provinciali di Napoli, realizzò, nei primi anni del '900, una nuova linea che si snodava per il Corso di Secondigliano, attraversando tutta Scampia, per proseguire per la città di Aversa. Questa linea si attestava in città, a Piazza Ottocalli prima, e a porta Capuana dopo, ed era servita inizialmente con la trazione a vapore. Nei primi anni del '900 la rete fu progressivamente elettrificata e ulteriolmente estesa, fino a raggiungere la cittadina casertana di Albanova. 
Con la soppressione della rete tramviaria, avvenuta verso la fine degli anni '50, si eseguì la conversione della linea tramviaria in linea filoviaria. Inizialmente la filovia fu gestita dalla società TPN (Tranvie Provinciali di Napoli), poi passò alla ACTP (Azienda Consortile Trasporti Provinciali) e poi ancora alla CTP (Consorzio Trasporti Provinciali). A supporto della soppressione tramviaria e ferroviaria, il trasporto pubblico nel territorio fu riorganizzato prevedendo alcune linee, sia comunali che provinciali, gestite con mezzi su gomma.

 

Scampia e Secondigliano, tra tram a vapore, tram elettrici e filobus...! 

(19 agosto 2014)


La Seconda Guerra Mondiale ha inflitto danni ingenti al territorio a Nord di Napoli, con molte distruzioni materiali e perdite di vite umane. Anche Scampia ebbe danni e morti.
Con la  Guerra di Liberazione, molte campagne tra Scampia e Piscinola furono occupate dalle truppe Angloamericane che qui realizzarono i loro accampamenti militari per lo stanziamento delle truppe e dei mezzi.
Purtroppo in quel periodo si ebbero anche episodi di violenza verso la popolazione civile, come avvenne con l'uccisione della giovane Giuseppina Bianco, avvenuta nella campagna posta al confine con il comune di Mugnano. 

 

Giuseppina, la fanciulla del perdono...! 1^ parte

(7 giugno 2015) 

Giuseppina, la fanciulla del perdono...!  2^ parte 

(26 giugno 2015)

Dove passò lo straniero...! Giovanna Altamura 

(10 febbraio 2015)

 

Negli anni '50 il territorio di Scampia vide sorgere una bella realtà socio assistenziale privata che fu chiamata fondazione "Raffaele Ruggiero", nata per curare ed assistere i giovani cerebrolesi.

 

Don Raffaele Ruggiero crea a Piscinola una fondazione per i fanciulli svantaggiati..." 

(9 aprile 2017)

 

Il territorio è stato anche sede di incontri sportivi estemporanei, come la corsa campestre provinciale organizzata nel 1971, e diversi tornei ciclistici.



L'atletica leggera: una bella pagina di storia sportiva del territorio... (I^ parte)
 

(29 settembre 2021)

Bike and passion...! La bella storia del ciclismo a Piscinola e nell'Area Nord di Napoli! 

(2 giugno 2015)

 

Su Scampia e i suoi personaggi sono nati anche cunti e leggende popolari, tramandati di generazione in generazione, che ancora oggi fanno parte nell'inventario collettivo popolare.

 

I personaggi leggendari del mondo magico-sacrale della cività contadina piscinolese... 

(10 ottobre 2020)

 

La piana di Scampia (chiamata un tempo dello Scampagnato) era famosa per la produzione di frutta prelibata che veniva commercializzata nei vari mercati provinciali e regionali e soprattutto nella città di Napoli. 
Esisteva in questo territorio un cultivar molto variegato, sia per generi di frutta e sia per qualità, che derivavano da una selezione molto attenta avvenuta nei secoli: infatti molte specie impiantate erano state tramandate nel corso dei vari passaggi generazionali, tuttavia non mancavano qualità di frutta che erano selezionate da alcuni coltivatori, specializzati, che partecipavano anche ai concorsi nazionali di genere.

 

 

Quella terra gentile e fertile, ci donava prodotti di prima classe! Il ciclo biologico già ecosostenibile (prima parte)

(5 novembre 2022) 

Quella terra gentile e fertile, ci donava prodotti di prima classe! I prodotti dell'orto (seconda parte)

(11 novembre 2022) 


Quella terra gentile e fertile, ci donava prodotti di prima classe! Frutta e primizie... (terza parte)

(18 novembre 2022) 

 

Purtroppo, con il programma residenziale, che prese il nome dal numero di una legge che lo ratificò: "167", intere estensioni di territorio, all'epoca ancora agricolo, furono espropriati, a iniziare dai primi anni '70. Il programma comportò la nascita di molti insediamenti abitativi, prevalentemente di tipo "popolare", prevedendo pochissimi spazi di aggregazione e quasi l'assenza dei servizi primari... La costruzione dei caseggiati a forma di vele è stato l'emblema eloquente di questa urbanizzazione smisurata, per niente realizzata "a misura d'uomo"...!

Questa metamorfosi, subita massivamente dal territorio, ha segnato un drastico passaggio da un territorio con prevalente valenza agricola, a un territorio con caratteristiche residenziali di tipo popolare, senza prevedere strutture di supporto e nemmeno strumenti di compensazione per le soppresse attività agricole preesistenti. Il nascente insediamento fu dotato di una ramificata rete stradale, con ampi vialoni e sottopassaggi. Il collegamento con la città venne assicurato da un asse a scorrimento veloce, collegato con l'"Asse Mediano", dal lato di Melito e con la "Tangenziale di Napoli", dal lato di Capodichino, anche se per vederlo completato e in funzione sono trascorsi ben quarant'anni...!


 Là dove c'era l'erba... ora c'è una città....! 

(12 maggio 2023)
 

Durante la fase di esproprio delle campagne si ebbero anche episodi di resistenza da parte dei contadini, per contrastare l'occupazione dei terreni da loro condotti, che privava loro di un futuro certo... 

 

La Piedimonte “insurrezionale” a Piscinola... una cronaca di 52 anni fa... 

(11 marzo 2023)

 

Il treno della ferrovia Napoli Piedimonte d'Alife presso S. Maria C.V.

Purtroppo nel 1976 la ferrovia Napoli Piedimonte D'Alife venne sospesa dal servizio, e una gran parte del territorio di Scampia confinante con Piscinola rimase desolato e abbandonato, con conseguente devastazione e saccheggio delle strutture e degli impianti.

 

Ascoltando il treno...! Della serie "Un "trinomio" indelebile: "Musica, Campagna e Piedimonte.."! (III^ parte) 

(8 aprile 2020)

 

Seguì il terremoto del 1980, che causò diversi danni al territorio e soprattutto l'occupazione di molti edifici residenziali, che erano in avanzata fase di costruzione. Il programma edilizio di costruzione degli alloggi fu ulteriormente rielaborato per assicurare un alloggio ai senzatetto cittadini, con la costruzione di altri grandi edifici non previsti nei piani realizzativi iniziali.

Nell'anno 1990 il papa Giovani Paolo II, oggi Santo,  visitò Scampia e incontrò i fedeli del quartiere, nel vasto spazio pubblico dove era ancora in corso la costruzione della villa comunale. Oggi la piazza prende il nome di Piazza Giovanni Paolo II. 
Quella visita segnò una svolta epocale per il quartiere. Le immagini di quell'evento hanno fatto il giro del mondo e hanno contraddistinto la storia moderna di Scampia. Il Papa esortò a coltivare la speranza e a cambiare il nome di "Scampia", con "Santa Maria della Speranza".
 

E un uomo vestito di bianco venne tra noi.... (22 agosto 2013)  

 

Anche Papa Francesco volle far visita nel quartiere di Scampia nell'anno 2015. Nella "Piazza dei Grandi Eventi" fu organizzato un affollato incontro pastorale, a cui parteciparono tutte le realtà religiose, laiche e sociali di Scampia.


 

Nell'anno 2005 il Comune di Napoli ha eseguito una nuova organizzazione amministrativa della città, istituendo le Municipalità. Il quartiere Scampia è stato inserito nel gruppo dell'VIII Municipalità, insieme ai quartieri di Piscinola, Marianella e Chiaiano. A Scampia hanno sedi gli uffici amministrativi e la sala consiliare della Municipalità.
Nonostante le pesanti metamorfosi subite dal territorio nell'ultimo cinquantennio, persistono ancora nell'inventario collettivo alcuni toponimi antichi dei luoghi di Scampia, specie tra gli anziani di Piscinola e di Scampia.

 

I luoghi di Piscinola, di ieri e di oggi... II^ parte 

(12 luglio 2015)

 

La visita papale a Scampia di S. Giovanni Paolo II, 1990

Il resto è storia dei nostri giorni... 
Nel 1995 è stata inaugurata la stazione della nuova metropolitana collinare di Napoli, denominata "Linea1". Nel 2005 è stata inaugurata la stazione della "Linea Arcobaleno", oggi gestita dalla società EAV, denominata "Piscinola Scampia". Le due stazioni sono sovrapposte e si trovano al confine con il quartiere di Piscinola. Nell'anno 2017 anche la stazione della metropolitana della "Linea 1", esercita da AMN, è stata intitolata "Piscinola Scampia", con un nuovo accesso diretto dal quartiere Scampia (via Zuccarini). 
Nel 2022 è stata inaugurata la nuova sede universitaria della Federico II, con l'istituzione dei corsi triennali e magistrali delle professioni sanitarie. 
Si sta avviando alla conclusione il programma di abbattimento delle "Vele", con la realizzazione dei nuovi insediamenti abitativi che sorgeranno al posto delle strutture demolite, mentre una delle "Vele" sarà ristrutturata e destinata ad essere sede di servizi e delle associazioni del quartiere. 
Alcuni istituti scolastici presenti nel territorio risultano tra le scuole di formazione professionali riconosciute a livello nazionale ed europeo per la didattica formativa, come gli istituti "Galileo Ferraris" e "Vittorio Veneto"
Scampia è sede di molte associazioni ONLUS e di volontariato. Si evidenziano "Il Gridas" (Gruppo RIsveglio DAl Sonno), fondato oltre quaranta anni fa dall'artista Felice Pignataro, che organizza nel territorio diversi eventi culturali, tra i quali il celebre "Carnevale di Scampia", il "Centro Hurtato", che promuove anch'esso eventi culturali, tra i quali: un Salotto letterario, diversi corsi di formazione destinati soprattutto ai giovani e una formazione orchestrale giovanile. 
Si ricordano, ancora, la palestra di pugilato diretta dalla famiglia Maddaloni, la cooperativa di formazione sociale "l'Uomo e il legno", il centro etnogastronomico "Chikù", e tante altre interessanti realtà associative. 
Nel quartiere sono state realizzate diverse chiese in stile moderno e luoghi di culto.
Anche il Carcere Penitenziario di Secondigliano, che ha sede a Scampia, sta svolgendo negli ultimi tempi diversi progetti di recupero dei detenuti, organizzando eventi culturali e di formazione professionale. 

Salvatore Fioretto 

 

Stazione di Piscinola Scampia della Metropolitana Arcobaleno, 2005


La storia di Scampia: una storia di bellezza per la natura lussureggiante...! (I Parte)

La storia di Scampia è intimamente legata alla sua campagna, un tempo lussureggiante e fertilissima, disseminata da numerose masseria. Prima della riorganizzazione amministrativa, operata alla fine degli anni '80 del secolo scorso, con la quale divenne la 21^ Circoscrizione di Napoli, apparteneva per circa due terzi della sua estensione a Piscinola, fin dai tempi dell'antichissimo Casale di Piscinola, mentre, per le restanti parti, a Secondigliano e a Miano. Il suo toponimo è stato riportato nelle mappe antiche, tra le quali quelle redatte dal regio topografo Antonio Rizzi Zannoni, alla fine del XVIII secolo. In molte di esse, specie quelle ottocentesche, viene indicata come "Regione dello Scampia". 
Il termine di "Scampia", deriverebbe dal napoletano antico, di "Scampagnato", che significherebbe una estensione ampia di territorio pianeggiante, intensamente coltivato e privo di abitazioni. 

Fu abitato fin dai tempi antichi, con insediamenti sparsi di tipo rurale, inizialmente con accampamenti mobili, poi con strutture di legno, specie quando il territorio a nord di Napoli è stato campo di battaglie e soggetto alle numerose incursioni e ai saccheggi compiute dai vari eserciti conquistatori stranieri. 
Gli Osci sono stati i primitivi abitanti accertati di questo territorio, dei quali ci è giunta traccia attraverso alcuni reperti archeologici rinvenuti nei decenni scorsi, come le tombe in lastre di tufo emerse nel corso della costruzione del carcere di Secondigliano. Dei primi insediamenti degli Osci risultano identificate le primitive vie di comunicazioni, che resero praticabile il nascente commercio.

Gli Osci, gli antichi nostri progenitori... 

(8 maggio 2024)

Le antiche strade del territorio dell'Area Nord, di origine Osco-Romana...

(25 aprile 2025)


I romani procedettero anche in questo luogo alla divisione in "Centuriazioni", con l'assegnazione delle centurie ai veterani romani, che avevano servito Roma delle varie campagne di conquista. Lo dimostrano i ruderi della struttura di villa agricola romana conservati in via T. Galimberti. Questi reperti per l'aspetto insolito delle mura e per la loro straordinarietà, sono rimasti impressi nell'immaginario collettivo, lasciando una traccia attraverso leggente e cunti, tramandati dalle generazioni passate.

La villa romana di Scampia: tra storia, aneddoti, cunti e leggende…! 

 (14 ottobre 2013)

Purtroppo delle altre strutture archeologiche che furono rinvenute nel territorio, come tombe, strade (e forse di altri ruderi di edifici importanti), ma anche di oggetti di arredo e preziosi,  sono stati razziati dai tombaroli o demoliti furtivamente durante la costruzione di quello che all'epoca fu chiamato il rione "167 di Secondigliano". 
Il territorio di Scampia, che in periodo medioevale segnava l'inizio della regione che veniva chiamata "Liburia", è stato apprezzato per la bellezza del suo paesaggio, infatti, a tal riguardo, diverse testimonianze scritte sono pervenute ai nostri giorni, come la dedica del Poeta Giacomino Pugliese (XIII sec.), attivo presso la corte di Federico II, dove descrive la 

Liburia”: “Niun luogo al mondo, era più giocondo, di quel tratto della Liburia, pieno di ricchezza, utile, ameno, abbondante di seminati, di frutti, di prati di albereti. Quivi su l’uno e l’altro fianco della Via che da Napoli correva quasi diritta all’Anfiteatro dell’antica Capua, tagliando a mezzo quella distesa verdeggiante di campi, spargevansi numerosi villaggi e Casali, assai più che non siano oggi. Perché nei documenti del tempo, coi nomi tuttora vivi di Casolla, S’Adiutori, Teberola, Saviano, Piro, Pascariola ed altri, ricorrono quelli, oggi periti di casa Aurea, Raviosa, Pastorano, Decazano e altri”. 
Il Summonte, citando i Casali esistenti nel XIV secolo intorno alla città di Napoli, tra cui quello di Piscinola e quindi Scampia, così scrive:
“[…] Questi Casali sono abbondantissimi di frutta di ogni sorta e qualità[…]. Sono anco fertilissimi di vini preziosi e delicati, di frumento, di lino finissimo e canapo di grande qualità, di bellissime sete, vittovaglie di ogni sorte, selve, nocellami, polli, uccelli, et animali quadrupedi, così da fatica come da taglio: gli abitatori di questi Casali, quasi ogni giorno vengono a Napoli a vendere le loro cose” .
Altre testimonianze sono riportate in questo post pubblicato del 2013:

Scampia nelle narrazioni storiche... 
(16 settembre 2013)

Il territorio di Scampia in antico tempo era suddiviso in varie località che erano indicate con particolari toponimi, i quali venivano usati soprattutto dai Curiali (ossia i notai dell'epoca), per definire i confini dei terreni o delle masserie in vendita, durante gli atti di transazioni. Di essi abbiamo redatto un post nel 2015:

I luoghi di Piscinola, di ieri e di oggi... I^ parte  (12 luglio 2015)

Tra le emergenze architettoniche più antiche un tempo esistenti a Scampia troviamo la chiesa di San Sossio diacono e martire. Le fonti più antiche che descrivono questa chiesa risalgono al X secolo; in esse il tempio viene indicato come chiesa Staurita, ossia gestita da un sodalizio strutturato con un governo che espletava delle funzioni assistenziali e caritatevoli verso la popolazione del luogo. La chiesa è riportata nelle mappe antiche, fino a quelle redatte nel tardo '800, poi, purtroppo, di essa si perdono ogni traccia. Forse cadde in rovina a causa di terremoti o forse fu trasformata in edificio residenziale, nel corso del tempo.

Miseno nelle tradizioni della mia terra....!  
(1 settembre 2013)

Altri elementi archeologici rinvenuti nel territorio sono stati dei tratti di cunicoli rivestiti in muratura di tufo, che si ramificavano a partire dall'abitato di Piscinola, fino a raggiungere la masseria Splendore. Purtroppo, oltre alle testimonianze orali trasmesse da parte di alcuni testimoni e il riferimento riportato nel saggio storico "Viaggio della mia terra", di B. F. Sica, non sono state trovate alcune tracce a tal riguardo. 
Il territorio di Scampia è stato sicuramente caratterizzato dalla fertilità del suolo, arricchito dalle ceneri delle varie eruzioni vulcaniche, soprattutto quelle emesse dalla caldera dei Campi Flegrei, ma oltre questo aspetto, con la sua favorevole posizione geografica, pressocché pianeggiante, posta subito a ridosso della collina dei Camaldoli, ha beneficiato del percorso di numerosi alvei e torrenti (lagni) che hanno apportato nel territorio abbondanti quantità di acqua meteorica, tanto da formare piccoli invasi lacustri, con formazione di canneti. 

I toponimi di Cannito Piccolo e Cannito Grande che vengono ancora oggi usati per indicare alcuni luoghi situati ai confini con il Comune di Mugnano, è una dimostrazione di questo aspetto geomorfologico antico del territorio. 
Quindi la terra fertile e l'acqua abbondante hanno esaltato la feracità della terra, tanto che questo territorio è stato molto apprezzato nel corso dei secoli, sia dagli abitanti cittadini e sia da parte dei visitatori stranieri, soprattutto quando nel XVII e XIX secolo, era di moda effettuare i viaggi del "Gran Tour". Ben presto fu ricorrente l'appellativo coniato per indicare la vasta area a settentrione di Napoli, come "Giardino d'Europa".

Tra vasche, piscine e cunicoli misteriosi... Piscinola: un equilibrio tra terra e acqua! (parte prima)

(8 ottobre 2017) 

Tra vasche, piscine e cunicoli misteriosi... Piscinola: un equilibrio tra terra e acqua! (parte seconda)

(12 novembre 2017)  
 

Ma l'altro elemento che ha caratterizzato il territorio, dopo l'avvenuta antropizzazione, sono stati gli insediamenti agricoli che con il trascorrere dei secoli, a partire dai primi insediamenti romani (delle ville rustiche), hanno poi assunto i connotati di masserie fortificate.
A Scampia c'erano un tempo molte masserie, alcune passate alla storia per episodi avvenuti nei loro paraggi o per essere state esse stesse oggetto di cunti, leggende o fiabe. Molte di esse sono state riportate nelle mappe storiche del XVIII e XIX secolo.  

Le "aziende agricole" del passato: Le Masserie (prima parte) 

(16 gennaio 2021) 

Le "aziende agricole" del passato: le Masserie (seconda parte)

(23 gennaio 2021) 

Un duello dal Conte di Lucina... Cronaca del 1840...

(29 ottobre 2017)

Tra le masserie più rinomate di Scampia abbiamo già descritto in dettaglio quelle denominate "Dello Scampia" e "Splendore".
La prima è ancora esistente, mentre la masseria "Splendore" fu inesorabilmente distrutta durante i lavori di costruzione del nuovo rione Scampia. 

La Masseria de La Scampia... la sua storia e i misteriosi simboli sulla facciata... (prima e seconda parte) 

(16 febbraio 2023) 

Uno splendore di masseria, ovvero la "Masseria Splendore" di Piscinola 

(3 aprile 2021)

Una preziosa testimonianza storica che riporta molti toponimi di Scampia risulta essere il diario di Santa Visita redatto dal cardinale Francesco Carafa, nell'anno 1542. In esso sono riportati i benefici e le rendite godute dalla parrocchia del Santissimo Salvatore in Piscinola.

Quella Santa Visita a Piscinola , dell'anno 1542.... condotta dall'arciv. Francesco Carafa 

(22 marzo 2024)

Con l'avvento della dinastia dei Borboni (1734), il primo sovrano, re Carlo di Borbone, si innamorò talmente del territorio posto a settentrione della città che volle in esso realizzare un vasto giardino reale, dove organizzare, assieme alla sua corte, grandi battute di caccia. Il grande parco, delimitato e protetto, fu presto realizzato e la sua superficie si estendeva racchiudendo ben tre Casali: Piscinola con Scampia, Secondigliano e Miano. 

Piscinola, Secondigliano, Miano e Marianella: il giardino di caccia di Sua Maestà, il Re! 

(15 marzo 2015) 

  (segue nella seconda parte)

Salvatore Fioretto